08.2020

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Criteri di definizione del quantum debeatur in caso di danno da perdita del rapporto parentale

Tribunale di Firenze, sentenza n. 1795 del 30 luglio 2020

 

Nella sentenza in commento il Tribunale di Firenze si pronuncia sulla risarcibilità del danno da perdita di un congiunto, ritenendolo in linea di principio sempre ammissibile, ma liquidabile in misura differenziata a seconda del tipo di legame sussistente tra la vittima e la persona superstite.

Il Tribunale, pur affermando come l’interesse fatto valere sia quello alla intangibilità della sfera degli affetti e della reciproca solidarietà nell’ambito della famiglia, alla inviolabilità della libera e piena esplicazione delle attività realizzatrici della persona umana nell’ambito di quella peculiare formazione sociale che è la famiglia, la cui tutela trova fondamento nella Costituzione pone una distinzione, in relazione alla risarcibilità del danno da perdita del rapporto parentale, a seconda del grado di intensità del vincolo affettivo.

Nel caso di nucleo familiare ristretto, infatti, il Tribunale ritiene che il fatto illecito costituito dalla uccisione del congiunto faccia presumere una conseguente sofferenza morale in capo ai genitori, al coniuge, ai figli o ai fratelli della vittima, a nulla rilevando che la vittima e il superstite fossero conviventi o fossero distanti, circostanze rilevanti eventualmente in sede di quantificazione del danno risarcibile. Il fatto illecito dà luogo ad un danno non patrimoniale presunto, consistente nella perdita del rapporto parentale, allorché colpisce i componenti della cosiddetta famiglia nucleare.

Invece, perché possa ritenersi risarcibile la lesione del rapporto parentale subita da soggetti estranei a tale ristretto nucleo familiare è necessario che sussista una situazione di convivenza, in quanto connotato minimo attraverso cui si esteriorizza l’intimità delle relazioni di parentela, solo in tal modo assumendo rilevanza giuridica il collegamento tra danneggiato primario e secondario.

Infine, il Tribunale di Firenze conclude affermando che in tema di valori inerenti alla persona, in quanto tali privi di diretto contenuto economico, la liquidazione non può che avvenire sulla base di valutazioni equitative, tenuto conto dell’intensità del vincolo, della situazione di convivenza e di ogni ulteriore circostanza utile e rilevante nel caso concreto.

 

 

Requisiti per il risarcimento del danno non patrimoniale

Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 15965 del 27 luglio 2020

 

Con la sentenza in esame, la Corte affronta nuovamente il tema del risarcimento del danno non patrimoniale e ribadisce il principio secondo il quale un pregiudizio non patrimoniale è meritevole di tutela risarcitoria, oltre ai casi di danno derivante da reato, ogni qual volta il fatto illecito abbia leso in modo grave diritti inviolabili della persona non aventi natura economica, costituenti oggetto di tutela costituzionale.

Affinché siffatte lesioni siano risarcibili è necessario che:

  1. l’interesse leso, attinente a diritti inviolabili della persona, sia di rango costituzionale;
  2. sussista una lesione grave, con offesa che superi la soglia minima di tollerabilità;
  3. si tratti di danno non futile, cioè non consistente in meri disagi o fastidi;
  4. vi sia una specifica allegazione sulla natura e sulle caratteristiche del pregiudizio, non potendo mai ritenersi il danno in re ipsa.   

 

 

Accertamento del tasso alcolemico: quando è necessario l’avviso della facoltà di assistenza del difensore

Cassazione penale, sezione IV, sentenza n. 21390 del 9 luglio 2020

 

Nella sentenza in commento la Corte di Cassazione viene chiamata ad esprimersi sulla utilizzabilità degli accertamenti relativi al tasso alcolemico del conducente, effettuati presso una struttura ospedaliera, in assenza di previo avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore.

Secondo l’orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità, in caso di richiesta, ai sensi dell’articolo 186, comma 5, Codice della Strada, di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso una struttura ospedaliera, al fine di accertare il tasso alcolemico e la presenza di droghe nel sangue, l’esecuzione deve essere preceduta dal previo avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore, come disposto dall’articolo 356 c.p.p. e articolo 114 disp. att. c.p.p.:

  • non solo nell’ipotesi in cui il prelievo venga effettuato esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria
  • ma anche nel caso in cui l’accertamento venga richiesto esclusivamente dalla polizia giudiziaria sul campione di sangue prelevato per esigenze diagnostiche di altro genere, disposte dal personale medico, non comprensive della verifica specifica.

Al contrario, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso è richiesto dal rito, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi e il diritto di difesa.

 

 

Sospensione del giudizio in caso di rapporto di pregiudizialità tra cause

Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 16205 del 29 luglio 2020

 

Nell’ordinanza in commento, la Corte si occupa dell’applicazione dell’istituto della sospensione del giudizio nel caso in cui sussista un rapporto di pregiudizialità tra due cause ancora in fase di definizione.

La Corte afferma che quando tra due giudizi esiste rapporto di pregiudizialità, e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, è possibile la sospensione del giudizio pregiudicato soltanto ai sensi dell’articolo 337 c.p.c.: norma secondo la quale quando l’autorità di una sentenza è invocata in un diverso processo, questo può essere sospeso, se tale sentenza è impugnata.

La sospensione, pertanto, non è da considerarsi automatica o doverosa: il diritto pronunciato dal giudice di primo grado, invero, qualifica la posizione delle parti in modo diverso da quello dello stato originario di lite, giustificando sia l’esecuzione provvisoria, sia l’autorità della sentenza di primo grado, così che il secondo giudizio non deve di necessità essere sospeso, in attesa che nel primo si formi la cosa giudicata, ma può esserlo, ai sensi dell’articolo 337 c.p.c., solo se il giudice del secondo giudizio non intenda riconoscere l’autorità dell’altra decisione.

 

 

Il ricorso in Cassazione non introduce un terzo grado di giudizio

Cassazione civile, sezione I, ordinanza n. 15957 del 24 luglio 2020

 

Nell’ordinanza in commento, la Corte delinea i confini del proprio giudizio, affermando che il ricorso per cassazione non introduce un terzo grado di giudizio tramite il quale far valere la mera ingiustizia della sentenza impugnata, caratterizzandosi, invece, come un rimedio impugnatorio, a critica vincolata ed a cognizione determinata dall’ambito della denuncia attraverso il vizio o i vizi dedotti.

Ne consegue quindi che, dovendo il ricorso essere veicolato tassativamente attraverso uno dei motivi previsti dall’articolo 360 c.p.c., occorre che nell’esposizione dei motivi di esso trovino espressione le ragioni del dissenso che la parte intende marcare nei riguardi della decisione impugnata, formulate in termini tali da soddisfare esigenze di specificità, di completezza e di riferibilità a quanto pronunciato in modo da costituire una critica precisa e puntuale e, dunque, pertinente delle ragioni che ne hanno indotto l’azione.

 

 

L’applicazione dell’art. 115, comma 2, c.p.c. e la valutazione equitativa del danno

 Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 15680 del 23 luglio 2020

 

Nell’ordinanza in oggetto la Corte affronta sia la tematica del ricorso da parte del giudice al cosiddetto fatto notorio sia la questione relativa alla liquidazione del danno in via equitativa.

In relazione alla prima questione, la Corte statuisce che il ricorso al fatto notorio, inteso come ricorso alle nozioni di fatto di comune esperienza, le quali riguardano fatti acquisiti alla conoscenza della collettività con un grado tale di certezza da apparire indubitabili ed incontestabili, attiene all’esercizio di un potere discrezionale riservato al giudice di merito, perciò l’esercizio, sia positivo che negativo, di tale potere non è sindacabile in sede di legittimità. In ogni caso, la violazione dell’articolo 115 c.p.c., comma 2, può configurarsi solo quando il giudice ne abbia fatto positivamente uso e non anche ove abbia ritenuto non necessario avvalersene.

In merito, invece, al tema della liquidazione del danno in via equitativa e, in particolare, dell’onere probatorio posto a carico del soggetto che ne richiede il ristoro, secondo la Corte l’esercizio del potere discrezionale di liquidare il danno in via equitativa, conferito al giudice dagli articoli 1226 e 2056 c.c., presuppone che sia dimostrata l’esistenza di danni risarcibili e che risulti obiettivamente impossibile, o particolarmente difficile, provare il danno nel suo preciso ammontare, ciò che non esime, però, la parte interessata – per consentire al giudice il concreto esercizio di tale potere, la cui sola funzione è di colmare le lacune insuperabili ai fini della precisa determinazione del danno stesso – dall’onere di dimostrare non solo l’an debeatur del diritto al risarcimento, ove sia stato contestato o non debba ritenersi in re ipsa, ma anche ogni elemento di fatto utile alla quantificazione del danno e di cui, nonostante la riconosciuta difficoltà, possa ragionevolmente disporre.

 

 

Il danno non patrimoniale non può mai ritenersi in re ipsa ma deve essere sempre provato

Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 16039 del 28 luglio 2020

 

Nella pronuncia in oggetto la Corte riafferma il principio secondo il quale il danno non patrimoniale non può mai ritenersi in re ipsa ma va debitamente allegato e provato da chi lo invoca.

La Corte, innanzitutto, fornisce una ricostruzione del danno alla salute inteso non come danno comprensivo di pregiudizi dinamico-relazionali, ma come danno dinamico-relazionale in sé: infatti, se non avesse conseguenze dinamico-relazionali, la lesione della salute non sarebbe nemmeno un danno medico legalmente apprezzabile e giuridicamente risarcibile.

Pertanto, in presenza di un danno permanente alla salute, costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione di una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico e l’attribuzione di una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi di cui è già espressione il grado percentuale di invalidità permanente.

Premesso ciò, la Corte riconosce al giudice il potere di liquidare una voce di danno ulteriore rispetto a quella avente fonte medico legale, ma richiede che tale lesione sia provata dal danneggiato, non essendo essa configurabile in re ipsa.

In secondo luogo, la Corte si pronuncia sulla questione della devalutazione delle somme liquidate: la necessità della devalutazione nasce dalla esigenza della determinazione della somma capitale destinata alla reintegra della situazione patrimoniale del danneggiato con riferimento al momento dell’evento dannoso, là dove la somma capitale scaturente dall’applicazione delle tabelle utilizzate dal primo giudice esprime valori riferiti a un momento successivo.

La devalutazione serve a determinare il valore del danno al momento del verificarsi dello stesso, ciò al fine di applicare (successivamente) a quel valore gli interessi e la rivalutazione monetaria per far in modo che la cifra ottenuta come risarcimento danni sia attuale, ma che allo stesso tempo non vi sia una locupletazione o meglio un ingiusto arricchimento.

 

 

Tutela del consumatore: dalla presunzione assoluta di debolezza al principio di autoresponsabilità

Cassazione civile, sezione II, sentenza n. 14257 dell’8 luglio 2020

 

Nella sentenza in commento la Corte conferma il recente orientamento giurisprudenziale secondo il quale la posizione del consumatore non è meritevole di protezione sempre a qualunque condizione.

L’interpretazione consolidata, in materia di tutela del consumatore, ritiene che l’obbligo di trasferire informazioni da chi agisce come professionista o imprenditore nel mercato verso chi versa, per definizione normativa, in una situazione di svantaggio informativo opera anche nella fase che precede la conclusione del contratto, perché assolve tanto la funzione di impedire menomazioni volitive dipendenti dall’ignoranza di fatti e circostanze rilevanti quanto quella di disvelare notizie utili al pieno controllo dello svolgimento del rapporto: circostanze note ad una parte ma difficili da acquisire o acquisibili solo a titolo oneroso per il consumatore, per definizione collocato, in una situazione di minorità informativa.

Tuttavia, nella pronuncia in commento, la Corte afferma che la tendenza più recente è volta ad individuare una misura di ragionevolezza cui devono attenersi le misure consumeristiche, onde non sbilanciare la tutela del consumatore, favorendone gli abusi: superata la presunzione assoluta di debolezza, sempre e comunque meritevole di protezione, viene privilegiata l’opposta soluzione ispirata al principio di autoresponsabilità del consumatore.

 

 

Responsabilità del broker assicurativo nei rapporti con l’assicurando

Tribunale di Brescia, sezione II, sentenza n. 1002 del 27 maggio 2020

 

Nella sentenza in commento, il Tribunale di Brescia delinea le caratteristiche dell’attività del broker assicurativo soffermandosi, in particolare, sui profili di responsabilità che possono venire in essere nei rapporti con l’assicurando.

Viene riproposta una ricostruzione già elaborata dalla Corte Cassazione, secondo la quale è necessario distinguere, nell’ambito delle attività proprie del broker, quella della collaborazione intellettuale con l’assicurando per la copertura dei rischi e quella di assistenza alla determinazione del contenuto dei futuri contratti, e cioè un momento di consulenza e assistenza, anteriore logicamente e cronologicamente a quello della eventuale intermediazione nella conclusione e gestione dei contratti assicurativi.

La Corte, pur definendo il broker come un mediatore, ne pone in rilievo il ruolo di collaborazione con l’assicurando nella fase antecedente alla messa in contatto delle parti del contratto di assicurazione, valorizzando tale momento, quale prius logico e indefettibile del successivo momento di intermediazione vera e propria, nell’ottica della funzione sociale assolta nel settore dell’intermediazione assicurativa dal broker a livello di assistenza della parte debole al fine di realizzarne la tutela effettiva come corollario del generale principio di solidarietà sociale.

In virtù di tale funzione protettiva, la Corte ritiene che il broker, almeno nella fase che precede la messa in contatto dell’assicurando con l’assicuratore, non è equidistante dall’uno e dall’altro, ma agisce per iniziativa del primo e come consulente dello stesso, analizzando i modelli contrattuali offerti sul mercato, rapportandoli alle esigenze del cliente, allo scopo di riuscire ad ottenere una copertura assicurativa il più possibile aderente a tali esigenze e, in generale, mirando a collocarne i rischi nella maniera e alle condizioni più convenienti per lui.

Pertanto, nel caso in oggetto, il Tribunale ritiene che il broker non potesse limitarsi a individuare l’offerta assicurativa economicamente più conveniente, ma che fosse tenuto a raffrontare i prodotti sul mercato con quello già a disposizione della cliente, anche con riferimento al dato temporale, adeguatamente informando la cliente stessa ai fini di una scelta oculata e consapevole.

 

 

Il cumulo tra risarcimento del danno e altri benefici economici

Cassazione civile, sezione I, ordinanza n. 16702 del 5 agosto 2020

 

Nell’ordinanza in commento la Corte si pronuncia nuovamente in merito all’ammissibilità o meno del cumulo tra il risarcimento del danno e altri benefici economici derivabili dall’illecito.

Il principio generale alla base della tutela risarcitoria di una lesione prevede che il risarcimento del danno, avendo la funzione di ripristinare lo status quo ante, non può condurre ad una locupletazione del danneggiato, al quale non può essere attribuito un valore maggiore della perdita provocata dal fatto lesivo. Infatti, secondo il cosiddetto principio di indifferenza, il risarcimento non può porre il danneggiato in una situazione migliore di quella in cui si sarebbe trovato se il fatto dannoso non fosse avvenuto, immettendo nel suo patrimonio un valore economico maggiore della differenza patrimoniale negativa indotta dall’illecito.

Una situazione potenziale di indebito vantaggio può verificarsi nell’ipotesi in cui accanto al rapporto tra il danneggiato e chi è chiamato a rispondere civilmente di un evento dannoso sussista un rapporto tra lo stesso danneggiato ed un soggetto diverso, a sua volta obbligato per legge o per contratto ad erogare al primo un beneficio collaterale. Le Sezioni Unite hanno già stabilito che il criterio di selezione da utilizzare ai fini dell’ammissione o dell’esclusione del cumulo tra detto beneficio e il risarcimento va individuato nella funzione svolta da tali attribuzioni.

Ovvero, l’attribuzione patrimoniale occasionata dall’illecito o dall’inadempimento può essere detratta dall’ammontare del risarcimento del danno da esso cagionato in quanto:

  • sul piano funzionale, il beneficio trovi la sua giustificazione causale nella finalità di rimuovere l’effetto dannoso dell’illecito;
  • sul piano strutturale, ad esso si accompagni un meccanismo di surroga o rivalsa idoneo ad evitare che quanto erogato dal terzo al danneggiato si traduca in un vantaggio inaspettato per il responsabile

In conclusione, il vantaggio conseguito dal danneggiato è detraibile dal risarcimento soltanto finché rientri nella serie causale dell’illecito, da ricostruirsi secondo un criterio adeguato di causalità, escludendo quindi la compensatio lucri cum damno allorché il vantaggio si presenti come il frutto di scelte autonome del danneggiato o come l’effetto di un evento che si sarebbe in ogni caso prodotto, indipendentemente dal verificarsi dell’illecito, o comunque nell’ipotesi in cui il beneficio trovi altrove la sua fonte e nell’illecito solo un coefficiente causale.

 

 

Ai fini della liquidazione del danno oltre la misura standard le conseguenze pregiudizievoli devono essere oltre l’ordinario

Tribunale di Milano, sezione X, sentenza n. 4396 del 22 luglio 2020

 

Nella sentenza in commento il Tribunale di Milano si pronuncia sulla risarcibilità del danno non patrimoniale, in generale, e sulla possibilità di personalizzare tale quantificazione sulla base delle caratteristiche del caso concreto.

Il giudice afferma che ai fini del risarcimento il danno biologico deve essere considerato in relazione all’integralità dei suoi riflessi pregiudizievoli rispetto a tutte le attività, le situazioni e i rapporti in cui la persona esplica sé stessa nella propria vita, non solo quindi con riferimento alla sfera produttiva ma anche ad ogni altro ambito e modo in cui il soggetto svolge la sua personalità.

Entro tali confini, è compito del giudice accertare l’effettiva consistenza del pregiudizio allegato, a prescindere dal nome attribuitogli, individuando quali ripercussioni negative sul valore-uomo si siano verificate e provvedendo alla loro integrale riparazione.

Il danno biologico consiste in un’ordinaria compromissione delle attività quotidiane: Il giudice quindi non deve procedere alla separata liquidazione del danno morale, ma deve procedere ad una adeguata personalizzazione del danno biologico, valutando nella loro effettiva consistenza le sofferenze fisiche e psichiche patite dal soggetto leso, onde pervenire al ristoro integrale.

Ciò premesso, il giudice milanese continua ribadendo come il danno biologico è risarcibile oltre la misura standard qualora si sia concretato non in conseguenze comuni a tutti i soggetti che patiscono quel tipo di invalidità, ma in conseguenze peculiari del caso concreto che abbiano reso il pregiudizio patito dalla vittima diverso e maggiore rispetto a casi consimili. Deve essere una conseguenza straordinaria, non avente base organica e quindi estranea alla determinazione medico-legale.

Infine, con riferimento al profilo specifico della liquidazione del danno non patrimoniale, il Tribunale di Milano statuisce che quando manchino specifici criteri stabiliti dalla legge, l’adozione della regola equitativa di cui all’articolo 1226 c.c. deve garantire non solo una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, essendo intollerabile e non rispondente ad equità che danni identici possano essere liquidati in misura diversa.

 

 

Illegittimità costituzionale della menzione nel casellario giudiziale della condanna per il reato ormai estinto in caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità

Corte costituzionale, sentenza n. 179 del 30 luglio 2020

 

Viene sollevata questione di legittimità costituzionale degli articoli 24 e 25 del D.P.R.n. 313 del 2002, Testo unico in materia di casellario giudiziale, in relazione alla mancata previsione della non menzione, nei certificati richiesti dall’interessato, dei provvedimenti concernenti la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, e, in particolare, della sentenza che dispone tale sanzione applicabile in caso di condanna per le contravvenzioni di guida sotto l'influenza dell'alcool di cui all'art. 186 cod. strada, e del successivo provvedimento che dichiara estinto il reato in caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità.

La Corte dopo aver dato preliminarmente atto dell’entrata in vigore del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 122 (Disposizioni per la revisione della disciplina del casellario giudiziale in attuazione della delega di cui all'articolo 1, commi 18 e 19, della legge 23 giugno 2017, n. 103), il quale, pur abrogando l’art. 25 non ha inciso sul punto oggetto delle censure, dichiara di considerare fondata la questione di costituzionalità sia in relazione alla violazione del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione, sia in relazione alla violazione dell’articolo 27, che prevede la finalità rieducativa della sanzione penale.

In relazione al primo profilo, la Corte costituzionale statuisce che la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità comporta per il condannato un percorso che implica lo svolgimento di un’attività in favore della collettività e dunque esprime una meritevolezza maggiore, in caso di svolgimento positivo dell’attività, rispetto a quella del patteggiamento o della mancata opposizione a decreto di condanna, per i quali la non menzione è prevista dalla normativa di settore.

Inoltre, l’irragionevole disparità di trattamento è ulteriormente aggravata dal fatto che l’interessato non ha nemmeno la possibilità di ottenere la non menzione per effetto della riabilitazione, che è per definizione esclusa nel momento in cui il reato è estinto.

Per ciò che riguarda invece la violazione dell’articolo 27 della Costituzione, la Corte afferma che una volta che il reato si sia estinto per effetto del positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, che testimonia il percorso rieducativo compiuto dal condannato, la menzione nel certificato della vicenda processuale ormai definita contrasterebbe con la ratio stessa della dichiarazione di estinzione del reato, che comporta l’esclusione di ogni effetto pregiudizievole – anche in termini reputazionali – a carico di colui al quale il fatto di reato sia stato in precedenza ascritto.

Ad opinione della Corte, infatti, la menzione della condanna per il reato ormai estinto finirebbe per creargli più che prevedibili difficoltà nell’accesso a nuove opportunità lavorative, senza che ciò possa ritenersi giustificato da ragioni plausibili di tutela di controinteressi rilevanti.

In base a tali considerazioni, la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale degli articoli 24 e 25 del d.p.r. 313 del 2002 nella parte in cui non prevede che nel certificato del casellario giudiziale richiesto dall’interessato non siano riportate le iscrizioni della sentenza di condanna per uno dei reati di cui all’articolo 186 C.d.S. che sia stato dichiarato estinto in seguito al positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, nonché dell’ordinanza che dichiara l’estinzione del reato medesimo.

 

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    F. Enti di previdenza e di assistenza ed Enti certificanti;

    G. Società Assicuratrici nonché liquidatori, consulenti e periti dalle stesse incaricate;

    H. Consulenti aziendali.

    I. Pubbliche autorità ed amministrazioni per le finalità connesse all'adempimento di obblighi legali o ai soggetti legittimati ad accedervi in forza di disposizioni di legge, regolamenti, normative comunitarie;

    L. Banche, istituti finanziari o altri soggetti ai quali il trasferimento dei suddetti dati risulti necessario allo svolgimento della nostra attività in relazione all'assolvimento, da parte nostra, delle obbligazioni contrattuali assunte nei Suoi confronti.

    Per brevità la lista dettagliata di tali figure è disponibile presso la nostra sede ed è a Vostra disposizione.

    6. E 7. Comunicazione e trasferimento dei dati

    Senza la necessità di un espresso consenso (art. 6 lett. b) e c) del Regolamento UE), il Titolare del trattamento potrà comunicare i Suoi dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) a organismi di vigilanza, autorità giudiziarie, nonché a quei soggetti ai quali la comunicazione sia obbligatoria per Legge per l’espletamento delle finalità sopra indicate.

    Detti soggetti tratteranno i dati nella loro qualità di autonomi titolari del trattamento.

    Durante e dopo la navigazione i suoi dati potranno essere comunicati a terzi, in particolare a:

    - Google: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

    - Google AdWords: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

    - Google Analytics: Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Ottimizzazione.

    I Suoi dati non saranno diffusi.

    I dati personali sono conservati su dispositivi ubicati preso la sede del Titolare del trattamento o presso provider, all’interno dell’Unione Europea. I dati da Lei conferiti potranno essere oggetto di trasferimento in Paesi non appartenenti all'UE in quanto ci avvaliamo di Responsabili esterni del trattamento che nell'espletamento dei loro servizi (quali fornitura della casella di posta elettronica, altri tipi di cloud o altre tipologie di servizi), possono realizzare tale trasferimento, anche per mezzo di loro sub responsabili. Per garantire la sicurezza di tali trasferimenti, ci avvaliamo solamente di soggetti che offrono le necessarie garanzie per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate affinché il trattamento effettuato rispetti quanto previsto dal Reg. UE 679/2016 (ad esempio, valutando la presenza di decisioni di adeguatezza o disciplinando il rapporto avvalendoci di clausole contrattuali standard).

    Resta in ogni caso inteso che il Titolare del trattamento, ove si rendesse necessario, avrà facoltà di spostare i dati anche in paesi extra-UE.  In tal caso il Titolare assicura sin d’ora che il trasferimento dei dati extra-UE avverrà in conformità alle disposizioni di Legge applicabili, previa stipula delle clausole contrattuali standard (le clausole contrattuali standard sono disponibili al seguente link: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/international-transfers/transfer/index_en.htm) e verifiche standard previste dalla Commissione Europea (nello specifico saranno rispettate le condizioni indicate nel CAPO V del Regolamento UE).

    Sia per quanto riguarda i dati presenti sui propri dispositivi, sia per eventuali dati presenti presso provider, il Titolare del trattamento ha messo in atto misure tecniche ed organizzative adeguate a garantire un idoneo livello di sicurezza, nel pieno rispetto di quanto indicato nel Regolamento UE.

     

    Navigazione: i suoi dati di navigazione potranno inoltre essere trasferiti, limitatamente alle finalità sopra riportate, nei seguenti stati: - Paesi UE, - Stati Uniti.

     

    Gestione dei cookie: nel caso in cui Lei abbia dubbi o preoccupazioni in merito all'utilizzo dei cookie Le è sempre possibile intervenire per impedirne l'impostazione e la lettura, ad esempio modificando le impostazioni sulla privacy all'interno del Suo browser al fine di bloccarne determinati tipi.

    Poiché ciascun browser, e spesso diverse versioni dello stesso browser, differiscono anche sensibilmente le une dalle altre se preferisce agire autonomamente mediante le preferenze del Suo browser può trovare informazioni dettagliate sulla procedura necessaria nella guida del Suo browser.

    8. Natura del conferimento dei dati e conseguenze del rifiuto di rispondere

    Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) è obbligatorio. In loro assenza, non potremo garantirle i Servizi di quanto indicato in 2.A).

    Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.B) è invece facoltativo. Può quindi decidere di non conferire alcun dato o di negare successivamente la possibilità di trattare dati già forniti: in tal caso, non potrà ricevere newsletter, comunicazioni commerciali e materiale pubblicitario e/o quant’altro inerenti ai Servizi offerti dal Titolare del trattamento.

    Continuerà comunque ad avere diritto ai Servizi di cui al punto 2.A).

    Alcuni campi di informazioni sul sito web possono essere contrassegnati con il carattere *. La compilazione di questi campi è obbligatoria quando inserisce i Suoi dati. La conseguenza di non fornire l'informazione è l’impossibilità di fruire del servizio per il quale l’informazione è richiesta.

    9. Diritti dell’interessato

    Nella Sua qualità di interessato, ha i diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento UE di seguito riportati e precisamente ha il diritto ad:

    - ottenere la conferma dell’esistenza e del trattamento di dati personali che lo riguardano nonché la loro copia scritta (elettronica) in forma chiara e comprensibile (cd. diritto di accesso);

    - ottenere le indicazioni circa la finalità del trattamento, le categorie di dati personali, i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati e, quando possibile, il periodo di conservazione;

    - ottenere la rettifica dei dati che lo riguardano (cd. diritto di rettifica)

    - ottenere la cancellazione dei dati che lo riguardano (cd. diritto all’oblio);

    - ottenere le limitazioni del trattamento (cd. diritto di limitazione di trattamento);

    - qualora i dati non siano raccolti presso l’interessato, ottenere tutte le informazioni disponibili sulla loro origine;

    - ottenere la portabilità dei dati, ossia riceverli da un titolare del trattamento in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico e trasmetterli ad altro titolare del trattamento senza impedimenti (cd. diritto alla portabilità dei dati);

    - opporsi al trattamento in qualsiasi momento ed anche nel caso di trattamento per finalità di marketing diretto (cd. diritto di opposizione);

    - opporsi ad un processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione;

    - revocare il consenso in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità del trattamento basata sul consenso prestato prima della revoca;

    - proporre reclamo a un’autorità di controllo (Garante per la Protezione dei Dati Personali).

    Potrebbero esserci condizioni o limitazioni ai diritti dell’interessato. Non è quindi certo che ad esempio si abbia il diritto di portabilità dei dati in tutti i casi - ciò dipende dalle circostanze specifiche dell'attività di elaborazione.

    10. Modalità di esercizio dei diritti

    Potrà in qualsiasi momento esercitare i diritti inviando:

    - una raccomandata a.r. alla scrivente (vedere l’indirizzo indicato nella carta intestata);

    - una e-mail all’indirizzo info@studiolocatelli.it

    11. Minori

    Quanto offerto dal Titolare del trattamento ed oggetto del rapporto con Lei in essere non prevede l’acquisizione intenzionale di informazioni personali riferite ai minori. Nel caso in cui informazioni su minori fossero involontariamente registrate, il Titolare del trattamento le cancellerà in modo tempestivo, su richiesta dell’interessato.

    12. Dati personali non ottenuti presso l’interessato

    Può capitare che la scrivente non sia il Titolare del trattamento al quale Lei ha dato i suoi dati personali, ma risulti essere co-titolare del trattamento o responsabile del trattamento in esterno e che quindi i Suoi dati siano giunti alla scrivente in seconda battuta a causa di un contratto che regola le parti. In questo caso si precisa che la scrivente farà il possibile per accertarsi che Lei sia stato informato ed abbia dato il consenso al trattamento. Può chiedere in ogni momento alla scrivente l’origine di acquisizione dei Suoi dati.

    13. Titolare, , D.P.O. (R.P.D.) e Incaricati

    Di seguito le forniamo alcune informazioni che è necessario portare alla sua conoscenza, non solo per ottemperare agli obblighi di legge, ma anche perché la trasparenza e la correttezza nei confronti del nostro personale/collaboratori è parte fondante della nostra attività.

    Titolare del trattamento. Il Titolare del Trattamento dei suoi dati personali è STUDIO LEGALE LOCATELLI per conto della quale Azienda firma il Sig. Lorenzo Locatelli, responsabile nei suoi confronti del legittimo e corretto uso dei suoi dati personali e che potrà contattare per qualsiasi informazione o richiesta ai seguenti recapiti: telefono +39 049 663612, e-mail: info@studiolocatelli.it.

    D.P.O. (Data Protection Officer) – R.P.D. (Responsabile delle Protezione dei Dati). Potrà inoltre rivolgersi al Responsabile della Protezione dei Dati per avere informazioni e inoltrare richieste circa i suoi dati o per segnalare disservizi o qualsiasi problema eventualmente riscontrato.

    Il Titolare del trattamento ha nominato Responsabile della Protezione dei Dati il Sig. Nicola Ghinello che potrà contattare ai seguenti recapiti: telefono +39 348 3165267, e-mail: nicola.ghinello@dpo-rpd.com.

    Incaricati. L’elenco aggiornato degli incaricati al trattamento è custodito presso la sede del Titolare del trattamento.

     

    Il Titolare del trattamento

    STUDIO LEGALE LOCATELLI

     

Vers. Mod.: IS02 – Anno 2019

Informativa per il trattamento dei dati personali.

Articoli 13 e 14 REGOLAMENTO EUROPEO N. 679/2016

 D.lgs. 196/2003 novellato dal D.lgs. 101/2018

Gentile Navigatore,

lo scrivente Studio Legale Locatelli, con sede in Galleria A. De Gasperi 4 – 35131 Padova (PD), C.F. LCTLNZ61M24F205O e P. IVA. 02174360285, in qualità di “Titolare del trattamento” La informa, ai sensi degli articoli 13 e 14 del Regolamento Europeo n. 679/2016 (in seguito “Regolamento UE”), che i Suoi dati saranno trattati secondo quanto di seguito indicato:

1. Oggetto del Trattamento

Il Titolare del trattamento La informa che i dati personali, identificativi (ad esempio, nome, cognome, ragione sociale, indirizzo, telefono, e-mail, riferimenti bancari e/o di pagamento, ecc.), in seguito chiamati “dati personali” o anche semplicemente “dati”, a Lei relativi, acquisiti anche verbalmente direttamente o tramite terzi potranno formare oggetto di trattamento nel pieno rispetto del Regolamento UE.

Per trattamento dei dati s’intende qualsiasi operazione o complesso di operazioni concernenti la raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, distruzione dei dati stessi.

Se nel contratto in essere con la Vostra Azienda è previsto un trattamento di dati personali che dovremo fare per ottemperare a quanto indicato nel contratto stesso, sarà Vostra cura fornirci dati personali oggetto di trattamento per i quali abbiate certamente ottenuto, in quanto Titolari del trattamento, un libero, specifico, informato e inequivocabile consenso dagli interessati.

2. Base giuridica e Finalità del trattamento

Base giuridica Regolamento UE n. 679/2016, D.lgs. n. 196/2003 novellato dal D.lgs. n. 101/2018.

Il trattamento dei Suoi dati personali, richiesti e/o forniti anche verbalmente, è basato su quanto previsto dall’art. 6 del Regolamento UE 2016/679, sul Suo consenso ovvero sul legittimo interesse dello scrivente Titolare a difendere i propri diritti in un eventuale contenzioso nonché all’esecuzione di un contratto di cui Lei è parte o all’esecuzione di misure precontrattuali (es. preparazione di un’offerta, ecc.) da Lei richieste e ha le seguenti finalità:

A) senza il Suo consenso espresso (art. 6 del Regolamento UE):

- per adempiere agli obblighi precontrattuali, contrattuali e fiscali derivanti da rapporti con Lei in essere;

- per adempiere agli obblighi previsti dalla Legge, da un regolamento, dalla normativa comunitaria o da un ordine dell’Autorità (come ad esempio in materia di antiriciclaggio);

- esercitare i diritti del Titolare del trattamento, ad esempio il diritto di difesa in giudizio;

- per la tenuta della contabilità generale;

- per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento;

- per finalità gestionali (fatturazione, eventuale gestione documentale, ecc.);

- per la gestione dei crediti;

- per analisi statistiche e di controllo qualità;

- per gestioni assicurative;

- per assistenza tecnica.

In particolare, i Suoi dati verranno trattati per finalità connesse all'attuazione dei seguenti adempimenti, relativi ad obblighi legislativi o contrattuali:

- Accesso tecnico e Funzionale al Sito nessun dato viene tenuto dopo la chiusura del Browser;

- Finalità di navigazione Evoluta o gestione dei contenuti personalizzata;

- Finalità Statistica e di Analisi della navigazione e degli utenti.

B) Solo previo Suo specifico e distinto consenso (art. 7 del Regolamento UE), per le seguenti Finalità commerciali e/o di marketing e/o di profilazione:

- invio via e-mail, posta e/o sms e/o contatti telefonici di newsletter, comunicazioni commerciali e/o materiale pubblicitario su prodotti o servizi offerti dal Titolare del trattamento e/o rilevazione del grado di soddisfazione sulla qualità di quanto effettuato su Sua richiesta;

- invio via e-mail, posta e/o sms e/o contatti telefonici di comunicazioni commerciali e/o promozionali di soggetti terzi (ad esempio, business partner).

3. Modalità di trattamento

Il trattamento dei Suoi dati personali è realizzato per mezzo delle operazioni indicate all’art. 4 n. 2) del Regolamento UE e precisamente: la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione, il blocco. Il trattamento dei dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e potrà essere effettuato con mezzi manuali, informatici e telematici, su supporti cartacei e/o digitali. Il trattamento verrà effettuato in modo da garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati stessi.

4. Tempi di conservazione dei dati e altre informazioni.

Il Titolare tratterà i dati personali per il tempo necessario per adempiere alle finalità di cui sopra e comunque per non oltre i termini di Legge dalla cessazione del rapporto per le Finalità di cui al rapporto in essere.

 

Con riferimento ai dati personali oggetto di Trattamento per Finalità di Marketing o di Trattamento per finalità di profilazione, gli stessi saranno conservati nel rispetto del principio di proporzionalità e comunque fino a che non siano state perseguite le finalità del trattamento o fino a che non intervenga la revoca del consenso specifico da parte dell’interessato.

Nello specifico il Titolare del trattamento tratterà i dati per non oltre due anni dalla raccolta dei dati per le Finalità di Marketing ed un anno per i dati raccolti per Finalità di profilazione.

Dati dei possibili candidati: i dati personali degli aspiranti candidati saranno cancellati 6 mesi dopo la conclusione del processo di selezione.

I dati personali da Lei forniti saranno trattati “in modo lecito, secondo correttezza e trasparenza” tutelando la Sua riservatezza ed i Suoi diritti.

Va precisato che in assenza di contatti significativi per un periodo di dieci anni, ovvero in caso di esercizio dei diritti previsti dal Regolamento (UE) per l’interessato (ad es. diritto a eliminazione/oblio, di limitazione) si provvederà a trasferire i dati personali in un apposito archivio digitale criptato e/o cartaceo (archivio protetto) rendendoli accessibili esclusivamente al Titolare del trattamento o saranno distrutti senza lasciare nessuna copia salvo diverse disposizioni dettate dalla Legge Vigente.

È previsto che sia effettuata una verifica periodica a cadenza annuale sui dati trattati e sulla possibilità di poterli cancellare se non più necessari per le finalità previste.

5. Accesso ai dati (categorie di destinatari a cui i dati sono possono essere comunicati)

I Suoi dati potranno essere resi accessibili per le finalità di cui ai precedenti punti 2.A) e 2.B) ai soggetti qui di seguito elencati a tal fine debitamente individuati ed istruiti:

            1) a soci, dipendenti e collaboratori del Titolare del trattamento in Italia e all’estero, nella loro qualità di incaricati e/o responsabili interni del trattamento e/o amministratori di sistema;

I Suoi dati personali potranno altresì essere comunicati ai soggetti esterni destinatari delle pratiche che La riguardano, nel compimento delle attività sopra meglio descritte, e ai soggetti esterni che interagiscono con la scrivente, sempre ed esclusivamente per attività funzionali alle finalità sopra descritte; tali categorie sono:

A. Consulenti (quali ad esempio. commercialista e/o consulente fiscale e/o consulente del lavoro) per aspetti che possono riguardarla e secondo le modalità di Legge;

B. Società operanti nel settore informatico (Data Center, Cloud Provider, società che erogano servizi informatici anche di back-up e/o di manutenzione degli apparati e dei software, anche applicativi ecc.), anche residenti all’estero, ma in ogni caso sempre stabilite e/o utilizzando apparati localizzati nell’Unione Europea, per la cura della sicurezza e della riservatezza dei dati;

C. Professionisti e/o Società operanti nel settore della sicurezza del lavoro;

D. Consulenti e Studi legali per eventuali controversie;

E. Pubbliche amministrazioni per lo svolgimento delle funzioni istituzionali, nei limiti stabiliti dalla Legge e dai regolamenti;

F. Enti di previdenza e di assistenza ed Enti certificanti;

G. Società Assicuratrici nonché liquidatori, consulenti e periti dalle stesse incaricate;

H. Consulenti aziendali.

I. Pubbliche autorità ed amministrazioni per le finalità connesse all'adempimento di obblighi legali o ai soggetti legittimati ad accedervi in forza di disposizioni di legge, regolamenti, normative comunitarie;

L. Banche, istituti finanziari o altri soggetti ai quali il trasferimento dei suddetti dati risulti necessario allo svolgimento della nostra attività in relazione all'assolvimento, da parte nostra, delle obbligazioni contrattuali assunte nei Suoi confronti.

Per brevità la lista dettagliata di tali figure è disponibile presso la nostra sede ed è a Vostra disposizione.

6. E 7. Comunicazione e trasferimento dei dati

Senza la necessità di un espresso consenso (art. 6 lett. b) e c) del Regolamento UE), il Titolare del trattamento potrà comunicare i Suoi dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) a organismi di vigilanza, autorità giudiziarie, nonché a quei soggetti ai quali la comunicazione sia obbligatoria per Legge per l’espletamento delle finalità sopra indicate.

Detti soggetti tratteranno i dati nella loro qualità di autonomi titolari del trattamento.

Durante e dopo la navigazione i suoi dati potranno essere comunicati a terzi, in particolare a:

- Google: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

- Google AdWords: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

- Google Analytics: Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Ottimizzazione.

I Suoi dati non saranno diffusi.

I dati personali sono conservati su dispositivi ubicati preso la sede del Titolare del trattamento o presso provider, all’interno dell’Unione Europea. I dati da Lei conferiti potranno essere oggetto di trasferimento in Paesi non appartenenti all'UE in quanto ci avvaliamo di Responsabili esterni del trattamento che nell'espletamento dei loro servizi (quali fornitura della casella di posta elettronica, altri tipi di cloud o altre tipologie di servizi), possono realizzare tale trasferimento, anche per mezzo di loro sub responsabili. Per garantire la sicurezza di tali trasferimenti, ci avvaliamo solamente di soggetti che offrono le necessarie garanzie per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate affinché il trattamento effettuato rispetti quanto previsto dal Reg. UE 679/2016 (ad esempio, valutando la presenza di decisioni di adeguatezza o disciplinando il rapporto avvalendoci di clausole contrattuali standard).

Resta in ogni caso inteso che il Titolare del trattamento, ove si rendesse necessario, avrà facoltà di spostare i dati anche in paesi extra-UE.  In tal caso il Titolare assicura sin d’ora che il trasferimento dei dati extra-UE avverrà in conformità alle disposizioni di Legge applicabili, previa stipula delle clausole contrattuali standard (le clausole contrattuali standard sono disponibili al seguente link: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/international-transfers/transfer/index_en.htm) e verifiche standard previste dalla Commissione Europea (nello specifico saranno rispettate le condizioni indicate nel CAPO V del Regolamento UE).

Sia per quanto riguarda i dati presenti sui propri dispositivi, sia per eventuali dati presenti presso provider, il Titolare del trattamento ha messo in atto misure tecniche ed organizzative adeguate a garantire un idoneo livello di sicurezza, nel pieno rispetto di quanto indicato nel Regolamento UE.

 

Navigazione: i suoi dati di navigazione potranno inoltre essere trasferiti, limitatamente alle finalità sopra riportate, nei seguenti stati: - Paesi UE, - Stati Uniti.

 

Gestione dei cookie: nel caso in cui Lei abbia dubbi o preoccupazioni in merito all'utilizzo dei cookie Le è sempre possibile intervenire per impedirne l'impostazione e la lettura, ad esempio modificando le impostazioni sulla privacy all'interno del Suo browser al fine di bloccarne determinati tipi.

Poiché ciascun browser, e spesso diverse versioni dello stesso browser, differiscono anche sensibilmente le une dalle altre se preferisce agire autonomamente mediante le preferenze del Suo browser può trovare informazioni dettagliate sulla procedura necessaria nella guida del Suo browser.

8. Natura del conferimento dei dati e conseguenze del rifiuto di rispondere

Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) è obbligatorio. In loro assenza, non potremo garantirle i Servizi di quanto indicato in 2.A).

Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.B) è invece facoltativo. Può quindi decidere di non conferire alcun dato o di negare successivamente la possibilità di trattare dati già forniti: in tal caso, non potrà ricevere newsletter, comunicazioni commerciali e materiale pubblicitario e/o quant’altro inerenti ai Servizi offerti dal Titolare del trattamento.

Continuerà comunque ad avere diritto ai Servizi di cui al punto 2.A).

Alcuni campi di informazioni sul sito web possono essere contrassegnati con il carattere *. La compilazione di questi campi è obbligatoria quando inserisce i Suoi dati. La conseguenza di non fornire l'informazione è l’impossibilità di fruire del servizio per il quale l’informazione è richiesta.

9. Diritti dell’interessato

Nella Sua qualità di interessato, ha i diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento UE di seguito riportati e precisamente ha il diritto ad:

- ottenere la conferma dell’esistenza e del trattamento di dati personali che lo riguardano nonché la loro copia scritta (elettronica) in forma chiara e comprensibile (cd. diritto di accesso);

- ottenere le indicazioni circa la finalità del trattamento, le categorie di dati personali, i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati e, quando possibile, il periodo di conservazione;

- ottenere la rettifica dei dati che lo riguardano (cd. diritto di rettifica)

- ottenere la cancellazione dei dati che lo riguardano (cd. diritto all’oblio);

- ottenere le limitazioni del trattamento (cd. diritto di limitazione di trattamento);

- qualora i dati non siano raccolti presso l’interessato, ottenere tutte le informazioni disponibili sulla loro origine;

- ottenere la portabilità dei dati, ossia riceverli da un titolare del trattamento in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico e trasmetterli ad altro titolare del trattamento senza impedimenti (cd. diritto alla portabilità dei dati);

- opporsi al trattamento in qualsiasi momento ed anche nel caso di trattamento per finalità di marketing diretto (cd. diritto di opposizione);

- opporsi ad un processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione;

- revocare il consenso in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità del trattamento basata sul consenso prestato prima della revoca;

- proporre reclamo a un’autorità di controllo (Garante per la Protezione dei Dati Personali).

Potrebbero esserci condizioni o limitazioni ai diritti dell’interessato. Non è quindi certo che ad esempio si abbia il diritto di portabilità dei dati in tutti i casi - ciò dipende dalle circostanze specifiche dell'attività di elaborazione.

10. Modalità di esercizio dei diritti

Potrà in qualsiasi momento esercitare i diritti inviando:

- una raccomandata a.r. alla scrivente (vedere l’indirizzo indicato nella carta intestata);

- una e-mail all’indirizzo info@studiolocatelli.it

11. Minori

Quanto offerto dal Titolare del trattamento ed oggetto del rapporto con Lei in essere non prevede l’acquisizione intenzionale di informazioni personali riferite ai minori. Nel caso in cui informazioni su minori fossero involontariamente registrate, il Titolare del trattamento le cancellerà in modo tempestivo, su richiesta dell’interessato.

12. Dati personali non ottenuti presso l’interessato

Può capitare che la scrivente non sia il Titolare del trattamento al quale Lei ha dato i suoi dati personali, ma risulti essere co-titolare del trattamento o responsabile del trattamento in esterno e che quindi i Suoi dati siano giunti alla scrivente in seconda battuta a causa di un contratto che regola le parti. In questo caso si precisa che la scrivente farà il possibile per accertarsi che Lei sia stato informato ed abbia dato il consenso al trattamento. Può chiedere in ogni momento alla scrivente l’origine di acquisizione dei Suoi dati.

13. Titolare, , D.P.O. (R.P.D.) e Incaricati

Di seguito le forniamo alcune informazioni che è necessario portare alla sua conoscenza, non solo per ottemperare agli obblighi di legge, ma anche perché la trasparenza e la correttezza nei confronti del nostro personale/collaboratori è parte fondante della nostra attività.

Titolare del trattamento. Il Titolare del Trattamento dei suoi dati personali è STUDIO LEGALE LOCATELLI per conto della quale Azienda firma il Sig. Lorenzo Locatelli, responsabile nei suoi confronti del legittimo e corretto uso dei suoi dati personali e che potrà contattare per qualsiasi informazione o richiesta ai seguenti recapiti: telefono +39 049 663612, e-mail: info@studiolocatelli.it.

D.P.O. (Data Protection Officer) – R.P.D. (Responsabile delle Protezione dei Dati). Potrà inoltre rivolgersi al Responsabile della Protezione dei Dati per avere informazioni e inoltrare richieste circa i suoi dati o per segnalare disservizi o qualsiasi problema eventualmente riscontrato.

Il Titolare del trattamento ha nominato Responsabile della Protezione dei Dati il Sig. Nicola Ghinello che potrà contattare ai seguenti recapiti: telefono +39 348 3165267, e-mail: nicola.ghinello@dpo-rpd.com.

Incaricati. L’elenco aggiornato degli incaricati al trattamento è custodito presso la sede del Titolare del trattamento.

 

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