03.2018

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Il danno da perdita del rapporto parentale

Corte d’Appello di Firenze 2588/2017

 

La pronuncia in esame tocca vari aspetti problematici connessi al danno da perdita del rapporto parentale e, più nello specifico, al danno da nascita indesiderata.

La sentenza in esame, infatti, ha il pregio di interessare varie tematiche tra cui l’accertamento della responsabilità, l’assenza di qualsiasi riconoscimento di un diritto a non nascere, il diritto al consenso informato, e l’annosa questione della natura contrattuale ovvero extracontrattuale della domanda di risarcimento dei congiunti iure proprio in ambito di responsabilità medica.

La vicenda trae origine dalla domanda di condanna proposta da una coppia di genitori nei confronti dell’Azienda Ospedaliera, nonché di due sanitari, giacché per errore diagnostico avrebbero escluso la talassemia della madre, e l’avrebbero così condotto alla nascita di due gemelle affette da talassemia maior.

Per quanto concerne l’accertamento della responsabilità medica la Corte d’Appello ha sostanzialmente confermato quanto già definito nel corso del giudizio di prime cure, nel quale si appurava la sussistenza della responsabilità dei sanitari, rigettandosi al contempo la domanda per difetto di prova della volontà abortiva e del nesso di causalità tra la condotta lamentata e l’evento dannoso.

Per quanto riguarda, invece, la sussistenza di un diritto risarcitorio per danno biologico in capo alle gemelle, la Corte si è espressa con ordinanza istruttoria, ritenendo, come già considerato in altre pronunce, non esistente alcun diritto a non nascere, ovvero a non nascere se non sani; nell’ordinanza della Corte, infatti, si è chiarito che la loro condizione di talassemiche non deriva da colpa medica, ma dal concepimento da genitori portatori, né si ritiene l’esistenza di un diritto tutelato a nascere sani o non nascere.

Infine, la sentenza d’appello prende in considerazione anche la tematica del consenso informato, nella sua accezione di diritto, costituzionalmente tutelato ex art 32, comma 2 Cost., a ricevere tutte le informazioni necessarie, nel caso di specie, sulla salute della gestante e dei nascituri. Sul tema la Corte d’Appello ha accertato la lesione di tale diritto ritenendo erronea la decisione del Tribunale nel punto in cui non ravvisava un danno risarcibile per il predetto pregiudizio, il quale rileva in sé ed è talmente pregnante da dover essere preso in considerazione anche quando la probabilità del verificarsi dell’evento è prossima al caso fortuito o addirittura all’inesistenza.

La Corte d’Appello ha ritenuto, dunque, che nel caso in esame rimane leso dalla condotta dei medici convenuti soltanto il diritto costituzionale della signora (…) (in via contrattuale) e del marito (in via extracontrattuale) ad avere le informazioni necessarie sulla salute della gestante e dei nascituri per poter esercitare le scelte appropriate, in particolare quella di abortire o meno. Già con queste poche righe, sviluppate poi nel dettaglio, la decisione ha il pregio non solo di specificare che il diritto costituzionalmente garantito al consenso informato rileva autonomamente, prescindendo dalla scelta concreta che sarebbe stata posta in essere, ma anche di precisare che l’azione di responsabilità promossa dai prossimi congiunti iure proprio (il marito, in questo caso) ha natura extracontrattuale, con ciò provocando conseguenze di natura sia processuale sia sostanziale.

 

 

L’Articolo 7, comma 3 della Legge Gelli e il Principio di Irretroattività

Tribunale di Avellino, sentenza n. 1314/2017

 

A seguito dell’entrata in vigore della legge 8 marzo 2017, n. 24, c.d. Legge Gelli, sono venute in considerazione alcune problematiche, tra le quali un particolare rilievo ha assunto quella in merito alla disciplina applicabile ai rapporti giuridici sorti anteriormente a tale legge, e non ancora estinti, per quanto riguarda il regime di accertamento della responsabilità del personale sanitario. Alcuni Tribunali hanno avuto modo di pronunciarsi con sentenza sul punto.

La Legge Gelli all’art. 7, comma 3, configura la responsabilità del personale sanitario come extracontrattuale, con conseguente definitivo ed espresso superamento di quell’orientamento giurisprudenziale configurante la responsabilità del medico come contrattuale, poiché derivante dal c.d. contatto sociale.

Il nuovo titolo di responsabilità del medico riconosciuto dalla novella legislativa ha, in sostanza, riproposto i problemi relativi al regime applicabile a quei rapporti venuti in essere prima della riforma ma che non si erano ancora estinti al momento dell’ingresso della nuova normativa.

La tematica è stata affrontata, per prima, dal Tribunale di Avellino, per poi essere analizzata anche da altre Corti di merito (Tribunale di Pisa, sentenza n. 1004/2017 e Tribunale di Bologna, sentenza n. 2231/2017) che sembrano raggiungere conclusioni assolutamente identiche.

Il Tribunale campano disconosce qualsiasi efficacia retroattiva della norma in commento, facendo così prevalere la regola generale dell’art. 11 disp. prel. c.c, poiché - nonostante il principio di irretroattività non assurga a dignità costituzionale - qualsiasi intervento legislativo destinato a regolare situazioni pregresse deve essere conforme ai principi costituzionali della ragionevolezza e della tutela del legittimo affidamento nella certezza delle situazioni giuridiche, nonché al rispetto delle funzioni costituzionalmente riservate al potere giudiziario, anche se finalizzato alla necessità di riduzione del contenzioso o di contenimento della spesa pubblica o a far fronte ad evenienze eccezionali.

Più nello specifico, nella decisione si stabilisce che l'applicazione della c.d. legge Gelli a fatti già verificatesi al momento della sua entrata in vigore inciderebbe negativamente sul fatto generatore del diritto alla prestazione, ledendo, così, ingiustificatamente il legittimo affidamento dei consociati in ordine al regime contrattuale della responsabilità del medico; quindi, conclude il Tribunale, le fattispecie perfezionatesi in epoca antecedente all'entrata in vigore della riforma de qua dovranno continuare ad essere regolate dai principi del previgente quadro normativo e giurisprudenziale, sicché si dovrà applicare la normativa della responsabilità contrattuale anche al medico – a prescindere da un formale rapporto di dipendenza - in quanto fondata sulla ormai ben conosciuta teoria del contatto sociale.

Come si diceva, la prospettiva del Tribunale di Avellino non può dirsi isolata dal momento che altre corti di merito hanno sancito l’irretroattività dell’art. 7, comma III, della Legge Gelli (così, Tribunale di Pisa, sentenza n. 1004/2017; Tribunale di Bologna, sentenza n. 2231/2017).

 

 

La natura contrattuale del diritto al risarcimento del danno da nascita indesiderata esercitato dal padre

Cassazione civile n. 2675/2018

 

Con la pronuncia in esame la Corte di Cassazione chiarisce la questione circa la natura della responsabilità nel caso di richiesta di risarcimento del danno da nascita indesiderata o da errore di diagnosi avanzata iure proprio dal padre.

La vicenda trae origine da una domanda di risarcimento proposta da un coniuge iure proprio per i danni subiti a seguito dell’erronea esecuzione di un intervento di raschiamento uterino eseguito sulla moglie. La scoperta dell’erronea esecuzione e della permanenza in vita del feto avveniva solo oltre il termine previsto dalla legge 194 del 1978 per poter interrompere la gravidanza; la gestazione, pertanto, procedeva e si concludeva con la nascita indesiderata di una bambina.

La Suprema Corte, investita della questione, dando continuità all’orientamento manifestato in altre precedenti pronunce (si vedano Cass., nn. 7256 del 2011, 620 del 2012, 16754 del 2012, 21090 del 2015), ha colto l’occasione per specificare che in materia di responsabilità medica per errore diagnostico e nascita indesiderata il diritto al risarcimento del danno ha natura contrattuale anche quando a chiederne il ristoro è il padre; la Corte ha stabilito, infatti, che il risarcimento dei danni che costituiscono conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento della struttura sanitaria all’obbligazione di natura contrattuale spetta non solo alla madre ma anche al padre, atteso il complesso di diritti e doveri che, secondo l’ordinamento, si incentrano sulla procreazione cosciente e responsabile.

La Corte di Cassazione ha sottolineato come il padre non possa che ritenersi uno dei soggetti protetti in caso di responsabilità del medico e della struttura in cui opera, nei casi come quello in esame; il padre, a giudizio della Corte rientra, infatti, a pieno titolo tra coloro rispetto ai quali la prestazione mancata o inesatta è qualificabile come inadempimento, con il correlato diritto al risarcimento dei conseguenti danni, immediati e diretti, fra i quali deve ricomprendersi il pregiudizio di carattere patrimoniale derivante dai doveri di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli.

Sulla questione circa la natura contrattuale della responsabilità medica in caso di errore diagnostico e conseguente nascita indesiderata la Corte di Cassazione sembra, dunque, aver assunto un orientamento costante, secondo il quale sia la madre sia il padre risultano essere i principali soggetti protetti, in quanto è proprio nei loro confronti che si instaura il contratto di spedalità; difatti, sono entrambi portatori del diritto a ricevere le cure e le informazioni necessarie a portare a termine la gravidanza, e non si trovano in una posizione di terzietà rispetto al lamentato danno principale dato dalla nascita indesiderata.

 

 

Il danno da perdita del congiunto non è mai in re ipsa

Cassazione civile 907/2018

 

La vicenda trae origine da una domanda di risarcimento formulata dai congiunti iure proprio per perdita del rapporto parentale sofferto a causa del decesso del de cuius a seguito di un incidente verificatosi sul luogo di lavoro.

La società ricorrente lamentava che il Giudice d’appello avrebbe erroneamente considerato il danno da perdita del congiunto come un danno in re ipsa e utilizzato criteri presuntivi per colmare l’omessa allegazione di elementi costitutivi del danno. Veniva, inoltre, contestata la mancata personalizzazione del danno in considerazione della parentela prossima dei ricorrenti.

La Suprema Corte ritenendo i suddetti motivi fondati, ha cassato la sentenza impugnata. La Corte territoriale, infatti, avrebbe errato sia nell’intendere il danno come in re ipsa, ovvero spettante ai parenti stretti secondo un criterio presuntivo, sia nell’aver provveduto alla liquidazione del danno in favore di ciascuno degli otto fratelli (elevati a nove) in maniera indiscriminata così violando i principi in materia di presunzioni e valutazione equitativa del danno.

La Corte di Cassazione ha richiamato il consolidato orientamento giurisprudenziale per il quale il danno non patrimoniale da uccisione del congiunto, quale tipico danno-conseguenza non coincide con la lesione dell’interesse (ovvero non è in re ipsa) e come tale deve essere allegato e provato da chi chiede il relativo risarcimento, aggiungendo che nel caso in cui il pregiudizio si sviluppi nel futuro possano utilizzarsi valutazioni prognostiche e presunzioni fondanti su elementi obiettivi, purché sia il danneggiato a fornirli. La Suprema Corte ha aggiunto, inoltre, che la liquidazione sebbene debba avvenire sulla base di una valutazione equitativa, si deve fondare su circostanze - quali l’intensità del vincolo familiare, la situazione di convivenza, le abitudini e ogni altro elemento utile- che siano allegate dalla parte richiedente; è necessario, infatti, non solo che il pregiudizio venga descritto, ma che ne vengano allegati e provati gli elementi costitutivi.

Con la pronuncia esaminata la Suprema Corte ribadisce, dunque, che il danno non patrimoniale, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce danno conseguenza che deve essere allegato e provato, non potendo condividersi la tesi che trattasi di danno in re ipsa, ponendosi in continuità con l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale (si vedano ex multis Cass. n. 16946 del 2003, Cass. n. 14931 del 2012).

 

 

L’accertamento strumentale delle lesioni micro-permanenti

Cassazione Civile n. 1272/2018

 

Con tale pronuncia la Corte di Cassazione chiarisce in che modo interpretare le disposizioni in materia di risarcimento del danno da lesione micro-permanente contenute nell’art. 139 del Codice delle Assicurazioni Private.

Il caso sottoposto alla valutazione della Suprema Corte tratta di risarcimento dei danni subiti in occasione di un sinistro stradale. Nel giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Solopaca la domanda principale veniva interamente accolta e i convenuti condannati al risarcimento dei danni; viceversa, nel giudizio di impugnazione dinanzi al Tribunale di Benevento, in accoglimento del gravame, veniva riconosciuta la responsabilità integrale dell’appellato, accogliendo la domanda di risarcimento dei danni materiali subiti dalla vettura, ma non quella del danno alla persona poiché, a giudizio del Tribunale, l’appellante aveva riportato, in conseguenza dell’incidente, una lesione del rachide cervicale non suscettibile di accertamento clinico strumentale obiettivo, alla luce della previsione del d.lgs. 7 settembre 2005, n.209, art. 139, comma 2, ritenendo la disposizione applicabile al caso di specie, benché sopravvenuta nel corso del giudizio.

La Suprema Corte, interpellata sul punto, ha inteso dare continuità alla precedente pronuncia della Corte di Cassazione del 26 settembre 2016, n. 18773 – nella quale si afferma che le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai giudizi in corso, e che i criteri di accertamento del danno biologico non sono gerarchicamente ordinati tra loro ma da utilizzarsi secondo lege artis in modo da condurre ad una obiettività dell’accertamento – non senza fornire delle ulteriori precisazioni.

A giudizio della Corte di Cassazione, la normativa introdotta nel 2012 non deve essere intesa nel senso che la prova della lesione debba essere fornita esclusivamente con l’accertamento clinico strumentale, bensì nel senso di imporre un accertamento rigoroso in rapporto alla singola patologia, tenendo conto che vi possono essere situazioni nelle quali, data la natura della patologia e la modestia della lesione, l’accertamento strumentale risulta, in concreto, l’unico in grado di fornire la prova rigorosa che la legge richiede.

Nel caso concreto, il rigetto da parte del Giudice di secondo grado della domanda di risarcimento relativa alle lesioni asseritamente riportate, si traduceva in una sorta di trasferimento in capo al danneggiato della responsabilità per aver omesso di effettuare un accertamento di natura strumentale, onere probatorio insussistente nel momento in cui il giudizio fu instaurato.

La Suprema Corte giunge, infine, ad interpretare le norme in esame nel senso che l’accertamento della sussistenza della lesione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica deve avvenire con rigorosi ed oggettivi criteri medico-legali; tuttavia l’accertamento clinico strumentale obiettivo non potrà in ogni caso ritenersi l’unico mezzo probatorio che consenta di riconoscere tale lesione a fini risarcitori, a meno che non si tratti di una patologia, difficilmente verificabile sulla base della sola visita del medico legale, che sia suscettibile di riscontro oggettivo soltanto l’esame clinico strumentale.

La pronuncia della Corte di legittimità sembra quindi dare avvio ad un orientamento costante sul punto nel senso di ritenere, comunque, non indispensabile per il riconoscimento del danno biologico un accertamento di natura strumentale. Va, però, rilevato che quest’ultima decisione omette ogni considerazione in relazione alla portata innovativa della legge Annuale per il Mercato e la concorrenza, responsabile di una ulteriore modifica dell’art. 139 del codice delle Assicurazioni private.

La norma - ora e secondo l’art. 1, comma 19 della recentissima riforma - contiene la precisazione in ogni caso le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non possono dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente, ed ammette il risarcimento con solo esame visivo unicamente per le lesioni, quali le cicatrici, oggettivamente riscontrabili senza l’ausilio di strumentazioni.

La problematica relativa alla natura dell’accertamento strumentale di una lesione c.d. di lieve entità, può dirsi tutt’altro che sopita, anche alla luce di questa ulteriore decisione della Suprema Corte.

 

 
 

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    • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
    • Art. 21 - Diritto di opposizione
    • L'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni.
    • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
    • L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

     

    MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

    Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

    email: info@studiolocatelli.it

    telefono +39 049 66 36 12

     

    Ultima modifica 22.06.2019

     

Privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano. Si tratta di un'informativa che è resa anche ai sensi dell'art. 13 del Regolamento Generale UE 2016/679 (di seguito “RGDP”) sulla protezione dei dati personali a coloro che interagiscono con i servizi web accessibili per via telematica dall'indirizzo: https://www.studiolegalelocatelli.net

 

L'informativa è resa solo per il sito in oggetto e non anche per altri siti web eventualmente consultati dall'utente tramite link.  L'informativa si ispira anche alla Delibera n. 13 del 1º marzo 2007 "su internet e posta elettronica" del Garante della Privacy, ed alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall'art. 29 della direttiva n. 95/46/CE , hanno adottato il 17 maggio 2001 per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dagli scopi del collegamento.  Il trattamento delle informazioni personali che La riguardano sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti.  La normativa in oggetto prevede innanzitutto che chiunque effettua trattamenti di dati personali è tenuto ad informare il soggetto interessato su quali dati vengano trattati ed a quale scopo, pertanto, secondo quanto disposto dall’art. 13 del RGDP 2016/679, Vi forniamo le seguenti informazioni:

 

ESTREMI IDENTIFICATIVI DEL TITOLARE, DEL RESPONSABILE E DEL RAPPRESENTANTE DEL TITOLARE NEL TERRITORIO DELLO STATO

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.  Le segnaliamo che il Titolare del Trattamento è Studio Legale Locatelli, con sede legale in Galleria Alcide de Gasperi 4 a Padova, e che l’elenco aggiornato dei Responsabili potrà sempre essere richiesto al Titolare del Trattamento, elettivamente domiciliato, presso la sede della scrivente, al quale dovranno essere inoltrate le comunicazioni per l’esercizio dei diritti riconosciuti all’interessato di cui degli articoli da 15 a 23 del RGDP a mezzo lettera raccomandata, PEC o posta elettronica presso la quale è anche disponibile l’elenco completo dei soggetti ai quali i dati possono essere comunicati.

 

LUOGO DI TRATTAMENTO DEI DATI

I trattamenti connessi ai servizi web di questo sito hanno luogo presso la sede legale di Studio Legale Locatelli, e sono curati solo da personale tecnico incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.  Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso.  I dati personali forniti dagli utenti che inoltrano richieste di informazioni o di iscrizione alla mailing list del sito, sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

 

TIPO DI DATI TRATTATI

Dati di navigazione

I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo sito web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell'uso dei protocolli di comunicazione di Internet.  Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare gli utenti.  In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l'orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all'ambiente informatico dell'utente.  Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull'uso del sito e per controllarne il corretto funzionamento e vengono cancellati immediatamente dopo l'elaborazione.  I dati potrebbero essere utilizzati per l'accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito: salva questa eventualità, allo stato i dati sui contatti web non persistono per più di sei mesi

Dati forniti volontariamente dall'utente

L'invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell'indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva.  Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.

 

NATURA DEI DATI TRATTATI

Trattiamo/tratteremo esclusivamente i Vostri dati anagrafici, e saranno utilizzati al solo fine di eseguire servizio o la prestazione richiesta.  Limitatamente alle informazioni rilasciate su questo sito, non saranno trattati dati personali qualificabili come “Particolari” sensibili o di natura giudiziaria. 

 

DATI DI UTENTI MINORI DI ETÀ

In caso di trattamento di dati di minori, occorre acquisire il consenso dai genitori o dagli esercenti la patria potestà se l'interessato ha meno di 16 anni.

 

COOKIES

Nessun dato personale degli utenti viene in proposito acquisito dal sito.  Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né vengono utilizzati c.d. cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti.  L'uso di c.d. cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e svaniscono con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito.  I c.d. cookies di sessione utilizzati in questo sito evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente. 

 

FILE DI LOG E LORO CONSERVAZIONE

I file di log saranno tracciati per motivi di sicurezza che impongono la registrazione ed il mantenimento dei file log e l'accessibilità agli stessi da parte della polizia giudiziaria nell'eventualità in cui quest'ultima ne facesse richiesta.  A tal fine i file di log degli accessi saranno mantenuti per un arco temporale non superiore a: 6 mesi/-1 anno .  Eventuali controlli degli accessi saranno effettuati in maniera graduale e nel pieno rispetto della norma, in particolare dei principi di necessità e proporzionalità.

 

BASE GIURIDICA E FINALITÀ DEL TRATTAMENTO

I Dati vengono da noi raccolti con la esclusiva finalità di del corretto e completo svolgimento della nostra attività commerciale nei Suoi confronti, con le finalità di seguito descritte, ovvero: 

  • erogazione di servizi basati su interfaccia web (registrazione anagrafica utenti);
  • erogazione di informazioni relative alla Sua specifica richiesta sui servizi di Studio Legale Locatelli;
  • finalità connesse agli obblighi previsti da leggi, da regolamenti, dalla normativa comunitaria e da disposizioni impartite da autorità a ciò legittimate dalla legge;
  • Il trattamento dei dati personali per le finalità dal punto a) al punto c) di cui sopra, non richiede il Suo consenso espresso (art. 24, lett. a) e b) del Codice e art. 6 lett. b) e e) del RGPD);
  • svolgimento di attività di marketing e promozionali di prodotti e servizi del Titolare, comunicazioni commerciali, sia con mezzi automatizzati senza intervento dell’operatore (es. sms, fax, mms, posta elettronica ecc.) che tradizionali (tramite telefono, posta);
  • Iscrizione alla ricezione di News Letter periodiche.

Il trattamento dei dati personali per le finalità ai punti d) ed e) di cui sopra, richiede il suo consenso espresso (art. 23 del Codice e art. 7 del RGPD). Detto consenso riguarda sia le modalità di comunicazione automatizzate che quelle tradizionali sopra descritte.  Lei avrà sempre il diritto di opporsi in maniera agevole e gratuitamente, in tutto o anche solo in parte al trattamento dei Suoi dati per dette finalità, escludendo ad esempio le modalità automatizzate di contatto ed esprimendo la sua volontà di ricevere comunicazioni commerciali e promozionali esclusivamente attraverso modalità tradizionali di contatto.   La base Giuridica del trattamento è basata sia sul consenso dell’interessato, sia sul legittimo interesse del Titolare del Trattamento di informare gli interessati su eventi formativi in programma in base al rispettivo interesse.

 

OBBLIGO O FACOLTÀ DI CONFERIRE I DATI E CONSEGUENZE DELL’EVENTUALE RIFIUTO

A parte quanto specificato per i dati di navigazione, l'utente è libero di fornire i dati personali riportati nei moduli di richiesta o comunque indicati in contatti per avere informazioni circa le offerte immobiliari dalla scrivente, o per sollecitare l'iscrizione nella mailing list del sito, o l'invio di informazioni richieste.  I dati richiesti per le finalità di cui alle precedenti lettere a), b) e c) devono essere obbligatoriamente forniti per l’adempimento degli obblighi di legge e/o per la conclusione ed esecuzione del rapporto contrattuale o la fornitura dei servizi o informazioni richiesti.  Pertanto il Suo eventuale rifiuto, anche parziale, di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di instaurare e gestire il rapporto stesso e di fornire il servizio richiesto.  Il conferimento dei dati personali necessari per le finalità di cui alle precedenti lettere d) ed f) è facoltativo, pertanto il Suo eventuale rifiuto di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di porre in essere le attività ivi descritte fermo restando il rapporto in essere.

 

DURATA DEL TRATTAMENTO E PERIODO DI CONSERVAZIONE DEI DATI PERSONALI

I dati raccolti sono trattati per i tempi necessari agli scopi per i quali sono stati raccolti, e comunque non oltre i tempi prescritti dalle norme di legge.  I dati necessari a fini fiscali sono conservati fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta, quindi per almeno 10 anni e più se la relativa annualità non è ancora prescritta ai fini fiscali.  Alla scadenza di tale termine i dati saranno cancellati o anonimizzati, a meno che non sussistano ulteriori finalità per la conservazione degli stessi (es. obblighi di fornitura garanzia, obblighi fiscali).  I dati raccolti e trattati sulla base del consenso per finalità commerciali e di marketing saranno trattati fino a revoca dello stesso, o al termine della prestazione fornita e in mancanza di esso, saranno conservati per un periodo massimo di 2 anni dopodichè saranno distrutti o anonimizzati.

 

MODALITÀ DEL TRATTAMENTO

Il trattamento dei dati avviene/avverrà mediante l’utilizzo di strumenti elettronici per mezzo del ns. sistema informatico, ed in tal caso verranno registrati su supporti informatici protetti, ovvero manualmente e la documentazione cartacea relativa verrà da noi correttamente mantenuta e protetta per tutto il tempo necessario al trattamento attraverso procedure idonee a garantirne la sicurezza e la riservatezza per prevenire la perdita dei dati nel rispetto delle misure di sicurezza di cui all’art. 32 del GDPR 2016/679, da usi illeciti o non corretti ed accessi non autorizzati e potrà essere effettuato sia mediante supporti cartacei, sia attraverso l’ausilio di strumenti elettronici automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti.

 

COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE

I Vostri dati non verranno da noi "diffusi", con tale termine intendendosi il darne conoscenza a soggetti indeterminati in qualunque modo, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione, salvo specifico consenso concesso da parte dell’interessato con atto a parte.  I Vostri dati potranno invece essere da noi "comunicati", con tale termine intendendosi il darne conoscenza ad uno o più soggetti determinati, nei seguenti termini:

  • a soggetti incaricati all’interno della nostra Società di trattare i Vostri dati, ed in particolare agli addetti all’Ufficio amministrazione;
  • a soggetti che possono accedere ai dati in forza di disposizione di legge, di regolamento o di normativa comunitaria, nei limiti previsti da tali norme;
  • a soggetti che hanno necessità di accedere ai Vostri dati per finalità ausiliarie al rapporto che intercorre tra Voi e noi, nei limiti strettamente necessari per svolgere i compiti ausiliari loro affidati come ad esempio: gli istituti di creare, corrieri ecc.;
  • a soggetti nostri consulenti, nei limiti necessari per svolgere il loro incarico presso la nostra Società, ovvero in regime di Outsourcing, in qualità di Responsabili esterni del Trattamento previa nostra lettera di incarico che imponga il dovere di riservatezza e sicurezza nel trattamento dei Vostri dati.

 

PLUGIN SOCIAL NETWORK

Il presente sito incorpora anche plugin e/o bottoni per i social network, al fine di consentire una facile condivisione dei contenuti sui vostri social network preferiti.  Tali plugin sono programmati in modo da non impostare alcun cookie all'accesso della pagina, per salvaguardare la privacy degli utenti.  Eventualmente i cookie vengono impostati, se così previsto dai social network, solo quando l'utente fa effettivo e volontario uso del plugin.  Si tenga presente che se l'utente naviga essendo loggato nel social network allora ha già acconsentito all'uso dei cookie veicolati tramite questo sito al momento dell'iscrizione al social network.  La raccolta e l'uso delle informazioni ottenute a mezzo del plugin sono regolati dalle rispettive informative privacy dei social network, alle quali si prega di fare riferimento.

 

DIRITTI DEGLI INTERESSATI

La informiamo che nella Sua qualità di interessato, Lei ha ai sensi degli articoli da 15 a 23 del RGDP 2016/679, i diritti qui sotto elencati che potrà far valere rivolgendo apposita richiesta al Titolare del trattamento e/o al responsabile del trattamento, oltre il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo:

  • Art. 15-Diritto di accesso
  • L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle informazioni riguardanti il trattamento.
  • Art. 16 - Diritto di rettifica
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo.  Tenuto conto delle finalità del trattamento, l'interessato ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
  • Art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all’oblio)
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali.
  • Art. 18 - Diritto di limitazione del trattamento
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi: 
  • a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali; 
  • b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; 
  • c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria; 
  • d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
  • Art. 20 - Diritto alla portabilità dei dati
  • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
  • Art. 21 - Diritto di opposizione
  • L'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni.
  • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
  • L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

 

MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

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Ultima modifica 22.06.2019

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