08.2014

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RISARCIBILITA` DELLA PAURA DI MORIRE SE COSCIENTEMENTE PERCEPITA – NON CUMULABILITA` TRA PENSIONE DI REVERSIBILITA` E RISARCIMENTO DEL DANNO PATRIMONIALE PATITO DAL FAMILIARE DI PERSONA DECEDUTA

Cass. Civ., sez. III, 13 giugno 2014, n. 13537; Pres. Berruti – Est. Rossetti

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato due importanti questioni che, per la loro diverse caratteristiche, necessitano di un esame separato. La prima attiene alla individuazione dei limiti per la risarcibilita` del c.d. danno catastrofale o “da lucida agonia”. Il caso sottoposto al vaglio della Corte di legittimita` trae origine dal decesso di un uomo in seguito alla caduta avvenuta all’interno di un autobus ove viaggiava quale trasportato. Mentre secondo la Corte d’Appello andava correttamente liquidato agli attori, jure hereditario, il risarcimento del c.d. danno catastrofale patito dalla vittima nelle more tra le lesioni e la morte, ben diversa e` la prospettiva assunta dalla Corte di Cassazione che individua quale presupposto per il riconoscimento di tale posta di danno la reale consapevolezza da parte della vittima dell’imminenza della propria fine, nella specie non ravvisabile. In assenza di una attesa lucida della propria morte, continua la Corte, non e` nemmeno concepibile l’esistenza del danno in questione, a nulla rilevando che la morte sia stata effettivamente causata dalle lesioni. In definitiva, quindi, il riconoscimento del danno non patrimoniale derivante dalla paura di morire non puo` essere riconosciuto in via automatica unicamente in ragione della sussistenza di un legame eziologico tra le lesioni patite e l’evento morte, richiedendosi l’ulteriore requisito della consapevolezza da parte del soggetto, che dunque deve essere capace di intendere e volere, della sua fine imminente. La seconda, e altrettanto importante problematica riguarda la possibilita` o meno di sottrarre dal risarcimento del danno gli emolumenti versati al danneggiato da assicuratori privati o sociali, ovvero da enti di previdenza. La questione e` stata sottoposta all’attenzione della Suprema Corte avendo il Giudice di merito in grado d’appello riconosciuto il diritto al risarcimento del danno patrimoniale consistito nella perdita delle elargizioni in denaro che il consorte elargiva prima dell’evento, senza considerare che il superstite, in conseguenza della morte del coniuge, aveva acquisito a titolo di reversibilita` la pensione goduta da quest’ultimo, della quale si sarebbe dovuto tenere conto nella liquidazione del danno, sottraendo l’importo della prima da quello del secondo. In ordine a tale tematica vi sono due orientamenti contrapposti. Un primo e maggioritario teso ad affermare che delle prestazioni erogate dall’assicuratore sociale o privato sia al danneggiato sia ai suoi prossimi congiunti non si deve tenere conto nella liquidazione relativa alla stessa voce di danno, osservando come il principio della compensatio lucri cum damno possa applicarsi quando danno e lucro scaturiscono ambedue in modo immediato e diretto dal fatto illecito, condizione che in un caso quale quello in esame non si sarebbe realizzata poiche´ il danno scaturisce dall’illecito ed il diritto all’emolumento previdenziale od assicurativo sorge direttamente dalla legge. Altro diverso orientamento nega, invece, la cumulabilita` atteso che dal beneficio erogato dall’assicuratore sociale o privato deriverebbe l’inesistenza stessa del danno patrimoniale per la parte elisa dalla somma corrisposta dall’assicuratore sociale. A sostegno dell’adesione a tale secondo orientamento la Corte osserva come: a) la compensatio lucri cum damno non sia da intendersi come una vera e propria compensazione tra crediti e debiti, costituendo piuttosto una regola per l’accertamento dell’esistenza e dell’entita` del danno risarcibile ai sensi dell’art. 1223 c.c., dovendo quindi chiedersi se un danno esista e quale ne sia l’ammontare; b) non possa sostenersi che solo il diritto al risarcimento sia conseguenza del fatto illecito, mentre il diritto alla pensione trovi la propria fonte nella legge, pena l’errore di applicare una concezione di causalita` oramai sorpassata. Piuttosto, occorrera`, per affermare l’esistenza di un nesso di causalita` giuridica tra condotta e danno, ricorrere al criterio della condicio sine qua non, in virtu` del quale una condotta e` causa di un evento tutte le volte che, senza la prima, il secondo non si sarebbe verificato; c) si finirebbe per abrogare in via di fatto l’azione di surrogazione spettante all’assicuratore sociale o all’ente previdenziale poiche´ una volta che il responsabile del sinistro sia costretto a pagare l’intero risarcimento senza tenere conto del beneficio previdenziale od assicurativo percepito dalla vittima per effetto dell’illecito, non potrebbe poi essere costretto dall’ente previdenziale o assicurativo a rifondergli le somme da questo pagate alla vittima, addossando, oltretutto, alla fiscalita` generale, e quindi alla collettivita`, un onere il cui peso economico serve non a ristorare la vittima ma ad arricchirla. In definitiva, secondo la Corte di legittimita`, al fine di risolvere la problematica bisognerebbe semplicemente chiedersi se vi sia un danno patrimoniale osservando come lo stesso non possa ritenersi esistente, quando le conseguenze sfavorevoli dell’illecito siano state rimosse (in tutto o in parte) dall’intervento dell’ente di previdenza o dell’assicuratore sociale.

 

NATURA DELL’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI NON MORTALI – NON CUMULABILITA` TRA INDENNIZZO DOVUTO DALL’ASSICURATORE E RISARCIMENTO DOVUTO DAL TERZO RESPONSABILE

Cass. Civ., sez. III, 11 giugno 2014, n. 13233; Pres. Segreto; Rel. Rossetti

Il caso sottoposto all’esame della Corte riguardava le lesioni personali subite da un lavoratore dipendente di una societa` a seguito dell’investimento ad opera del conducente di un veicolo di proprieta` della societa` datrice di lavoro dello stesso infortunato. In conseguenza dell’evento, il danneggiato riscosse l’indennizzo contrattualmente dovutogli dalla assicurazione privata contro gli infortuni stipulata dal datore di lavoro a beneficio dei suoi dipendenti, importo che, secondo il Giudice di prime cure, doveva essere detratto da quanto spettante a titolo di risarcimento del danno. L’impossibilita` di operare un cumulo tra indennizzo e risarcimento, confermata anche dal Giudice d’Appello, fu motivo di ricorso in Cassazione osservando il ricorrente, a sostegno della propria pretesa, come l’assicurazione contro gli infortuni rientrasse tra le assicurazioni sulla vita e come, dunque, l’indennizzo riscosso per effetto di una assicurazione contro gli infortuni non potesse essere detratto da quanto dovuto, a titolo di risarcimento, dal terzo responsabile dell’infortunio. La Corte di legittimita`, chiamata dunque ad esprimersi in ordine alla natura da riconoscersi all’assicurazione contro gli infortuni non mortali, ha richiamato a sostegno dell’infondatezza del ricorso quanto statuito sul punto dalle Sezioni Unite del 2002, le quali hanno definitivamente stabilito che l’assicurazione contro il rischio di infortuni non mortali e` un’assicurazione contro i danni, alla quale si applichera` il principio indennitario e l’intera disciplina dettata dal codice per l’assicurazione contro i danni. Partendo da questo presupposto, secondo la S.C. l’assicurato non puo` cumulare l’indennizzo dovuto per effetto di essa con il risarcimento dovuto dal terzo responsabile dell’infortunio, ostando a tale conclusione le norme sul contratto di assicurazione nonche´ le norme sul risarcimento del danno e sulla responsabilita` civile. Sotto il primo profilo, l’indennizzo non puo` cumularsi per tre ordini di ragioni: a) l’assicurato verrebbe ad avere in teoria un interesse positivo all’avverarsi del sinistro; b) l’assicuratore perderebbe il diritto alla surrogazione, accordatogli anche nell’assicurazione contro gli infortuni dall’art. 1916, comma 4, c.c., pena il rischio di costringere il danneggiante ad un duplice pagamento: sia nelle mani del danneggiato-assicurato (a titolo di risarcimento) sia nelle mani dell’assicuratore di questi (a titolo di surrogazione); c) la percezione del risarcimento integrale, da parte del danneggiato-creditore, estinguerebbe l’obbligazione del danneggiante debitore con il rischio che se l’assicuratore pagasse l’indennizzo non potrebbe piu` agire in surrogazione in quanto il danneggiante potrebbe validamente eccepirgli di avere gia` estinto il proprio debito. Sotto il secondo profilo, consentire il cumulo tra indennizzo e risarcimento significherebbe violare il principio di integralita` del risarcimento, in virtu` del quale il danneggiato non puo`, dopo il risarcimento, trovarsi in una condizione patrimoniale piu` favorevole rispetto a quella in cui si trovava prima di restare vittima del fatto illecito, essendo oltretutto legislativamente previsti dei rimedi in ipotesi di un doppio indennizzo per lo stesso danno, quali la possibilita` per l’assicuratore di surrogarsi nei diritti dell’assicurato (art. 1916 c.c.) o di rivalersi nei confronti dello stesso. La Corte di legittimita` ha, poi, sottolineato (analogamente, osservo, alla pronuncia n. 13537 del 13 giugno 2014 sopra analizzata) come il suo orientamento non si basi sul principio della compensatio lucri cum damno ma su una ragione molto piu` semplice: il pagamento dell’indennizzo assicurativo, nell’assicurazione contro i danni, presuppone che esista un danno. Ma se il terzo responsabile risarcisce la vittima prima che questa percepisca l’indennizzo, il credito risarcitorio si estingue per effetto dell’adempimento, e con esso il danno risarcibile. L’assicuratore non sara` tenuto al pagamento di alcun indennizzo, per la semplice ragione che non v’e` piu` alcun danno da indennizzare.  Lo stesso dicasi nell’ipotesi inversa, in cui il danneggiato percepisca l’indennizzo assicurativo prima del risarcimento. Anche in tal caso l’obbligo risarcitorio del terzo responsabile verra` meno...per la semplice ragione che l’intervento dell’assicuratore ha eliso (in tutto o in parte) il pregiudizio patito dal danneggiato, e non si puo` pretendere il risarcimento di un danno che non c’e` piu`. In definitiva, secondo la S.C., dato che l’indennizzo dovuto dall’assicuratore ed il risarcimento dovuto dal responsabile assolvono ad una identica funzione risarcitoria non possono essere cumulati, ben potendo, dunque, da un lato l’assicuratore legittimamente rifiutare il pagamento dell’indennizzo (in tutto o in parte) ove l’assicurato abbia gia` ottenuto il risarcimento del danno (in tutto o in parte) dal responsabile e dall’altro il responsabile del danno legittimamente rifiutare il pagamento del risarcimento (in tutto o in parte) ove l’assicurato abbia gia` ottenuto il pagamento dell’indennita` (in tutto o in parte) dal proprio assicuratore privato contro i danni.

 

PIENA AUTONOMIA ONTOLOGICA DEL DANNO MORALE

Cass. Civ., sez. III, 14 maggio 2014, n. 10524; Pres. Russo – Rel. D’Amico

La sentenza si pone a diretta testimonianza del contrasto esistente all’interno di tale sezione della Corte di Cassazione in ordine alla ormai annosa questione relativa al riconoscimento o meno di una autonomia ontologica di altre categorie di danno, oltre a quello biologico da intendersi come lesione del diritto alla salute costituzionalmente tutelato dall’art. 32 cost. Alquanto particolare la prospettiva assunta dalla Corte di legittimita` che e` giunta a capovolgere i principi di diritto espressi dalle ormai famose sentenze gemelle del 2008. Secondo questa corte – si legge – il danno morale configura una autonoma ipotesi di danno non patrimoniale, risarcibile al verificarsi di determinati presupposti, dotato di piena autonomia ontologica rispetto al danno biologico, per cui la specifica richiesta di quest’ultimo non puo` essere interpretata come riferibile anche al primo. Ragionando in tali termini, non sara` piu` possibile ora ritenere che all’interno della domanda di risarcimento del danno biologico sia da ricomprendersi anche quella relativa al danno morale, necessitando lo stesso, proprio in virtu` della sua autonoma valenza, apposita domanda. In definitiva, dunque, secondo la Corte il danno morale non e` accessorio rispetto a quello biologico ma autonomo e differente, impostazione che fa riflettere circa quanto statuito due mesi prima proprio dalla medesima Sezione in tema di danno esistenziale, laddove se ne evidenziava la sua valenza puramente descrittiva nell’ottica di ribadire il principio unitario del danno non patrimoniale (cfr. Cass. Civ., 14 marzo 2014, n. 5958).

 

RESPONSABILITA` AVVOCATO – NESSO DI CAUSA E PROVA DEL DANNO

Cass. Civ., sez. III, 13 febbraio 2014, n. 3355; Pres. Berruti – Rel. Cirillo

La Corte sottolinea come in tema di responsabilita` professionale il cliente-creditore non possa limitarsi ad allegare l’inadempimento della controparte, poiche´ la responsabilita` del prestatore di opera intellettuale nei confronti del cliente per negligente svolgimento dell’attivita` professionale presuppone la prova del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista ed il pregiudizio del cliente. Nel caso, poi, di azione nei confronti dell’avvocato, va preteso che il cliente formuli una valutazione prognostica positiva circa il probabile esito favorevole dell’azione giudiziale che avrebbe dovuto essere proposta e diligentemente seguita. Pertanto, in quest’ottica di tutela anche per la posizione del debitore della prestazione, laddove si voglia invocare una inadempienza del mandato professionale conferito all’avvocato, si richiedono al cliente maggiori garanzie circa la fondatezza della sua richiesta di risarcimento del danno, senza relegare, quindi, il suo onere probatorio alla mera allegazione della fonte negoziale o legale del suo diritto e dell’inadempimento.  

 

APPLICAZIONE DELLA SANATORIA EX ART. 182, II COMMA, C.P.C. ANCHE IN CASO DI MANCANZA DELLA PROCURA

Trib. Milano, 11 dicembre 2013, Est. Silvia Giani

Il Tribunale milanese individua il campo di applicazione del secondo comma dell’art. 182 c.p.c., invocando a sostegno del proprio orientamento la modifica apportata dalla legge n. 69/2009 che ha esteso la sanatoria contenuta in tale disposto legislativo anche al rilascio della procura. In buona sostanza, la sanatoria del difetto di rappresentanza non appare applicabile unicamente in caso di procura invalida, ma anche nell’ipotesi in cui la stessa manchi del tutto; ragionare in termini diversi significherebbe, secondo il Giudice di merito, non dare corretta applicazione alla disposizione codicistica risultante dalla riforma del 2009, secondo la quale quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina la nullita` della procura al difensore, il giudice assegna alle parti un termine perentorio per la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza o l’assistenza, per il rilascio della procura o per la rinnovazione della stessa. L’orientamento espresso nella recente pronuncia in commento, del resto, non puo` dirsi isolato deponendo in tal senso ad esempio anche un’ordinanza emessa il 25 maggio 2012 dalla seconda Sezione civile del Tribunale di Padova, chiara nel sostenere che il tenore letterale del novellato art. 182, II comma, c.p.c. consente la “concessione del termine” non solo per la “rinnovazione” ma anche per il “rilascio” della procura.

 

Responsabilita` degli amministratori - Dissesto della societa` - Determinazione del danno - Criterio della differenza tra attivo e passivo - Inversione dell'onere della prova - Rimessione della questione alle Sezioni unite - Impossibilita` di dimostrare l'entita` del danno a causa di un comportamento ascrivibile alla stessa parte contro la quale il fatto da provare avrebbe potuto essere invocato.

Cassazione civile, sez. I, 3 giugno 2014, n. 12366 - Pres. Salme` - Est. Scaldaferri.

La Prima Sezione della Corte di Cassazione – chiamata a pronunciarsi sulle modalita` di determinazione del danno ascrivibile ad un amministratore di una societa` fallita – ha ritenuto necessario l’intervento delle Sezioni Unite sulla utilizzabilita`, ai fini dell’accertamento e liquidazione del danno nelle azioni di responsabilita` degli amministratori introdotte ai sensi dell’art. 146 legge fall., del dato costituito dalla differenza tra il passivo e l’attivo fallimentare. In caso di risposta affermativa, prosegue la Corte, occorre stabilire quali siano le condizioni e i limiti entro i quali tale dato sia utilizzabile, in connessione con le ragioni che lo giustifichino. La richiesta di rimessione alle Sezioni Unite si origina dalla disomogeneita` di orientamenti espressi dalla giurisprudenza di legittimita`, constando di una tesi per cui la totale mancanza di contabilita` sociale, o la sua tenuta in modo sommario e non intellegibile, e` di per se´ giustificativa della condanna dell’amministratore al risarcimento del danno, con inversione dell’onere della prova sulla sussistenza del nesso di causalita` tra la condotta dell’amministratore ed il dissesto patito dalla societa` (Cass. n. 5876/2011; Cass. n. 7606/2011). D’altro canto, in altre decisioni del Supremo Collegio (Cass. n. 2538/2005; Cass. n. 11155/2012; Cass. n. 17198/2013), e` stata esclusa senz’altro l’automatica applicazione del criterio in questione, [...] utilizzabile nei limiti segnati dall’art. 1226 c.c. alla liquidazione in via di equita` del danno e, di conseguenza, solo ove il giudice di merito, accertate le violazioni compiute dall’amministratore, indichi le ragioni che non hanno permesso l’accertamento degli specifici effetti pregiudizievoli riconducibili a tali violazioni, motivando inoltre, con riferimento alle circostanze del caso concreto, la plausibilita` logica del ricorso al suddetto criterio di liquidazione.

 

 
 

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    • L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle informazioni riguardanti il trattamento.
    • Art. 16 - Diritto di rettifica
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo.  Tenuto conto delle finalità del trattamento, l'interessato ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
    • Art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all’oblio)
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali.
    • Art. 18 - Diritto di limitazione del trattamento
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi: 
    • a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali; 
    • b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; 
    • c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria; 
    • d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
    • Art. 20 - Diritto alla portabilità dei dati
    • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
    • Art. 21 - Diritto di opposizione
    • L'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni.
    • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
    • L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

     

    MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

    Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

    email: info@studiolocatelli.it

    telefono +39 049 66 36 12

     

    Ultima modifica 22.06.2019

     

Privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano. Si tratta di un'informativa che è resa anche ai sensi dell'art. 13 del Regolamento Generale UE 2016/679 (di seguito “RGDP”) sulla protezione dei dati personali a coloro che interagiscono con i servizi web accessibili per via telematica dall'indirizzo: https://www.studiolegalelocatelli.net

 

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ESTREMI IDENTIFICATIVI DEL TITOLARE, DEL RESPONSABILE E DEL RAPPRESENTANTE DEL TITOLARE NEL TERRITORIO DELLO STATO

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.  Le segnaliamo che il Titolare del Trattamento è Studio Legale Locatelli, con sede legale in Galleria Alcide de Gasperi 4 a Padova, e che l’elenco aggiornato dei Responsabili potrà sempre essere richiesto al Titolare del Trattamento, elettivamente domiciliato, presso la sede della scrivente, al quale dovranno essere inoltrate le comunicazioni per l’esercizio dei diritti riconosciuti all’interessato di cui degli articoli da 15 a 23 del RGDP a mezzo lettera raccomandata, PEC o posta elettronica presso la quale è anche disponibile l’elenco completo dei soggetti ai quali i dati possono essere comunicati.

 

LUOGO DI TRATTAMENTO DEI DATI

I trattamenti connessi ai servizi web di questo sito hanno luogo presso la sede legale di Studio Legale Locatelli, e sono curati solo da personale tecnico incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.  Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso.  I dati personali forniti dagli utenti che inoltrano richieste di informazioni o di iscrizione alla mailing list del sito, sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

 

TIPO DI DATI TRATTATI

Dati di navigazione

I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo sito web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell'uso dei protocolli di comunicazione di Internet.  Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare gli utenti.  In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l'orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all'ambiente informatico dell'utente.  Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull'uso del sito e per controllarne il corretto funzionamento e vengono cancellati immediatamente dopo l'elaborazione.  I dati potrebbero essere utilizzati per l'accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito: salva questa eventualità, allo stato i dati sui contatti web non persistono per più di sei mesi

Dati forniti volontariamente dall'utente

L'invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell'indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva.  Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.

 

NATURA DEI DATI TRATTATI

Trattiamo/tratteremo esclusivamente i Vostri dati anagrafici, e saranno utilizzati al solo fine di eseguire servizio o la prestazione richiesta.  Limitatamente alle informazioni rilasciate su questo sito, non saranno trattati dati personali qualificabili come “Particolari” sensibili o di natura giudiziaria. 

 

DATI DI UTENTI MINORI DI ETÀ

In caso di trattamento di dati di minori, occorre acquisire il consenso dai genitori o dagli esercenti la patria potestà se l'interessato ha meno di 16 anni.

 

COOKIES

Nessun dato personale degli utenti viene in proposito acquisito dal sito.  Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né vengono utilizzati c.d. cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti.  L'uso di c.d. cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e svaniscono con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito.  I c.d. cookies di sessione utilizzati in questo sito evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente. 

 

FILE DI LOG E LORO CONSERVAZIONE

I file di log saranno tracciati per motivi di sicurezza che impongono la registrazione ed il mantenimento dei file log e l'accessibilità agli stessi da parte della polizia giudiziaria nell'eventualità in cui quest'ultima ne facesse richiesta.  A tal fine i file di log degli accessi saranno mantenuti per un arco temporale non superiore a: 6 mesi/-1 anno .  Eventuali controlli degli accessi saranno effettuati in maniera graduale e nel pieno rispetto della norma, in particolare dei principi di necessità e proporzionalità.

 

BASE GIURIDICA E FINALITÀ DEL TRATTAMENTO

I Dati vengono da noi raccolti con la esclusiva finalità di del corretto e completo svolgimento della nostra attività commerciale nei Suoi confronti, con le finalità di seguito descritte, ovvero: 

  • erogazione di servizi basati su interfaccia web (registrazione anagrafica utenti);
  • erogazione di informazioni relative alla Sua specifica richiesta sui servizi di Studio Legale Locatelli;
  • finalità connesse agli obblighi previsti da leggi, da regolamenti, dalla normativa comunitaria e da disposizioni impartite da autorità a ciò legittimate dalla legge;
  • Il trattamento dei dati personali per le finalità dal punto a) al punto c) di cui sopra, non richiede il Suo consenso espresso (art. 24, lett. a) e b) del Codice e art. 6 lett. b) e e) del RGPD);
  • svolgimento di attività di marketing e promozionali di prodotti e servizi del Titolare, comunicazioni commerciali, sia con mezzi automatizzati senza intervento dell’operatore (es. sms, fax, mms, posta elettronica ecc.) che tradizionali (tramite telefono, posta);
  • Iscrizione alla ricezione di News Letter periodiche.

Il trattamento dei dati personali per le finalità ai punti d) ed e) di cui sopra, richiede il suo consenso espresso (art. 23 del Codice e art. 7 del RGPD). Detto consenso riguarda sia le modalità di comunicazione automatizzate che quelle tradizionali sopra descritte.  Lei avrà sempre il diritto di opporsi in maniera agevole e gratuitamente, in tutto o anche solo in parte al trattamento dei Suoi dati per dette finalità, escludendo ad esempio le modalità automatizzate di contatto ed esprimendo la sua volontà di ricevere comunicazioni commerciali e promozionali esclusivamente attraverso modalità tradizionali di contatto.   La base Giuridica del trattamento è basata sia sul consenso dell’interessato, sia sul legittimo interesse del Titolare del Trattamento di informare gli interessati su eventi formativi in programma in base al rispettivo interesse.

 

OBBLIGO O FACOLTÀ DI CONFERIRE I DATI E CONSEGUENZE DELL’EVENTUALE RIFIUTO

A parte quanto specificato per i dati di navigazione, l'utente è libero di fornire i dati personali riportati nei moduli di richiesta o comunque indicati in contatti per avere informazioni circa le offerte immobiliari dalla scrivente, o per sollecitare l'iscrizione nella mailing list del sito, o l'invio di informazioni richieste.  I dati richiesti per le finalità di cui alle precedenti lettere a), b) e c) devono essere obbligatoriamente forniti per l’adempimento degli obblighi di legge e/o per la conclusione ed esecuzione del rapporto contrattuale o la fornitura dei servizi o informazioni richiesti.  Pertanto il Suo eventuale rifiuto, anche parziale, di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di instaurare e gestire il rapporto stesso e di fornire il servizio richiesto.  Il conferimento dei dati personali necessari per le finalità di cui alle precedenti lettere d) ed f) è facoltativo, pertanto il Suo eventuale rifiuto di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di porre in essere le attività ivi descritte fermo restando il rapporto in essere.

 

DURATA DEL TRATTAMENTO E PERIODO DI CONSERVAZIONE DEI DATI PERSONALI

I dati raccolti sono trattati per i tempi necessari agli scopi per i quali sono stati raccolti, e comunque non oltre i tempi prescritti dalle norme di legge.  I dati necessari a fini fiscali sono conservati fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta, quindi per almeno 10 anni e più se la relativa annualità non è ancora prescritta ai fini fiscali.  Alla scadenza di tale termine i dati saranno cancellati o anonimizzati, a meno che non sussistano ulteriori finalità per la conservazione degli stessi (es. obblighi di fornitura garanzia, obblighi fiscali).  I dati raccolti e trattati sulla base del consenso per finalità commerciali e di marketing saranno trattati fino a revoca dello stesso, o al termine della prestazione fornita e in mancanza di esso, saranno conservati per un periodo massimo di 2 anni dopodichè saranno distrutti o anonimizzati.

 

MODALITÀ DEL TRATTAMENTO

Il trattamento dei dati avviene/avverrà mediante l’utilizzo di strumenti elettronici per mezzo del ns. sistema informatico, ed in tal caso verranno registrati su supporti informatici protetti, ovvero manualmente e la documentazione cartacea relativa verrà da noi correttamente mantenuta e protetta per tutto il tempo necessario al trattamento attraverso procedure idonee a garantirne la sicurezza e la riservatezza per prevenire la perdita dei dati nel rispetto delle misure di sicurezza di cui all’art. 32 del GDPR 2016/679, da usi illeciti o non corretti ed accessi non autorizzati e potrà essere effettuato sia mediante supporti cartacei, sia attraverso l’ausilio di strumenti elettronici automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti.

 

COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE

I Vostri dati non verranno da noi "diffusi", con tale termine intendendosi il darne conoscenza a soggetti indeterminati in qualunque modo, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione, salvo specifico consenso concesso da parte dell’interessato con atto a parte.  I Vostri dati potranno invece essere da noi "comunicati", con tale termine intendendosi il darne conoscenza ad uno o più soggetti determinati, nei seguenti termini:

  • a soggetti incaricati all’interno della nostra Società di trattare i Vostri dati, ed in particolare agli addetti all’Ufficio amministrazione;
  • a soggetti che possono accedere ai dati in forza di disposizione di legge, di regolamento o di normativa comunitaria, nei limiti previsti da tali norme;
  • a soggetti che hanno necessità di accedere ai Vostri dati per finalità ausiliarie al rapporto che intercorre tra Voi e noi, nei limiti strettamente necessari per svolgere i compiti ausiliari loro affidati come ad esempio: gli istituti di creare, corrieri ecc.;
  • a soggetti nostri consulenti, nei limiti necessari per svolgere il loro incarico presso la nostra Società, ovvero in regime di Outsourcing, in qualità di Responsabili esterni del Trattamento previa nostra lettera di incarico che imponga il dovere di riservatezza e sicurezza nel trattamento dei Vostri dati.

 

PLUGIN SOCIAL NETWORK

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DIRITTI DEGLI INTERESSATI

La informiamo che nella Sua qualità di interessato, Lei ha ai sensi degli articoli da 15 a 23 del RGDP 2016/679, i diritti qui sotto elencati che potrà far valere rivolgendo apposita richiesta al Titolare del trattamento e/o al responsabile del trattamento, oltre il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo:

  • Art. 15-Diritto di accesso
  • L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle informazioni riguardanti il trattamento.
  • Art. 16 - Diritto di rettifica
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo.  Tenuto conto delle finalità del trattamento, l'interessato ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
  • Art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all’oblio)
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali.
  • Art. 18 - Diritto di limitazione del trattamento
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi: 
  • a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali; 
  • b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; 
  • c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria; 
  • d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
  • Art. 20 - Diritto alla portabilità dei dati
  • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
  • Art. 21 - Diritto di opposizione
  • L'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni.
  • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
  • L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

 

MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

email: info@studiolocatelli.it

telefono +39 049 66 36 12

 

Ultima modifica 22.06.2019

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