10.2018

In Newsletter ,

Newsletter Ottobre 2018

 

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L’inammissibilità dell’appello

Cassazione Civile, Ordinanza 13535/2018

 

Con l’ordinanza in esame, la Corte di Cassazione prende in considerazione il tema dell’inammissibilità dell’appello, disciplinato dall’art. 342 c.p.c. di cui propone una interpretazione conforme ai principi generali dell’ordinamento.

Nella fattispecie, parte ricorrente, con un unico motivo di ricorso, deduce che il Giudice di seconde cure avrebbe erroneamente ritenuto l’appello inammissibile ai sensi dell’art. 342 c.p.c..

La Suprema Corte accoglie il ricorso sulla scorta dei principi generali cui è sotteso il nostro ordinamento.

Innanzitutto, chiarisce che il nostro processo civile risulta caratterizzato da un assetto teleologico delle forme, di cui vi è traccia nell’art 156, III comma, c.p.c. che, nonostante sia posto a disciplina delle ipotesi di nullità, risulta essere espressione di un principio generale sotteso all’ordinamento processuale, e dal quale discenderebbe che, anche quando si debba giudicare dell’ammissibilità d’una impugnazione, il giudicante deve badare non al rispetto di clausolari astratti o formule di stile, ma alla sostanza ed al contenuto effettivo dell’atto.

Il Giudice di legittimità, successivamente, precisa che le norme processuali, se ambigue, vanno interpretate in modo da favorire una decisione sul merito, piuttosto che esiti abortivi del processo, in quanto le regole processuali rappresentano solo lo strumento per garantire la giustizia della decisione, non il fine stesso del processo.

Infine, sulla considerazione che il diritto processuale deve essere interpretato alla luce delle regole sovranazionali imposte dal diritto comunitario - tra cui il principio imposto dalla CEDU circa l’effettività della tutela giurisdizionale - la Suprema Corte, ricordando le parole della Corte di Strasburgo, afferma che gli Stati membri nell’interpretazione della legge processuale, “devono evitare gli eccessi di formalismo, segnatamente in punto di ammissibilità o ricevibilità dei ricorsi, consentendo per quanto possibile, la concreta esplicazione di quel diritto di accesso ad un tribunale previsto e garantito dall’art. 6 della CEDU del 1950”.

In conclusione, alla luce di dei principi esposti, la Corte stabilisce che l’art. 342 c.p.c. nella sua formulazione attuale:

-) non esiga dall’appellante alcun “progetto alternativo di sentenza”;

-) non esiga dall’appellante alcun vacuo formalismo fine a se stesso;

-) non esiga dall’appellante alcuna trascrizione integrale o parziale della sentenza appellata o di parti di essa.

 

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La Nullità della c.t.u.

Cassazione Civile 21984/2018

 

Con l’ordinanza in oggetto la Corte prende in considerazione il tema della nullità della c.t.u. per il mancato rispetto dei termini dettati dall’art. 195 c.p.c..

Il ricorrente lamenta che non sarebbe stata rilevata la nullità, tempestivamente eccepita, della Consulenza, dovuta al mancato inoltro, da parte del c.t.u., della bozza della consulenza alle parti prima del deposito dell’elaborato definitivo.

La Suprema Corte rileva che l’art 195 c.p.c. ha introdotto una sorta di sub procedimento nella fase conclusiva della consulenza tecnica d’ufficio, regolando, attraverso scansioni temporali rimesse alla concreta determinazione del giudice, i compiti del c.t.u. e le facoltà difensive delle parti nel momento del deposito della relazione scritta.

L’obiettivo perseguito dalla norma è quello di garantire un contraddittorio tecnico e, dunque, il diritto di difesa anche in fase di elaborazione della Consulenza, in modo tale da anticipare al momento delle indagini peritali la dialettica tra lo specialista nominato e i tecnici delle parti e, conseguentemente, accelerare i tempi del processo.

In concerto con tali obiettivi risulta logica conseguenza che l’omesso invio da parte del consulente tecnico della bozza di relazione alla parte, in quanto posta a presidio del diritto di difesa, integra un’ipotesi di nullità della consulenza, a carattere relativo e quindi assoggettata al rigoroso limite preclusivo di cui all’art. 157 c.p.c., sicché (…) tale nullità resta sanata se non eccepita nella prima istanza o difesa successiva al deposito.

L’ordinanza in esame, infine, ha il pregio di indicare come tale specifica nullità della c.t.u. per mancato invio della bozza alle parti, sia suscettibile anche di sanatoria per rinnovazione, potendo il contraddittorio sui risultati dell’indagine essere recuperato dal giudice e ripristinato successivamente al deposito della relazione, in modo da potere comunque, all’esito, esercitare con piena cognizione di causa i poteri attribuiti ai sensi dell’art. 196 c.p.c., cioè a dire valutare la necessità o l’opportunità di assumere chiarimenti dal c.t.u., disporre accertamenti supplitivi o addirittura la rinnovazione delle indagini o la sostituzione del consulente.

La Corte, dunque, sottolinea la necessità, a pena di decadenza, che le parti eccepiscano la nullità della c.t.u. tempestivamente, entro il primo atto utile successivo al deposito, affinché il giudice provveda nella maniera più adeguata.

 

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Il consenso informato

Cassazione Civile n. 9180/2018

 

Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione prende in considerazione il tema della risarcibilità, in via autonoma ed indipendente, della lesione del diritto al consenso informato.

La vicenda trae origine dalla domanda di risarcimento dei danni proposta dai genitori per la morte del figlio, avente ad oggetto sia il risarcimento dei danni da perdita del rapporto parentale, sia quello del danno da lesione del consenso informato.

La Suprema Corte sottolinea che la responsabilità in tema di consenso informato si configura in maniera del tutto autonoma rispetto alla responsabilità per errore od omissione diagnostica, e che il consenso si configura come imprescindibile qualora l’intervento non sia indifferibile ovvero necessario, in quanto la mera opportunità non risulta sufficiente al fine di eluderlo.

La Corte rileva che il diritto ad esprimere un consenso informato è diverso dal diritto alla salute e rileva in quanto tale.

Dunque, il medico dovrà rispondere sicuramente in presenza di un atto terapeutico necessario e correttamente eseguito in base alle regole dell’arte, dal quale siano tuttavia derivate conseguenze dannose per la salute, ove tale intervento non sia stato preceduto da una adeguata informazione del paziente circa i possibili effetti pregiudizievoli non imprevedibili (…) se il paziente dimostri, anche tramite presunzioni, che, ove compiutamente informato, egli avrebbe verosimilmente rifiutato l’intervento.

Oltretutto, però, dovrà rispondere per la lesione del consenso anche quando siano configurabili conseguenze pregiudizievoli derivate dalla violazione del diritto fondamentale all’autodeterminazione in se considerato, del tutto a prescindere dalla lesione incolpevole della salute del paziente.

La Suprema Corte, dunque, specifica che il paziente ha una legittima pretesa di conoscere con la necessaria e ragionevole precisione le stesse conseguenze dell’intervento medico, onde prepararsi ad affrontarle con maggiore e migliore consapevolezza, atteso il principio personalistico che anima la nostra Costituzione (…).

Infine, la pronuncia in esame ha il pregio di specificare chiaramente le condizioni di risarcibilità del danno da lesione del consenso distinguendo due ipotesi.

Se a seguito dell’intervento effettuato senza il necessario consenso derivino conseguenze lesive imprevedibili, il danno, per essere risarcibile, deve varcare la soglia della gravità dell’offesa secondo i canoni delineati dalle sentenze delle Sezioni unite nn. 26972-26975 del 2008, con le quali è stato condivisibilmente affermato che il diritto deve essere inciso oltre un certo livello minimo di tollerabilità, da determinarsi nel bilanciamento tra principio di solidarietà e di tolleranza secondo il parametro costituito dalla coscienza sociale in un determinato momento storico.

Diversamente, se la lesione avveratasi a seguito dell’intervento – necessario ed eseguito secondo  legem artis – rientrava tra le conseguenze prevedibili, ma il consenso non era stato acquisito, è necessario allegare, sulla base di elementi soltanto presuntivi (…)che egli avrebbe rifiutato quel determinato intervento se fosse stato adeguatamente informato (…), ovvero che, debitamente informato, avrebbe vissuto il periodo successivo all’intervento con migliore e più serena predisposizione ad accettarne le eventuali conseguenze.

Infatti, conclude la Corte, se il paziente avesse comunque e consapevolmente acconsentito all’intervento, dichiarandosi disposto a subirlo qual che ne fossero gli esiti e le conseguenze, anche all’esito di una incompleta informazione nei termini poc’anzi indicati sarebbe palese l’insussistenza di nesso di causalità materiale tra la condotta del medico e il danno lamentato, perché quella incolpevole lesione egli avrebbe, in ogni caso, consapevolmente subito, all’esito di un intervento eseguito secondo le leges artis da parte del sanitario.

 

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la duplice forma del danno non patrimoniale

Cassazione Civile 901/2018

 

Con la pronuncia in esame, la Corte propone una rilettura delle note sentenze San Martino circa l’unitarietà e onnicomprensività del danno biologico (rectius non patrimoniale).

La vicenda trae origine da una richiesta di risarcimento dei danni patiti a seguito di un intervento di laparatomia addominale, effettuato in assenza del necessario consenso informato e tra le censure proposte in sede di legittimità, la Suprema Corte ha accolto, in particolare quella relativa alla erronea individuazione, qualificazione e quantificazione delle voci di danno risarcibili, che ha dato l’opportunità di formulare delle considerazioni in merito alla natura del danno non patrimoniale.

La Corte esordisce specificando che la natura “unitaria” di quest’ultimo, come espressamente predicata dalle sezioni unite di questa Corte con le sentenze del 2008, deve essere intesa, secondo il relativo insegnamento, come unitarietà rispetto alla lesione di qualsiasi interesse costituzionalmente rilevante non suscettibile di valutazione economica (Cass ss.uu. 26972/2008).

Il Giudice di legittimità intende la natura unitaria nel senso che non v’è alcuna diversità nell’accertamento della liquidazione del danno causato dal vulnus di un diritto costituzionalmente protetto diverso da quello alla salute sia esso rappresentato dalla lesione della reputazione, della libertà religiosa o sessuale, della riservatezza del rapporto parentale.

Quanto, invece, all’onnicomprensività sta invece a significare che, nella liquidazione di qualsiasi pregiudizio non patrimoniale, il giudice di merito deve tener conto di tutte le conseguenze che sono derivate dall’evento di danno, nessuna esclusa, con il concorrente limite di evitare duplicazioni risarcitorie, attribuendo nomi diversi a pregiudizi identici, e di non oltrepassare una soglia minima di apprezzabilità, onde evitare risarcimenti cd. bagattellari (in tali termini, del tutto condivisibilmente, Cass. 4379/2016).

L’accertamento e la liquidazione del danno non patrimoniale costituiscono, pertanto, questioni concrete e non astratte, e dunque devono tenere conto del reale danno alla persona, valutando la sofferenza umana nel complesso patita dalla lesione di un diritto costituzionalmente protetto.

Dunque, trova una sua motivazione il permanere della categoria descrittiva del danno esistenziale, da intendersi come danno che si dipana nella sfera dinamico-relazionale del soggetto a seguito di una lesione della salute ma anche, secondo la Corte, a seguito di lesione di altri diritti costituzionalmente protetti. Si tratterebbe dunque di un danno che è conseguenza omogenea della lesione – di qualsiasi lesione – di un diritto a copertura costituzionale, sia esso il diritto alla salute, sia esso altro diritto (rectius, interesse o valore) tutelato dalla Carta fondamentale.

La Suprema Corte ritiene indispensabile avanzare un’interpretazione ermeneutica delle Sentenze San Martino che dopo aver identificato l’indispensabile situazione soggettiva protetta a livello costituzionale (…) consenta poi al giudice del merito una rigorosa analisi ed una conseguente rigorosa valutazione sul piano della prova, tanto dell’aspetto interiore del danno (…) quanto del suo impatto modificativo in pejus con la vita quotidiana.

Risulterebbe, dunque, evidente la duplice essenza del danno alla persona nelle forme della sofferenza interiore e della significativa alterazione della vita quotidiana, che rappresenterebbero danni diversi e perciò solo entrambi autonomamente risarcibili, ma se, e solo se, provati caso per caso.

Secondo quanto rilevato dalla Suprema Corte, verrebbe sconfessata la tesi predicativa di una pretesa unitarietà onnicomprensiva risarcitoria del danno non patrimoniale, in quanto rimane ferma la distinzione concettuale tra sofferenza interiore e incidenza sugli aspetti relazionali della vita del soggetto.

Quanto detto risulterebbe anche dalla lettura dell’art. 139 del Codice delle Assicurazioni, per cui l’aumento personalizzato del danno biologico nell’ambito delle lesioni micro-permanenti, è circoscritto agli aspetti dinamico relazionali della vita del soggetto in relazione alle allegazioni e alle prove specificamente addotte, del tutto a prescindere dalla considerazione (e dalla risarcibilità) del danno morale e senza che ciò costituisca alcuna duplicazione risarcitoria. Infatti, prosegue la Corte, ogni vulnus arrecato ad un interesse tutelato dalla Carta costituzionale si caratterizza, pertanto, per la sua doppia dimensione del danno relazionale/proiezione esterna dell’essere, e del danno morale/interiorizzazione intimistica della sofferenza.

Dunque la Corte, giunge ad individuare, attraverso una logica ermeneutica di tipo induttivo, una duplice dimensione del danno non patrimoniale (inteso, peraltro, non solo come danno alla salute, bensì come qualsiasi danno conseguente alla lesione di un diritto costituzionale), nelle forme del danno relazionale e del danno morale, che ben potranno e dovranno essere considerati e risarciti autonomamente se allegati e provati, non costituendo la loro liquidazione separata alcuna duplicazione risarcitoria.

 

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La personalizzazione del danno non patrimoniale

Cassazione Civile n. 7513/2018

 

La vicenda trae origine dalla domanda di risarcimento proposta dall’attore nei confronti dell’Assicuratore, per i danni subiti a seguito di un incidente stradale avvenuto in orario lavorativo. La pronuncia in esame ha il pregio di analizzare il danno biologico e le sue componenti, ed individuare quando siamo di fronte ad una personalizzazione consentita e quando invece siamo di fronte ad una illegittima duplicazione risarcitoria.

La Suprema Corte, innanzitutto, puntualizza l’esigenza di un necessario rigore linguistico, perciò procede preliminarmente nello stabilire cosa debba intendersi per danno dinamico-relazionale, evidenziando che questa espressione – avendo tenuto in considerazione il tenore legislativo – si traduce sostanzialmente in una perifrasi del concetto di “danno biologico” e dunque in una ordinaria compromissione delle attività quotidiane.

Le Tabelle di invalidità permanente sono volte a sintetizzare tutte le conseguenze ordinarie che scaturiscono da una determinata menomazione, che vengono liquidate sul presupposto della mera dimostrazione dell’esistenza dell’invalidità. Solo qualora, a causa della specificità del caso, vengano compromesse attività particolari – dando prova concreta dell’effettivo e maggior pregiudizio sofferto– si potrà procedere ad un aumento del risarcimento di base.

La Corte riassume i principi esposti schematicamente, individuando dieci punti:

1) l’ordinamento prevede e disciplina soltanto due categorie di danni: quello patrimoniale e quello non patrimoniale.

2) Il danno non patrimoniale (come quello patrimoniale) costituisce una categoria giuridicamente (anche se non fenomeno logicamente) unitaria.

3) “Categoria unitaria” vuol dire che qualsiasi pregiudizio non patrimoniale sarà soggetto alle medesime regole e ad i medesimi criteri risarcitori (artt. 1223,1226,2056,2059 c.c.).

4) Nella liquidazione del danno non patrimoniale il giudice deve, da un lato, prendere in esame tutte le conseguenze dannose dell’illecito; e dall’altro evitare di attribuire nomi diversi a pregiudizi identici.

5) In sede istruttoria, il giudice deve procedere ad un articolato e approfondito accertamento, in concreto e non in astratto, della effettiva sussistenza dei pregiudizi affermati (o negati) dalle parti, all’uopo dando ingresso a tutti i necessari mezzi di prova, opportunamente accertando in special modo se, come e quanto sia mutata la condizione della vittima rispetto alla vita condotta prima del fatto illecito; utilizzando anche, ma senza rifugiarvisi aprioristicamente, il fatto notorio, le massime di esperienza e le presunzioni, e senza procedere ad alcun automatismo risarcitorio.

6) In presenza d’un danno permanente alla salute, costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e l’attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento dei pregiudizi di cui è già espressione il grado percentuale di invalidità permanente (quali i pregiudizi alle attività quotidiane, personali e relazionali, indefettibilmente dipendenti dalla perdita anatomica o funzionale: ovvero il danno dinamico-relazionale).

7) In presenza d’un danno permanente dalla salute, la misura standard del risarcimento prevista dalla legge o dal criterio equitativo uniforme adottato dagli organi giudiziari di merito (oggi secondo il sistema c.d. punto variabile) può essere aumentata solo in presenza di conseguenze indefettibili secondo l’id quod plerumque accidit (ovvero quelle che qualunque persona con la medesima invalidità non potrebbe non subire) non giustificano alcuna personalizzazione in aumento del risarcimento

8) In presenza d’un danno alla salute, non costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e d’una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi che non hanno fondamento medico-legale, perché non aventi base organica ed estranei alla determinazione medico-legale del grado percentuale di invalidità permanente, rappresentati dalla sofferenza interiore (quali, ad esempio, il dolore dell’animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione)

9) Ove sia correttamente dedotta ed adeguatamente provata l’esistenza d’uno di tali pregiudizi non aventi base medico-legale, essi dovranno formare oggetto di separata valutazione e liquidazione (…)

10) Il danno non patrimoniale non derivante da una lesione della salute, ma conseguente alla lesione di altri interessi costituzionalmente tutelati, va liquidato, non diversamente che nel caso di danno biologico, tenendo conto tanto dei pregiudizi patiti dalla vittima nella relazione con se stessa (la sofferenza interiore e il sentimento di afflizione in tutte le sue possibili forme, id est il danno morale interiore), quanto di quelli relativi alla dimensione dinamico-relazionale della vita del soggetto leso. Nell’uno come nell’altro caso, senza automatismi risarcitori e dopo accurata ed approfondita istruttoria.

La Corte, infine, conclude sottolineando che la valutazione riguardante i pregiudizi subiti, e se questi rientrino o meno nelle normali conseguenze dell’invalidità, è sicuramente un apprezzamento di cui è investito il Giudice di merito.

 
 

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    La informiamo che nella Sua qualità di interessato, Lei ha ai sensi degli articoli da 15 a 23 del RGDP 2016/679, i diritti qui sotto elencati che potrà far valere rivolgendo apposita richiesta al Titolare del trattamento e/o al responsabile del trattamento, oltre il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo:

    • Art. 15-Diritto di accesso
    • L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle informazioni riguardanti il trattamento.
    • Art. 16 - Diritto di rettifica
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo.  Tenuto conto delle finalità del trattamento, l'interessato ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
    • Art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all’oblio)
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali.
    • Art. 18 - Diritto di limitazione del trattamento
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi: 
    • a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali; 
    • b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; 
    • c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria; 
    • d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
    • Art. 20 - Diritto alla portabilità dei dati
    • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
    • Art. 21 - Diritto di opposizione
    • L'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni.
    • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
    • L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

     

    MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

    Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

    email: info@studiolocatelli.it

    telefono +39 049 66 36 12

     

    Ultima modifica 22.06.2019

     

Privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano. Si tratta di un'informativa che è resa anche ai sensi dell'art. 13 del Regolamento Generale UE 2016/679 (di seguito “RGDP”) sulla protezione dei dati personali a coloro che interagiscono con i servizi web accessibili per via telematica dall'indirizzo: https://www.studiolegalelocatelli.net

 

L'informativa è resa solo per il sito in oggetto e non anche per altri siti web eventualmente consultati dall'utente tramite link.  L'informativa si ispira anche alla Delibera n. 13 del 1º marzo 2007 "su internet e posta elettronica" del Garante della Privacy, ed alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall'art. 29 della direttiva n. 95/46/CE , hanno adottato il 17 maggio 2001 per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dagli scopi del collegamento.  Il trattamento delle informazioni personali che La riguardano sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti.  La normativa in oggetto prevede innanzitutto che chiunque effettua trattamenti di dati personali è tenuto ad informare il soggetto interessato su quali dati vengano trattati ed a quale scopo, pertanto, secondo quanto disposto dall’art. 13 del RGDP 2016/679, Vi forniamo le seguenti informazioni:

 

ESTREMI IDENTIFICATIVI DEL TITOLARE, DEL RESPONSABILE E DEL RAPPRESENTANTE DEL TITOLARE NEL TERRITORIO DELLO STATO

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.  Le segnaliamo che il Titolare del Trattamento è Studio Legale Locatelli, con sede legale in Galleria Alcide de Gasperi 4 a Padova, e che l’elenco aggiornato dei Responsabili potrà sempre essere richiesto al Titolare del Trattamento, elettivamente domiciliato, presso la sede della scrivente, al quale dovranno essere inoltrate le comunicazioni per l’esercizio dei diritti riconosciuti all’interessato di cui degli articoli da 15 a 23 del RGDP a mezzo lettera raccomandata, PEC o posta elettronica presso la quale è anche disponibile l’elenco completo dei soggetti ai quali i dati possono essere comunicati.

 

LUOGO DI TRATTAMENTO DEI DATI

I trattamenti connessi ai servizi web di questo sito hanno luogo presso la sede legale di Studio Legale Locatelli, e sono curati solo da personale tecnico incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.  Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso.  I dati personali forniti dagli utenti che inoltrano richieste di informazioni o di iscrizione alla mailing list del sito, sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

 

TIPO DI DATI TRATTATI

Dati di navigazione

I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo sito web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell'uso dei protocolli di comunicazione di Internet.  Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare gli utenti.  In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l'orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all'ambiente informatico dell'utente.  Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull'uso del sito e per controllarne il corretto funzionamento e vengono cancellati immediatamente dopo l'elaborazione.  I dati potrebbero essere utilizzati per l'accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito: salva questa eventualità, allo stato i dati sui contatti web non persistono per più di sei mesi

Dati forniti volontariamente dall'utente

L'invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell'indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva.  Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.

 

NATURA DEI DATI TRATTATI

Trattiamo/tratteremo esclusivamente i Vostri dati anagrafici, e saranno utilizzati al solo fine di eseguire servizio o la prestazione richiesta.  Limitatamente alle informazioni rilasciate su questo sito, non saranno trattati dati personali qualificabili come “Particolari” sensibili o di natura giudiziaria. 

 

DATI DI UTENTI MINORI DI ETÀ

In caso di trattamento di dati di minori, occorre acquisire il consenso dai genitori o dagli esercenti la patria potestà se l'interessato ha meno di 16 anni.

 

COOKIES

Nessun dato personale degli utenti viene in proposito acquisito dal sito.  Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né vengono utilizzati c.d. cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti.  L'uso di c.d. cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e svaniscono con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito.  I c.d. cookies di sessione utilizzati in questo sito evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente. 

 

FILE DI LOG E LORO CONSERVAZIONE

I file di log saranno tracciati per motivi di sicurezza che impongono la registrazione ed il mantenimento dei file log e l'accessibilità agli stessi da parte della polizia giudiziaria nell'eventualità in cui quest'ultima ne facesse richiesta.  A tal fine i file di log degli accessi saranno mantenuti per un arco temporale non superiore a: 6 mesi/-1 anno .  Eventuali controlli degli accessi saranno effettuati in maniera graduale e nel pieno rispetto della norma, in particolare dei principi di necessità e proporzionalità.

 

BASE GIURIDICA E FINALITÀ DEL TRATTAMENTO

I Dati vengono da noi raccolti con la esclusiva finalità di del corretto e completo svolgimento della nostra attività commerciale nei Suoi confronti, con le finalità di seguito descritte, ovvero: 

  • erogazione di servizi basati su interfaccia web (registrazione anagrafica utenti);
  • erogazione di informazioni relative alla Sua specifica richiesta sui servizi di Studio Legale Locatelli;
  • finalità connesse agli obblighi previsti da leggi, da regolamenti, dalla normativa comunitaria e da disposizioni impartite da autorità a ciò legittimate dalla legge;
  • Il trattamento dei dati personali per le finalità dal punto a) al punto c) di cui sopra, non richiede il Suo consenso espresso (art. 24, lett. a) e b) del Codice e art. 6 lett. b) e e) del RGPD);
  • svolgimento di attività di marketing e promozionali di prodotti e servizi del Titolare, comunicazioni commerciali, sia con mezzi automatizzati senza intervento dell’operatore (es. sms, fax, mms, posta elettronica ecc.) che tradizionali (tramite telefono, posta);
  • Iscrizione alla ricezione di News Letter periodiche.

Il trattamento dei dati personali per le finalità ai punti d) ed e) di cui sopra, richiede il suo consenso espresso (art. 23 del Codice e art. 7 del RGPD). Detto consenso riguarda sia le modalità di comunicazione automatizzate che quelle tradizionali sopra descritte.  Lei avrà sempre il diritto di opporsi in maniera agevole e gratuitamente, in tutto o anche solo in parte al trattamento dei Suoi dati per dette finalità, escludendo ad esempio le modalità automatizzate di contatto ed esprimendo la sua volontà di ricevere comunicazioni commerciali e promozionali esclusivamente attraverso modalità tradizionali di contatto.   La base Giuridica del trattamento è basata sia sul consenso dell’interessato, sia sul legittimo interesse del Titolare del Trattamento di informare gli interessati su eventi formativi in programma in base al rispettivo interesse.

 

OBBLIGO O FACOLTÀ DI CONFERIRE I DATI E CONSEGUENZE DELL’EVENTUALE RIFIUTO

A parte quanto specificato per i dati di navigazione, l'utente è libero di fornire i dati personali riportati nei moduli di richiesta o comunque indicati in contatti per avere informazioni circa le offerte immobiliari dalla scrivente, o per sollecitare l'iscrizione nella mailing list del sito, o l'invio di informazioni richieste.  I dati richiesti per le finalità di cui alle precedenti lettere a), b) e c) devono essere obbligatoriamente forniti per l’adempimento degli obblighi di legge e/o per la conclusione ed esecuzione del rapporto contrattuale o la fornitura dei servizi o informazioni richiesti.  Pertanto il Suo eventuale rifiuto, anche parziale, di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di instaurare e gestire il rapporto stesso e di fornire il servizio richiesto.  Il conferimento dei dati personali necessari per le finalità di cui alle precedenti lettere d) ed f) è facoltativo, pertanto il Suo eventuale rifiuto di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di porre in essere le attività ivi descritte fermo restando il rapporto in essere.

 

DURATA DEL TRATTAMENTO E PERIODO DI CONSERVAZIONE DEI DATI PERSONALI

I dati raccolti sono trattati per i tempi necessari agli scopi per i quali sono stati raccolti, e comunque non oltre i tempi prescritti dalle norme di legge.  I dati necessari a fini fiscali sono conservati fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta, quindi per almeno 10 anni e più se la relativa annualità non è ancora prescritta ai fini fiscali.  Alla scadenza di tale termine i dati saranno cancellati o anonimizzati, a meno che non sussistano ulteriori finalità per la conservazione degli stessi (es. obblighi di fornitura garanzia, obblighi fiscali).  I dati raccolti e trattati sulla base del consenso per finalità commerciali e di marketing saranno trattati fino a revoca dello stesso, o al termine della prestazione fornita e in mancanza di esso, saranno conservati per un periodo massimo di 2 anni dopodichè saranno distrutti o anonimizzati.

 

MODALITÀ DEL TRATTAMENTO

Il trattamento dei dati avviene/avverrà mediante l’utilizzo di strumenti elettronici per mezzo del ns. sistema informatico, ed in tal caso verranno registrati su supporti informatici protetti, ovvero manualmente e la documentazione cartacea relativa verrà da noi correttamente mantenuta e protetta per tutto il tempo necessario al trattamento attraverso procedure idonee a garantirne la sicurezza e la riservatezza per prevenire la perdita dei dati nel rispetto delle misure di sicurezza di cui all’art. 32 del GDPR 2016/679, da usi illeciti o non corretti ed accessi non autorizzati e potrà essere effettuato sia mediante supporti cartacei, sia attraverso l’ausilio di strumenti elettronici automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti.

 

COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE

I Vostri dati non verranno da noi "diffusi", con tale termine intendendosi il darne conoscenza a soggetti indeterminati in qualunque modo, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione, salvo specifico consenso concesso da parte dell’interessato con atto a parte.  I Vostri dati potranno invece essere da noi "comunicati", con tale termine intendendosi il darne conoscenza ad uno o più soggetti determinati, nei seguenti termini:

  • a soggetti incaricati all’interno della nostra Società di trattare i Vostri dati, ed in particolare agli addetti all’Ufficio amministrazione;
  • a soggetti che possono accedere ai dati in forza di disposizione di legge, di regolamento o di normativa comunitaria, nei limiti previsti da tali norme;
  • a soggetti che hanno necessità di accedere ai Vostri dati per finalità ausiliarie al rapporto che intercorre tra Voi e noi, nei limiti strettamente necessari per svolgere i compiti ausiliari loro affidati come ad esempio: gli istituti di creare, corrieri ecc.;
  • a soggetti nostri consulenti, nei limiti necessari per svolgere il loro incarico presso la nostra Società, ovvero in regime di Outsourcing, in qualità di Responsabili esterni del Trattamento previa nostra lettera di incarico che imponga il dovere di riservatezza e sicurezza nel trattamento dei Vostri dati.

 

PLUGIN SOCIAL NETWORK

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DIRITTI DEGLI INTERESSATI

La informiamo che nella Sua qualità di interessato, Lei ha ai sensi degli articoli da 15 a 23 del RGDP 2016/679, i diritti qui sotto elencati che potrà far valere rivolgendo apposita richiesta al Titolare del trattamento e/o al responsabile del trattamento, oltre il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo:

  • Art. 15-Diritto di accesso
  • L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle informazioni riguardanti il trattamento.
  • Art. 16 - Diritto di rettifica
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo.  Tenuto conto delle finalità del trattamento, l'interessato ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
  • Art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all’oblio)
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali.
  • Art. 18 - Diritto di limitazione del trattamento
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi: 
  • a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali; 
  • b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; 
  • c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria; 
  • d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
  • Art. 20 - Diritto alla portabilità dei dati
  • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
  • Art. 21 - Diritto di opposizione
  • L'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni.
  • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
  • L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

 

MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

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telefono +39 049 66 36 12

 

Ultima modifica 22.06.2019

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