06.2020

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Il danno da perdita della capacità lavorativa

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 9682 del 26 maggio 2020

 

Nell’ordinanza in commento, la Corte si pronuncia sulla questione relativa alla stima del danno patrimoniale, derivante dalla perdita della capacità di guadagno, patito da un soggetto che al momento dell’infortunio non risultava svolgere un’attività lavorativa.

Data l’impossibilità per il danneggiato di fornire la prova della contrazione del proprio reddito futuro, secondo la Corte, il giudice è chiamato ad effettuare una valutazione di verosimiglianza, applicando il seguente principio di diritto: il danno da perdita o riduzione della capacità lavorativa di un soggetto adulto che, al momento dell’infortunio, non svolgeva alcun lavoro remunerato, va liquidato stabilendo (con equo apprezzamento delle circostanze del caso, ex art. 2056 c.c.):

  1. In primo luogo, se possa ritenersi che la vittima, se fosse rimasta sana, avrebbe cercato e trovato un lavoro confacente al proprio profilo professionale;
  2. In secondo luogo, se i postumi residuati dell’infortunio consentano o meno lo svolgimento di un lavoro confacente al profilo professionale della vittima.

 

 

Principio dell’all or nothing in materia di rapporto di causalità

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 8886 del 13 maggio 2020

 

Nell’ordinanza in oggetto, la Corte si pronuncia sul metodo da adottare per l’accertamento del nesso di causalità tra illecito ed evento dannoso nel caso in cui il paziente presenti una situazione patologica preesistente.

La Corte afferma la perdurante valenza del principio dell’all or nothing in materia di rapporto di causalità materiale, secondo il quale le concause naturali sono di regola irrilevanti, a meno che siano state da sole sufficienti a cagionare l’evento. Se esse operano indipendentemente dalla condotta del soggetto agente, questi resterà sollevato da qualsivoglia responsabilità; se invece quelle condizioni non possano dar luogo, senza l’apporto umano, all’evento lesivo, l’autore del comportamento imputabile dovrà farsi carico in toto del pregiudizio derivato. In ossequio a tale principio, una comparazione del grado di incidenza eziologica di più cause concorrenti può instaurarsi soltanto tra una pluralità di comportamenti umani colpevoli, ma non tra una causa umana imputabile ed una concausa umana non imputabile.

Pertanto, secondo la Corte, la comparazione tra cause imputabili a colpa/inadempimento e cause naturali è quindi esclusivamente funzionale a stabilire, in seno all’accertamento della causalità materiale, la valenza assorbente delle une rispetto alle altre: il nesso di causalità materiale tra illecito (o prestazione contrattuale) ed evento dannoso deve ritenersi sussistente – a prescindere dalla esistenza ed entità delle pregresse situazioni patologiche aventi valore concausale e come tali prive di efficacia interruttiva del rapporto eziologico ex art. 41 c.p., ancorché eventualmente preponderanti – ovvero insussistente, qualora le cause naturali di valenza liberatoria dimostrino efficacia esclusiva nella verificazione dell’evento, ovvero il debitore/danneggiante dimostri la assoluta non imputabilità dell’evento di danno.

 

 

Scissione del giudizio sull’an da quello sul quantum debeatur

Cassazione civile, sezione II, ordinanza n. 10323 del 29 maggio 2020

 

Nell’ordinanza in commento, la Corte si pronuncia sulla possibilità concessa o meno alle parti e al giudice di scorporare il giudizio sull’an debeatur da quello sul quantum debeatur.

Premesso che l’attore può limitare sin dall’inizio la propria domanda all’accertamento del solo an debeatur, con riserva di chiedere la liquidazione in separato giudizio, purché la limitazione si fondi su un accordo, anche tacito, con il convenuto, il quale ha diritto di opporsi alla limitazione della pronuncia all’an, chiedendo l’accertamento del quantum nello stesso processo, così obbligando il giudice a procedere alla liquidazione, in assenza di accordo delle parti o in caso di opposizione del convenuto, il giudice non può scindere il giudizio risarcitorio, che è di norma unitario, e deve decidere anche la domanda di quantificazione del danno, per accoglierla o per respingerla.

Pertanto, qualora sia stata proposta domanda specifica di risarcimento del danno, il giudice di appello non può pronunciare condanna generica ma l’istanza di liquidazione del danno deve avvenire secondo la normale struttura del giudizio risarcitorio.

Corollario di tale principio è che non è consentita la proposizione di una domanda subordinata limitata alla condanna generica in quanto il giudice, in base al principio di corrispondenza tra domanda e pronuncia giudiziale e a quello sulla ripartizione degli oneri probatori, ove sia carente la prova anche solo relativamente al quantum, deve rigettare la domanda principale e non può prendere in considerazione anche la domanda subordinata, che deve ritenersi improponibile.

 

 

Cose in custodia e caso fortuito

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 9693 del 26 maggio 2020

 

Nella pronuncia in commento, la Corte svolge un’approfondita analisi del concetto di caso fortuito in relazione alla responsabilità ex art. 2051 c.c. da cose in custodia e, richiamando le precedenti sentenze che si sono pronunciate sul tale questione (Cass. Civ. nn. 2478, 2480, 2482 del 1 febbraio 2018 e Cass. Civ. n. 25028 del 8 ottobre 2019) ribadisce i caratteri del caso fortuito:

  1. Integra il caso fortuito, quale fattore estraneo alla sequenza originaria, avente idoneità causale assorbente e tale da interrompere il nesso con quella precedente, tutto ciò che non è prevedibile oggettivamente, ovvero tutto ciò che rappresenta un’eccezione alla normale sequenza causale (imprevedibilità va quindi intesa come obiettiva inverosimiglianza dell’evento);
  2. Il caso fortuito può essere integrato dalla condotta del danneggiato quando essa si sovrapponga alla cosa al punto da farla recedere a mera occasione della vicenda produttiva di danno, assumendo efficacia causale autonoma e sufficiente per la determinazione dell’evento lesivo, così da escludere qualunque rilevanza alla situazione preesistente;
  3. Il riconoscimento della natura oggettiva del criterio di imputazione della responsabilità da cose in custodia si fonda sul dovere di precauzione imposto al titolare della signoria sulla cosa custodita, in funzione di prevenzione dei danni che da essa possono derivare.

In applicazione di tali principi, nel caso specifico, avente ad oggetto l’utilizzo improprio da parte degli ospiti di un camping di un pontile posto sulla riva di un lago, la Corte ritiene che la funzione di prevenzione gravante sul custode imponeva che se ne prevenisse l’uso improprio, tanto più in relazione al contesto dal momento che le caratteristiche della cosa custodita plasmano e delimitano il caso fortuito, configurando l’obbligo custodiale sotto il profilo ex ante.

La Corte non nega che l’evento dannoso possa trovare causa o concausa nel comportamento della vittima, ma ribadisce come, affinché quest’ultimo assuma efficienza causale autonoma ed esclusiva, deve essere qualificabile come abnorme, cioè estraneo al novero delle possibilità fattuali congruamente prevedibili in relazione al contesto.

 

 

La prova del danno da mancato consenso informato

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 9887 del 26 maggio 2020

 

La Corte, nell’ordinanza in esame, affronta la tematica della lesione del diritto all’autodeterminazione nell’ipotesi di mancanza di esaustività del consenso informato al trattamento sanitario.

Premessi i due principi fondamentali secondo cui:

  • in tema di attività medico-chirurgica, la manifestazione del consenso del paziente alla prestazione sanitaria costituisce esercizio del diritto fondamentale all’autodeterminazione in ordine al trattamento medico propostogli e trova fondamento diretto nella Carta costituzionale;
  • la violazione, da parte del medico, del dovere di informare il paziente, può causare due diversi tipi di danno: un danno alla salute, quando sia ragionevole ritenere che il paziente, se correttamente informato, avrebbe evitato l’intervento e le relative conseguenze invalidanti, e un danno da lesione del diritto all’autodeterminazione, rinvenibile quando, a causa del deficit informativo, il paziente abbia subito un pregiudizio diverso dalla lesione del diritto alla salute;

la Corte afferma che nell’ipotesi di omissione o inadeguatezza diagnostica che non abbia cagionato danno alla salute ma che abbia impedito l’accesso ad altri più accurati accertamenti, la lesione del diritto all’autodeterminazione sarà risarcibile ove siano derivate conseguenze dannose di natura non patrimoniale, le quali devono essere debitamente allegate dal paziente, sul quale grava l’onere di provare il fatto positivo del rifiuto che egli avrebbe opposto al medico.

Secondo la Suprema Corte, non essendo configurabile un danno risarcibile in re ipsa derivante esclusivamente dall’omessa informazione, il risarcimento non può prescindere dalla prova che la condotta del paziente, se correttamente informato, sarebbe stata certamente diversa: la omessa informazione assume di per sé carattere neutro sul piano eziologico, in quanto la rilevanza causale dell’inadempimento viene a dipendere indissolubilmente dalla alternativa consenso/dissenso che qualifica detta omissione.

 

 

Statuizione espressa sul riparto delle spese della Consulenza Tecnica d’Ufficio 

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 10804 del 5 giugno 2020

 

Nell’ordinanza in commento, la Corte si pronuncia in merito alle spese di consulenza tecnica nel processo civile e al problema della loro anticipazione, liquidazione e ripartizione tra le parti. 

Premesso che la liquidazione del compenso dovuto all’ausiliario non ha nulla a che vedere con la regolazione delle spese di lite, la Corte sottolinea che la liquidazione va fatta con decreto motivato, modificabile solo dal Tribunale in sede di opposizione, che ha l’unico scopo di consentire al c.t.u. di disporre di un titolo esecutivo nei confronti della parte onerata.

Quale che sia il modo in cui il giudice abbia ripartito le spese tra le parti nel decreto di liquidazione, nella sentenza conclusiva del giudizio il giudicante dovrà, sempre e comunque, provvedere ex novo a regolare tra le parti le spese di consulenza. Infatti il decreto con il quale il giudice liquida le spese è un provvedimento che rileva unicamente nei rapporti tra le parti e il c.t.u.; nei rapporti tra le parti, invece, il riparto delle spese non può che essere regolato da una statuizione espressa contenuta nella sentenza conclusiva del giudizio, statuizione necessariamente destinata a travolgere, se non coincidenti, le disposizioni sul riparto contenute nel decreto di liquidazione. Pertanto, il silenzio serbato dalla sentenza circa la sorte delle spese di c.t.u. non può mai ritenersi un silenzio concludente.

 

 

La prova del danno da nascita indesiderata

Cassazione civile, sezione III, sentenza n. 11123 del 10 giugno 2020

 

Nella sentenza in oggetto, la Corte si pronuncia sull’onere probatorio a carico dell’istante nel caso di richiesta risarcitoria per danno da nascita indesiderata, ovvero il danno cagionato dalla omessa tempestiva diagnosi e rappresentazione alla gestante di gravi malformazioni del feto.

In tema di responsabilità medica da nascita indesiderata, il genitore che agisce per il risarcimento del danno ha l’onere di provare che la madre avrebbe esercitato la facoltà di interrompere la gravidanza – ricorrendone le condizioni di legge – ove fosse stata tempestivamente informata dell’anomalia fetale. La Corte ribadisce dunque che, considerati i presupposti richiesti dall’articolo 6, lett. b) della Legge n. 194 del 1978, la madre è tenuta a fornire la prova della malattia grave, fisica o psichica, che giustifichi il ricorso all’interruzione della gravidanza, nonché della sua conforme volontà di ricorrervi, rendendosi comunque necessaria la raccolta di plurimi e distinti elementi fattuali, indispensabili per poter risalire induttivamente alla prova presuntiva semplice.

Secondo la Corte, risulta poi infondata la questione posta dai ricorrenti di una presunta “lesione dell’affidamento incolpevole” negli arresti della giurisprudenza in materia attestanti una interpretazione della norma volta ad alleviare l'onere probatorio, poiché nel caso in questione non può richiamarsi la teoria del “prospective overruling” e della tutela incolpevole della parte processuale che si rende necessaria in conseguenza di “revirement” interpretativi della giurisprudenza in materia processuale.

Per invocare tale tutela sono indispensabili due presupposti, entrambi assenti nel caso in oggetto: che si tratti di mutamento di una regola del processo, tale da comportare un effetto preclusivo del diritto di azione o di difesa della parte, e che tale mutamento sia stato imprevedibile in ragione del carattere lungamente consolidato dell’orientamento giurisprudenziale preesistente.

Già da molto tempo prima della introduzione del giudizio di merito, la questione sulla esatta estensione dell’onere probatorio era stata oggetto di diverse soluzioni interpretative da parte della giurisprudenza di legittimità. Pertanto, non può costituire sorpresa l’affermazione dell’indirizzo giurisprudenziale secondo il quale la donna è tenuta a dimostrare con riguardo alla sua concreta situazione e secondo la regola del più probabile che non che l’accertamento dell’esistenza di rilevanti anomalie o malformazioni del feto avrebbe generato uno stato patologico tale da mettere in pericolo la sua salute fisica e psichica.

 

 

Dovere di ragionevole cautela nell’ambito della responsabilità da cose in custodia

Cassazione civile, sezione III, sentenza n. 9674 del 26 maggio 2020

 

Nella sentenza in commento, la Corte si pronuncia sulla responsabilità da cose in custodia, di cui all’articolo 2051 c.c., affermando che, benché si tratti di una responsabilità di tipo oggettivo che impone al custode la prova del caso fortuito per andare esente da responsabilità, non va esclusa la sussistenza di un dovere di cautela in capo a chi entra in contatto con la cosa, il quale deve adottare condotte idonee a limitare la possibilità di eventi pregiudizievoli.

Pertanto, la condotta del danneggiato che entra in interazione con la cosa richiede una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà ex articolo 2 Costituzione, sicché, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione delle giuste cautele, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente nel dinamismo causale, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento.

 

 

La normativa sulla circolazione stradale si applica anche al veicolo in sosta

Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 10024 del 28 maggio 2020

 

Nell’ordinanza in oggetto la Corte si pronuncia sui confini del concetto di circolazione stradale di cui all’articolo 2054 c.c. ribadendo che quest’ultimo include anche la posizione di arresto del veicolo, e ciò in relazione sia all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata, sia, ancora, rispetto a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strade. In particolare, è stata ritenuta afferente alla circolazione la movimentazione degli sportelli a veicolo fermo.   

 

 

L’imperizia è la colpa tipica del sanitario

Cassazione penale, sezione IV, sentenza n. 15258 del 18 maggio 2020

 

Nella sentenza in oggetto, la Corte propone una articolata disamina del concetto di colpa in materia di responsabilità medica.

Considerato che l’adattamento delle conoscenze scientifiche al caso specifico è un passaggio indefettibile nell’operare del medico e che, in tale momento, può sempre insediarsi un errore, il giudice deve saperlo riconoscere e misurare. Riconoscerlo significa, necessariamente, operare la corretta qualificazione della condotta, accertando se essa sia stata negligente, imprudente o imperita: opera tutt’altro che semplice, considerato che nella maggioranza dei casi uno stesso atto medico può mettere radici in causali diverse.

Con la dovuta prudenza, data la difficoltà di procedere ad una satisfattiva actio finium regundorum tra le diverse forme di comportamento colposo, il Collegio ritiene che ci si possa giovare della concettualizzazione per la quale l’imperizia è concetto proprio dell’esercizio di una professione e si configura nella violazione delle regole tecniche della scienza e della pratica (leges artis) con ciò differenziandosi dalla imprudenza e negligenza alla cui base vi è la violazione di cautele attuabili secondo la comune esperienza.

Pertanto, secondo la Corte:

  1. la perizia è connotato di attività che richiedono competenze tecnico-scientifiche o che presentano un grado di complessità più elevato della norma per le particolari situazioni del contesto;
  2. in linea di massima, l’agire dei professionisti, e quindi anche dei sanitari, si presta ad essere valutato primariamente in termini di perizia/imperizia;

Nel principio secondo cui l’imperizia è considerata la forma di colpa elettiva del professionista, trova fondamento l’esplicita limitazione alla imperizia del campo di applicazione della causa di non punibilità prevista dall’art. 590-sexies c.p..

In merito poi alla misura della colpa, la Corte ritiene che, comunque si qualifichino le linee guida, sia come mere raccomandazioni dal contenuto generico, sia come rigide regole cautelari, ciò che sussiste in ogni caso è l’esistenza di uno spazio valutativo affidato per intero al sanitario, che in solitudine è chiamato a individuare l’agire doveroso.

In tale contesto, si può ragionevolmente parlare di colpa grave solo quando si sia in presenza di una deviazione ragguardevole rispetto all’agire appropriato, quando cioè il gesto tecnico risulti marcatamente distante dalle necessità di adeguamento alle peculiarità della malattia ed alle condizioni del paziente. Allo stesso modo, quanto più la vicenda risulti problematica, oscura, equivoca o segnata dall’impellenza, tanto maggiore dovrà essere la propensione a considerare lieve l’addebito nei confronti del professionista.

 

 

L’onere probatorio nell’azione risarcitoria per omessa o insufficiente manutenzione della strada

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 11096 del 10 giugno 2020

 

L’ordinanza in commento affronta il tema del riparto dell’onere probatorio in caso di richiesta risarcitoria, a seguito di sinistro stradale, dei danni conseguenti ad omessa o insufficiente manutenzione della strada.

Considerato che custodi sono tutti i soggetti, pubblici o privati, che hanno il possesso o la detenzione della cosa e che, ai sensi dell’articolo 14 del Codice della Strada, gli enti proprietari delle strade sono tenuti a provvedere alla manutenzione delle stesse, è senz’altro configurabile la responsabilità per cose in custodia disciplinata dall’art. 2051 c.c., in ragione del particolare rapporto con la cosa che ai medesimi deriva dalla disponibilità e dai poteri di effettivo controllo sulla medesima.

Pertanto, in caso di sinistro, dei danni conseguenti da omessa o insufficiente manutenzione il proprietario o il custode (tale essendo anche il possessore, il detentore e il concessionario) risponde ex art. 2051 c.c., salvo che della responsabilità presunta a suo carico si liberi dando la prova del fortuito: deve dimostrare che il danno si è verificato in modo non prevedibile né superabile con lo sforzo diligente adeguato alle concrete circostanze del caso.

In conclusione, non spetta al danneggiato dare la prova dell’insidia o del trabocchetto, e in particolare dell’anomalia della strada, incombendo viceversa al proprietario di strade pubbliche dare la prova liberatoria, dimostrando cioè di avere adottato tutte le misure idonee a prevenire ed impedire che il bene demaniale presenti per l’utente una situazione di pericolo occulto produttiva di danno a terzi.

 

 

Estensione automatica della domanda nei confronti del terzo

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 11103 del 10 giugno 2020

 

Nell’ordinanza in commento la Corte si pronuncia in merito ai presupposti necessari affinché possa trovare applicazione l’estensione automatica della domanda nei confronti del terzo chiamato.

Tale estensione opera soltanto quando ricorra il presupposto della chiamata in causa del terzo con indicazione di esclusiva o concorrente responsabilità, ma non anche nel caso in cui la chiamata sia stata svolta solo a titolo di garanzia impropria o di regresso, ossia allorquando il chiamante faccia valere nei confronti del chiamato un rapporto diverso da quello dedotto dall’attore come causa petendi.

Infatti, nel caso in cui il convenuto, in un giudizio di risarcimento dei danni, chiami in causa un terzo con il quale non sussiste alcun rapporto contrattuale, indicandolo come il vero legittimato passivo, non si versa in un’ipotesi di chiamata in garanzia impropria (o manleva), la quale presuppone la non contestazione della suddetta legittimazione, ma di chiamata del terzo responsabile, con conseguente estensione della domanda al terzo che il giudice può e deve esaminare senza necessità che l’attore ne faccia esplicita richiesta.

L’estensione automatica della domanda dell’attore nei confronti del terzo chiamato in causa dal convenuto opera, dunque, solo quando tale chiamata sia effettuata dal convenuto per ottenere la sua liberazione dalla prestazione attorea. Al contrario, il principio non trova applicazione nel caso in cui il chiamante, senza postulare la esclusione della propria responsabilità (ed anzi presupponendola), faccia valere nei confronti del chiamato un rapporto diverso da quello dedotto dall’attore come causa petendi, come avviene nell’ipotesi di chiamata di un terzo in garanzia, propria o impropria, o di azione condizionata di regresso nei confronti del terzo chiamato in coobbligazione; in tal caso, è rimessa in via esclusiva all’attore la scelta di proporre o meno autonoma domanda anche nei confronti del terzo chiamato.

 

 

La presunzione di ripartizione paritaria dell’obbligazione risarcitoria tra struttura sanitaria e medico

Tribunale di Trieste, sentenza n. 258 del 9 giugno 2020

 

Il Tribunale di Trieste, nella sentenza in esame, si pronuncia sulla domanda di rivalsa avanzata da una casa di cura nei confronti del medico, con cui la struttura sanitaria vantava un rapporto di collaborazione libero-professionale al momento dei fatti, e sull’obbligazione risarcitoria solidale che sussiste tra struttura sanitaria e medico responsabile della condotta contestata.

Esclusa l’applicabilità della legge n. 24 del 2017, per essersi i fatti verificati anteriormente alla sua entrata in vigore, in tema di azione di rivalsa, si afferma che nel rapporto interno tra la struttura sanitaria e il medico, la responsabilità per i danni cagionati da colpa esclusiva di quest’ultimo deve essere ripartita in misura paritaria secondo il criterio presuntivo degli artt. 1298, comma 2, e 2055, comma 3, c.c., in quanto la struttura accetta il rischio connaturato all’utilizzazione di terzi per l’adempimento della propria obbligazione contrattuale. Per vincere tale presunzione, la struttura sanitaria è tenuta a dimostrare un’eccezionale, inescusabilmente grave, del tutto imprevedibile (e oggettivamente improbabile) devianza del sanitario dal programma condiviso di tutela della salute che è oggetto dell’obbligazione.

Pertanto, in assenza di prova (il cui onere grava sulla struttura sanitaria adempiente) in ordine all’assorbente responsabilità del medico intesa come grave, ma anche straordinaria, si applica il principio presuntivo di divisione paritaria dell’obbligazione risarcitoria.

 

 

Copertura assicurativa in caso di circolazione prohibente domino

Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 10929 del 9 giugno 2020

 

Nell’ordinanza in oggetto la Corte si pronuncia in merito alla determinazione del concetto di circolazione prohibente domino ai fini dell’applicazione dell’articolo 122, 3° comma, del Codice delle Assicurazioni, secondo il quale l’assicurazione non ha effetto se la circolazione del veicolo è avvenuta contro la volontà del proprietario.

Secondo la Corte, perché si possa parlare di circolazione contro la volontà del proprietario è necessario non solo che il proprietario manifesti il proprio dissenso alla circolazione del veicolo, ma anche che abbia adottato tutte le misure ragionevolmente esigibili dall’uomo medio perché ciò non accada; la denuncia di furto alle autorità rientra pacificamente tra le predette misure.

 

 

Litisconsorzio necessario rispetto al danneggiante

Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 6406 del 6 marzo 2020

 

Con l’ordinanza in commento la Corte riafferma il principio secondo il quale in materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli, nella procedura di risarcimento diretto di cui al Decreto legislativo n. 209 del 2005, art. 149, promossa dal danneggiato nei confronti del proprio assicuratore, sussiste litisconsorzio necessario rispetto al danneggiante responsabile, analogamente a quanto previsto dallo stesso Decreto, all’articolo 144, comma 3.

 

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    I Suoi dati personali potranno altresì essere comunicati ai soggetti esterni destinatari delle pratiche che La riguardano, nel compimento delle attività sopra meglio descritte, e ai soggetti esterni che interagiscono con la scrivente, sempre ed esclusivamente per attività funzionali alle finalità sopra descritte; tali categorie sono:

    A. Consulenti (quali ad esempio. commercialista e/o consulente fiscale e/o consulente del lavoro) per aspetti che possono riguardarla e secondo le modalità di Legge;

    B. Società operanti nel settore informatico (Data Center, Cloud Provider, società che erogano servizi informatici anche di back-up e/o di manutenzione degli apparati e dei software, anche applicativi ecc.), anche residenti all’estero, ma in ogni caso sempre stabilite e/o utilizzando apparati localizzati nell’Unione Europea, per la cura della sicurezza e della riservatezza dei dati;

    C. Professionisti e/o Società operanti nel settore della sicurezza del lavoro;

    D. Consulenti e Studi legali per eventuali controversie;

    E. Pubbliche amministrazioni per lo svolgimento delle funzioni istituzionali, nei limiti stabiliti dalla Legge e dai regolamenti;

    F. Enti di previdenza e di assistenza ed Enti certificanti;

    G. Società Assicuratrici nonché liquidatori, consulenti e periti dalle stesse incaricate;

    H. Consulenti aziendali.

    I. Pubbliche autorità ed amministrazioni per le finalità connesse all'adempimento di obblighi legali o ai soggetti legittimati ad accedervi in forza di disposizioni di legge, regolamenti, normative comunitarie;

    L. Banche, istituti finanziari o altri soggetti ai quali il trasferimento dei suddetti dati risulti necessario allo svolgimento della nostra attività in relazione all'assolvimento, da parte nostra, delle obbligazioni contrattuali assunte nei Suoi confronti.

    Per brevità la lista dettagliata di tali figure è disponibile presso la nostra sede ed è a Vostra disposizione.

    6. E 7. Comunicazione e trasferimento dei dati

    Senza la necessità di un espresso consenso (art. 6 lett. b) e c) del Regolamento UE), il Titolare del trattamento potrà comunicare i Suoi dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) a organismi di vigilanza, autorità giudiziarie, nonché a quei soggetti ai quali la comunicazione sia obbligatoria per Legge per l’espletamento delle finalità sopra indicate.

    Detti soggetti tratteranno i dati nella loro qualità di autonomi titolari del trattamento.

    Durante e dopo la navigazione i suoi dati potranno essere comunicati a terzi, in particolare a:

    - Google: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

    - Google AdWords: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

    - Google Analytics: Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Ottimizzazione.

    I Suoi dati non saranno diffusi.

    I dati personali sono conservati su dispositivi ubicati preso la sede del Titolare del trattamento o presso provider, all’interno dell’Unione Europea. I dati da Lei conferiti potranno essere oggetto di trasferimento in Paesi non appartenenti all'UE in quanto ci avvaliamo di Responsabili esterni del trattamento che nell'espletamento dei loro servizi (quali fornitura della casella di posta elettronica, altri tipi di cloud o altre tipologie di servizi), possono realizzare tale trasferimento, anche per mezzo di loro sub responsabili. Per garantire la sicurezza di tali trasferimenti, ci avvaliamo solamente di soggetti che offrono le necessarie garanzie per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate affinché il trattamento effettuato rispetti quanto previsto dal Reg. UE 679/2016 (ad esempio, valutando la presenza di decisioni di adeguatezza o disciplinando il rapporto avvalendoci di clausole contrattuali standard).

    Resta in ogni caso inteso che il Titolare del trattamento, ove si rendesse necessario, avrà facoltà di spostare i dati anche in paesi extra-UE.  In tal caso il Titolare assicura sin d’ora che il trasferimento dei dati extra-UE avverrà in conformità alle disposizioni di Legge applicabili, previa stipula delle clausole contrattuali standard (le clausole contrattuali standard sono disponibili al seguente link: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/international-transfers/transfer/index_en.htm) e verifiche standard previste dalla Commissione Europea (nello specifico saranno rispettate le condizioni indicate nel CAPO V del Regolamento UE).

    Sia per quanto riguarda i dati presenti sui propri dispositivi, sia per eventuali dati presenti presso provider, il Titolare del trattamento ha messo in atto misure tecniche ed organizzative adeguate a garantire un idoneo livello di sicurezza, nel pieno rispetto di quanto indicato nel Regolamento UE.

     

    Navigazione: i suoi dati di navigazione potranno inoltre essere trasferiti, limitatamente alle finalità sopra riportate, nei seguenti stati: - Paesi UE, - Stati Uniti.

     

    Gestione dei cookie: nel caso in cui Lei abbia dubbi o preoccupazioni in merito all'utilizzo dei cookie Le è sempre possibile intervenire per impedirne l'impostazione e la lettura, ad esempio modificando le impostazioni sulla privacy all'interno del Suo browser al fine di bloccarne determinati tipi.

    Poiché ciascun browser, e spesso diverse versioni dello stesso browser, differiscono anche sensibilmente le une dalle altre se preferisce agire autonomamente mediante le preferenze del Suo browser può trovare informazioni dettagliate sulla procedura necessaria nella guida del Suo browser.

    8. Natura del conferimento dei dati e conseguenze del rifiuto di rispondere

    Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) è obbligatorio. In loro assenza, non potremo garantirle i Servizi di quanto indicato in 2.A).

    Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.B) è invece facoltativo. Può quindi decidere di non conferire alcun dato o di negare successivamente la possibilità di trattare dati già forniti: in tal caso, non potrà ricevere newsletter, comunicazioni commerciali e materiale pubblicitario e/o quant’altro inerenti ai Servizi offerti dal Titolare del trattamento.

    Continuerà comunque ad avere diritto ai Servizi di cui al punto 2.A).

    Alcuni campi di informazioni sul sito web possono essere contrassegnati con il carattere *. La compilazione di questi campi è obbligatoria quando inserisce i Suoi dati. La conseguenza di non fornire l'informazione è l’impossibilità di fruire del servizio per il quale l’informazione è richiesta.

    9. Diritti dell’interessato

    Nella Sua qualità di interessato, ha i diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento UE di seguito riportati e precisamente ha il diritto ad:

    - ottenere la conferma dell’esistenza e del trattamento di dati personali che lo riguardano nonché la loro copia scritta (elettronica) in forma chiara e comprensibile (cd. diritto di accesso);

    - ottenere le indicazioni circa la finalità del trattamento, le categorie di dati personali, i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati e, quando possibile, il periodo di conservazione;

    - ottenere la rettifica dei dati che lo riguardano (cd. diritto di rettifica)

    - ottenere la cancellazione dei dati che lo riguardano (cd. diritto all’oblio);

    - ottenere le limitazioni del trattamento (cd. diritto di limitazione di trattamento);

    - qualora i dati non siano raccolti presso l’interessato, ottenere tutte le informazioni disponibili sulla loro origine;

    - ottenere la portabilità dei dati, ossia riceverli da un titolare del trattamento in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico e trasmetterli ad altro titolare del trattamento senza impedimenti (cd. diritto alla portabilità dei dati);

    - opporsi al trattamento in qualsiasi momento ed anche nel caso di trattamento per finalità di marketing diretto (cd. diritto di opposizione);

    - opporsi ad un processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione;

    - revocare il consenso in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità del trattamento basata sul consenso prestato prima della revoca;

    - proporre reclamo a un’autorità di controllo (Garante per la Protezione dei Dati Personali).

    Potrebbero esserci condizioni o limitazioni ai diritti dell’interessato. Non è quindi certo che ad esempio si abbia il diritto di portabilità dei dati in tutti i casi - ciò dipende dalle circostanze specifiche dell'attività di elaborazione.

    10. Modalità di esercizio dei diritti

    Potrà in qualsiasi momento esercitare i diritti inviando:

    - una raccomandata a.r. alla scrivente (vedere l’indirizzo indicato nella carta intestata);

    - una e-mail all’indirizzo info@studiolocatelli.it

    11. Minori

    Quanto offerto dal Titolare del trattamento ed oggetto del rapporto con Lei in essere non prevede l’acquisizione intenzionale di informazioni personali riferite ai minori. Nel caso in cui informazioni su minori fossero involontariamente registrate, il Titolare del trattamento le cancellerà in modo tempestivo, su richiesta dell’interessato.

    12. Dati personali non ottenuti presso l’interessato

    Può capitare che la scrivente non sia il Titolare del trattamento al quale Lei ha dato i suoi dati personali, ma risulti essere co-titolare del trattamento o responsabile del trattamento in esterno e che quindi i Suoi dati siano giunti alla scrivente in seconda battuta a causa di un contratto che regola le parti. In questo caso si precisa che la scrivente farà il possibile per accertarsi che Lei sia stato informato ed abbia dato il consenso al trattamento. Può chiedere in ogni momento alla scrivente l’origine di acquisizione dei Suoi dati.

    13. Titolare, , D.P.O. (R.P.D.) e Incaricati

    Di seguito le forniamo alcune informazioni che è necessario portare alla sua conoscenza, non solo per ottemperare agli obblighi di legge, ma anche perché la trasparenza e la correttezza nei confronti del nostro personale/collaboratori è parte fondante della nostra attività.

    Titolare del trattamento. Il Titolare del Trattamento dei suoi dati personali è STUDIO LEGALE LOCATELLI per conto della quale Azienda firma il Sig. Lorenzo Locatelli, responsabile nei suoi confronti del legittimo e corretto uso dei suoi dati personali e che potrà contattare per qualsiasi informazione o richiesta ai seguenti recapiti: telefono +39 049 663612, e-mail: info@studiolocatelli.it.

    D.P.O. (Data Protection Officer) – R.P.D. (Responsabile delle Protezione dei Dati). Potrà inoltre rivolgersi al Responsabile della Protezione dei Dati per avere informazioni e inoltrare richieste circa i suoi dati o per segnalare disservizi o qualsiasi problema eventualmente riscontrato.

    Il Titolare del trattamento ha nominato Responsabile della Protezione dei Dati il Sig. Nicola Ghinello che potrà contattare ai seguenti recapiti: telefono +39 348 3165267, e-mail: nicola.ghinello@dpo-rpd.com.

    Incaricati. L’elenco aggiornato degli incaricati al trattamento è custodito presso la sede del Titolare del trattamento.

     

    Il Titolare del trattamento

    STUDIO LEGALE LOCATELLI

     

Vers. Mod.: IS02 – Anno 2019

Informativa per il trattamento dei dati personali.

Articoli 13 e 14 REGOLAMENTO EUROPEO N. 679/2016

 D.lgs. 196/2003 novellato dal D.lgs. 101/2018

Gentile Navigatore,

lo scrivente Studio Legale Locatelli, con sede in Galleria A. De Gasperi 4 – 35131 Padova (PD), C.F. LCTLNZ61M24F205O e P. IVA. 02174360285, in qualità di “Titolare del trattamento” La informa, ai sensi degli articoli 13 e 14 del Regolamento Europeo n. 679/2016 (in seguito “Regolamento UE”), che i Suoi dati saranno trattati secondo quanto di seguito indicato:

1. Oggetto del Trattamento

Il Titolare del trattamento La informa che i dati personali, identificativi (ad esempio, nome, cognome, ragione sociale, indirizzo, telefono, e-mail, riferimenti bancari e/o di pagamento, ecc.), in seguito chiamati “dati personali” o anche semplicemente “dati”, a Lei relativi, acquisiti anche verbalmente direttamente o tramite terzi potranno formare oggetto di trattamento nel pieno rispetto del Regolamento UE.

Per trattamento dei dati s’intende qualsiasi operazione o complesso di operazioni concernenti la raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, distruzione dei dati stessi.

Se nel contratto in essere con la Vostra Azienda è previsto un trattamento di dati personali che dovremo fare per ottemperare a quanto indicato nel contratto stesso, sarà Vostra cura fornirci dati personali oggetto di trattamento per i quali abbiate certamente ottenuto, in quanto Titolari del trattamento, un libero, specifico, informato e inequivocabile consenso dagli interessati.

2. Base giuridica e Finalità del trattamento

Base giuridica Regolamento UE n. 679/2016, D.lgs. n. 196/2003 novellato dal D.lgs. n. 101/2018.

Il trattamento dei Suoi dati personali, richiesti e/o forniti anche verbalmente, è basato su quanto previsto dall’art. 6 del Regolamento UE 2016/679, sul Suo consenso ovvero sul legittimo interesse dello scrivente Titolare a difendere i propri diritti in un eventuale contenzioso nonché all’esecuzione di un contratto di cui Lei è parte o all’esecuzione di misure precontrattuali (es. preparazione di un’offerta, ecc.) da Lei richieste e ha le seguenti finalità:

A) senza il Suo consenso espresso (art. 6 del Regolamento UE):

- per adempiere agli obblighi precontrattuali, contrattuali e fiscali derivanti da rapporti con Lei in essere;

- per adempiere agli obblighi previsti dalla Legge, da un regolamento, dalla normativa comunitaria o da un ordine dell’Autorità (come ad esempio in materia di antiriciclaggio);

- esercitare i diritti del Titolare del trattamento, ad esempio il diritto di difesa in giudizio;

- per la tenuta della contabilità generale;

- per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento;

- per finalità gestionali (fatturazione, eventuale gestione documentale, ecc.);

- per la gestione dei crediti;

- per analisi statistiche e di controllo qualità;

- per gestioni assicurative;

- per assistenza tecnica.

In particolare, i Suoi dati verranno trattati per finalità connesse all'attuazione dei seguenti adempimenti, relativi ad obblighi legislativi o contrattuali:

- Accesso tecnico e Funzionale al Sito nessun dato viene tenuto dopo la chiusura del Browser;

- Finalità di navigazione Evoluta o gestione dei contenuti personalizzata;

- Finalità Statistica e di Analisi della navigazione e degli utenti.

B) Solo previo Suo specifico e distinto consenso (art. 7 del Regolamento UE), per le seguenti Finalità commerciali e/o di marketing e/o di profilazione:

- invio via e-mail, posta e/o sms e/o contatti telefonici di newsletter, comunicazioni commerciali e/o materiale pubblicitario su prodotti o servizi offerti dal Titolare del trattamento e/o rilevazione del grado di soddisfazione sulla qualità di quanto effettuato su Sua richiesta;

- invio via e-mail, posta e/o sms e/o contatti telefonici di comunicazioni commerciali e/o promozionali di soggetti terzi (ad esempio, business partner).

3. Modalità di trattamento

Il trattamento dei Suoi dati personali è realizzato per mezzo delle operazioni indicate all’art. 4 n. 2) del Regolamento UE e precisamente: la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione, il blocco. Il trattamento dei dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e potrà essere effettuato con mezzi manuali, informatici e telematici, su supporti cartacei e/o digitali. Il trattamento verrà effettuato in modo da garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati stessi.

4. Tempi di conservazione dei dati e altre informazioni.

Il Titolare tratterà i dati personali per il tempo necessario per adempiere alle finalità di cui sopra e comunque per non oltre i termini di Legge dalla cessazione del rapporto per le Finalità di cui al rapporto in essere.

 

Con riferimento ai dati personali oggetto di Trattamento per Finalità di Marketing o di Trattamento per finalità di profilazione, gli stessi saranno conservati nel rispetto del principio di proporzionalità e comunque fino a che non siano state perseguite le finalità del trattamento o fino a che non intervenga la revoca del consenso specifico da parte dell’interessato.

Nello specifico il Titolare del trattamento tratterà i dati per non oltre due anni dalla raccolta dei dati per le Finalità di Marketing ed un anno per i dati raccolti per Finalità di profilazione.

Dati dei possibili candidati: i dati personali degli aspiranti candidati saranno cancellati 6 mesi dopo la conclusione del processo di selezione.

I dati personali da Lei forniti saranno trattati “in modo lecito, secondo correttezza e trasparenza” tutelando la Sua riservatezza ed i Suoi diritti.

Va precisato che in assenza di contatti significativi per un periodo di dieci anni, ovvero in caso di esercizio dei diritti previsti dal Regolamento (UE) per l’interessato (ad es. diritto a eliminazione/oblio, di limitazione) si provvederà a trasferire i dati personali in un apposito archivio digitale criptato e/o cartaceo (archivio protetto) rendendoli accessibili esclusivamente al Titolare del trattamento o saranno distrutti senza lasciare nessuna copia salvo diverse disposizioni dettate dalla Legge Vigente.

È previsto che sia effettuata una verifica periodica a cadenza annuale sui dati trattati e sulla possibilità di poterli cancellare se non più necessari per le finalità previste.

5. Accesso ai dati (categorie di destinatari a cui i dati sono possono essere comunicati)

I Suoi dati potranno essere resi accessibili per le finalità di cui ai precedenti punti 2.A) e 2.B) ai soggetti qui di seguito elencati a tal fine debitamente individuati ed istruiti:

            1) a soci, dipendenti e collaboratori del Titolare del trattamento in Italia e all’estero, nella loro qualità di incaricati e/o responsabili interni del trattamento e/o amministratori di sistema;

I Suoi dati personali potranno altresì essere comunicati ai soggetti esterni destinatari delle pratiche che La riguardano, nel compimento delle attività sopra meglio descritte, e ai soggetti esterni che interagiscono con la scrivente, sempre ed esclusivamente per attività funzionali alle finalità sopra descritte; tali categorie sono:

A. Consulenti (quali ad esempio. commercialista e/o consulente fiscale e/o consulente del lavoro) per aspetti che possono riguardarla e secondo le modalità di Legge;

B. Società operanti nel settore informatico (Data Center, Cloud Provider, società che erogano servizi informatici anche di back-up e/o di manutenzione degli apparati e dei software, anche applicativi ecc.), anche residenti all’estero, ma in ogni caso sempre stabilite e/o utilizzando apparati localizzati nell’Unione Europea, per la cura della sicurezza e della riservatezza dei dati;

C. Professionisti e/o Società operanti nel settore della sicurezza del lavoro;

D. Consulenti e Studi legali per eventuali controversie;

E. Pubbliche amministrazioni per lo svolgimento delle funzioni istituzionali, nei limiti stabiliti dalla Legge e dai regolamenti;

F. Enti di previdenza e di assistenza ed Enti certificanti;

G. Società Assicuratrici nonché liquidatori, consulenti e periti dalle stesse incaricate;

H. Consulenti aziendali.

I. Pubbliche autorità ed amministrazioni per le finalità connesse all'adempimento di obblighi legali o ai soggetti legittimati ad accedervi in forza di disposizioni di legge, regolamenti, normative comunitarie;

L. Banche, istituti finanziari o altri soggetti ai quali il trasferimento dei suddetti dati risulti necessario allo svolgimento della nostra attività in relazione all'assolvimento, da parte nostra, delle obbligazioni contrattuali assunte nei Suoi confronti.

Per brevità la lista dettagliata di tali figure è disponibile presso la nostra sede ed è a Vostra disposizione.

6. E 7. Comunicazione e trasferimento dei dati

Senza la necessità di un espresso consenso (art. 6 lett. b) e c) del Regolamento UE), il Titolare del trattamento potrà comunicare i Suoi dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) a organismi di vigilanza, autorità giudiziarie, nonché a quei soggetti ai quali la comunicazione sia obbligatoria per Legge per l’espletamento delle finalità sopra indicate.

Detti soggetti tratteranno i dati nella loro qualità di autonomi titolari del trattamento.

Durante e dopo la navigazione i suoi dati potranno essere comunicati a terzi, in particolare a:

- Google: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

- Google AdWords: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

- Google Analytics: Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Ottimizzazione.

I Suoi dati non saranno diffusi.

I dati personali sono conservati su dispositivi ubicati preso la sede del Titolare del trattamento o presso provider, all’interno dell’Unione Europea. I dati da Lei conferiti potranno essere oggetto di trasferimento in Paesi non appartenenti all'UE in quanto ci avvaliamo di Responsabili esterni del trattamento che nell'espletamento dei loro servizi (quali fornitura della casella di posta elettronica, altri tipi di cloud o altre tipologie di servizi), possono realizzare tale trasferimento, anche per mezzo di loro sub responsabili. Per garantire la sicurezza di tali trasferimenti, ci avvaliamo solamente di soggetti che offrono le necessarie garanzie per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate affinché il trattamento effettuato rispetti quanto previsto dal Reg. UE 679/2016 (ad esempio, valutando la presenza di decisioni di adeguatezza o disciplinando il rapporto avvalendoci di clausole contrattuali standard).

Resta in ogni caso inteso che il Titolare del trattamento, ove si rendesse necessario, avrà facoltà di spostare i dati anche in paesi extra-UE.  In tal caso il Titolare assicura sin d’ora che il trasferimento dei dati extra-UE avverrà in conformità alle disposizioni di Legge applicabili, previa stipula delle clausole contrattuali standard (le clausole contrattuali standard sono disponibili al seguente link: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/international-transfers/transfer/index_en.htm) e verifiche standard previste dalla Commissione Europea (nello specifico saranno rispettate le condizioni indicate nel CAPO V del Regolamento UE).

Sia per quanto riguarda i dati presenti sui propri dispositivi, sia per eventuali dati presenti presso provider, il Titolare del trattamento ha messo in atto misure tecniche ed organizzative adeguate a garantire un idoneo livello di sicurezza, nel pieno rispetto di quanto indicato nel Regolamento UE.

 

Navigazione: i suoi dati di navigazione potranno inoltre essere trasferiti, limitatamente alle finalità sopra riportate, nei seguenti stati: - Paesi UE, - Stati Uniti.

 

Gestione dei cookie: nel caso in cui Lei abbia dubbi o preoccupazioni in merito all'utilizzo dei cookie Le è sempre possibile intervenire per impedirne l'impostazione e la lettura, ad esempio modificando le impostazioni sulla privacy all'interno del Suo browser al fine di bloccarne determinati tipi.

Poiché ciascun browser, e spesso diverse versioni dello stesso browser, differiscono anche sensibilmente le une dalle altre se preferisce agire autonomamente mediante le preferenze del Suo browser può trovare informazioni dettagliate sulla procedura necessaria nella guida del Suo browser.

8. Natura del conferimento dei dati e conseguenze del rifiuto di rispondere

Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) è obbligatorio. In loro assenza, non potremo garantirle i Servizi di quanto indicato in 2.A).

Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.B) è invece facoltativo. Può quindi decidere di non conferire alcun dato o di negare successivamente la possibilità di trattare dati già forniti: in tal caso, non potrà ricevere newsletter, comunicazioni commerciali e materiale pubblicitario e/o quant’altro inerenti ai Servizi offerti dal Titolare del trattamento.

Continuerà comunque ad avere diritto ai Servizi di cui al punto 2.A).

Alcuni campi di informazioni sul sito web possono essere contrassegnati con il carattere *. La compilazione di questi campi è obbligatoria quando inserisce i Suoi dati. La conseguenza di non fornire l'informazione è l’impossibilità di fruire del servizio per il quale l’informazione è richiesta.

9. Diritti dell’interessato

Nella Sua qualità di interessato, ha i diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento UE di seguito riportati e precisamente ha il diritto ad:

- ottenere la conferma dell’esistenza e del trattamento di dati personali che lo riguardano nonché la loro copia scritta (elettronica) in forma chiara e comprensibile (cd. diritto di accesso);

- ottenere le indicazioni circa la finalità del trattamento, le categorie di dati personali, i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati e, quando possibile, il periodo di conservazione;

- ottenere la rettifica dei dati che lo riguardano (cd. diritto di rettifica)

- ottenere la cancellazione dei dati che lo riguardano (cd. diritto all’oblio);

- ottenere le limitazioni del trattamento (cd. diritto di limitazione di trattamento);

- qualora i dati non siano raccolti presso l’interessato, ottenere tutte le informazioni disponibili sulla loro origine;

- ottenere la portabilità dei dati, ossia riceverli da un titolare del trattamento in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico e trasmetterli ad altro titolare del trattamento senza impedimenti (cd. diritto alla portabilità dei dati);

- opporsi al trattamento in qualsiasi momento ed anche nel caso di trattamento per finalità di marketing diretto (cd. diritto di opposizione);

- opporsi ad un processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione;

- revocare il consenso in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità del trattamento basata sul consenso prestato prima della revoca;

- proporre reclamo a un’autorità di controllo (Garante per la Protezione dei Dati Personali).

Potrebbero esserci condizioni o limitazioni ai diritti dell’interessato. Non è quindi certo che ad esempio si abbia il diritto di portabilità dei dati in tutti i casi - ciò dipende dalle circostanze specifiche dell'attività di elaborazione.

10. Modalità di esercizio dei diritti

Potrà in qualsiasi momento esercitare i diritti inviando:

- una raccomandata a.r. alla scrivente (vedere l’indirizzo indicato nella carta intestata);

- una e-mail all’indirizzo info@studiolocatelli.it

11. Minori

Quanto offerto dal Titolare del trattamento ed oggetto del rapporto con Lei in essere non prevede l’acquisizione intenzionale di informazioni personali riferite ai minori. Nel caso in cui informazioni su minori fossero involontariamente registrate, il Titolare del trattamento le cancellerà in modo tempestivo, su richiesta dell’interessato.

12. Dati personali non ottenuti presso l’interessato

Può capitare che la scrivente non sia il Titolare del trattamento al quale Lei ha dato i suoi dati personali, ma risulti essere co-titolare del trattamento o responsabile del trattamento in esterno e che quindi i Suoi dati siano giunti alla scrivente in seconda battuta a causa di un contratto che regola le parti. In questo caso si precisa che la scrivente farà il possibile per accertarsi che Lei sia stato informato ed abbia dato il consenso al trattamento. Può chiedere in ogni momento alla scrivente l’origine di acquisizione dei Suoi dati.

13. Titolare, , D.P.O. (R.P.D.) e Incaricati

Di seguito le forniamo alcune informazioni che è necessario portare alla sua conoscenza, non solo per ottemperare agli obblighi di legge, ma anche perché la trasparenza e la correttezza nei confronti del nostro personale/collaboratori è parte fondante della nostra attività.

Titolare del trattamento. Il Titolare del Trattamento dei suoi dati personali è STUDIO LEGALE LOCATELLI per conto della quale Azienda firma il Sig. Lorenzo Locatelli, responsabile nei suoi confronti del legittimo e corretto uso dei suoi dati personali e che potrà contattare per qualsiasi informazione o richiesta ai seguenti recapiti: telefono +39 049 663612, e-mail: info@studiolocatelli.it.

D.P.O. (Data Protection Officer) – R.P.D. (Responsabile delle Protezione dei Dati). Potrà inoltre rivolgersi al Responsabile della Protezione dei Dati per avere informazioni e inoltrare richieste circa i suoi dati o per segnalare disservizi o qualsiasi problema eventualmente riscontrato.

Il Titolare del trattamento ha nominato Responsabile della Protezione dei Dati il Sig. Nicola Ghinello che potrà contattare ai seguenti recapiti: telefono +39 348 3165267, e-mail: nicola.ghinello@dpo-rpd.com.

Incaricati. L’elenco aggiornato degli incaricati al trattamento è custodito presso la sede del Titolare del trattamento.

 

Il Titolare del trattamento

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