10.2020

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La quantificazione del danno da perdita del feto

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 19190 del 15 settembre 2020

 

Nell’ordinanza in oggetto la Corte si pronuncia in merito alla questione della liquidazione del danno da perdita della genitorialità, ponendo a confronto il danno conseguente alla perdita del feto e il danno patito per la perdita di un figlio.

La Corte equipara la perdita del frutto del concepimento alla perdita di un figlio vivo purché siano applicati dei correttivi, dovendosi considerare che per il figlio nato morto è ipotizzabile solo il venire meno di una relazione affettiva potenziale, ma non una relazione affettiva concreta.

Di conseguenza, trattandosi di perdita di una speranza di vita e non di una vita, le tabelle di Milano non sono direttamente utilizzabili perché elaborate per la perdita della persona viva con cui, prima dell’illecito, si era instaurato un rapporto affettivo, ma valgono quale criterio orientativo per la liquidazione equitativa del danno da perdita del frutto del concepimento subito tanto dalla madre quanto dal padre.

Conclude la Corte ricordando che le Tabelle di Milano si sostanziano in regole integratrici del concetto di equità, atte quindi a circoscrivere la discrezionalità dell’organo giudicante, sicché costituiscono un criterio guida e non una norma di diritto. Pertanto, è lo scorretto esercizio del potere discrezionale che può essere censurato per vizio di violazione di norma di diritto e non anche la diversa modulazione dei valori delle Tabelle, che può essere giustificata dalla rilevazione nel caso concreto di circostanze specifiche che rendono necessario un diverso adeguamento del quantum risarcitorio.

 

 

L’infezione nosocomiale è un evento evitabile per la sua prevedibilità

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 17696 del 25 agosto 2020

 

Nell’ordinanza in oggetto la Corte si pronuncia in merito all’onere probatorio posto a carico della struttura sanitaria in caso di decesso di un paziente dovuto a infezione nosocomiale.

Come noto, in caso di responsabilità del sanitario per l’inadempimento della prestazione di diligenza professionale e la lesione del diritto alla salute, è onere del danneggiato provare il nesso di causalità tra l’aggravamento o l’insorgenza della patologia e la condotta del sanitario, sul quale, invece, grava la prova della causa imprevedibile e inevitabile che abbia impedito l’esatta esecuzione della prestazione.

La presa in carico di un paziente da parte di una struttura sanitaria esige l’adempimento di una serie di obbligazioni: tra queste, pacificamente, esiste anche l’obbligazione di garantire l’assoluta sterilità non soltanto dell’attrezzatura chirurgica ma anche dell’intero ambiente operatorio nel quale l’intervento ha luogo.

Secondo la Corte, che lo stafilococco aureo sia un batterio di frequente (anche se non esclusiva) origine nosocomiale è nozione pacifica ed è altrettanto noto che proprio per questa sua frequente origine lo stafilococco aureo sia un batterio particolarmente resistente agli antibiotici.

Quanto premesso determina la necessità, da parte della struttura sanitaria, di una particolare attenzione alla sterilità di tutto l’ambiente operatorio, proprio perché l’insorgenza di un’infezione del genere non può considerarsi un fatto né eccezionale né difficilmente prevedibile: l’onere della prova è, ovviamente, a carico della struttura.

 

 

La condotta del danneggiato può incidere causalmente sulla determinazione dell’evento di danno

Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 20341 del 28 settembre 2020

 

Nella pronuncia in commento la Corte interviene nuovamente sul grado di incidenza della condotta del danneggiato in caso di azione esperita ai sensi dell’articolo 2051 c.c., responsabilità da cose in custodia. È regola consolidata che l’attore abbia solo l’onere di provare il nesso eziologico tra la cosa e l’evento di danno, prescindendo la responsabilità del custode da qualsiasi connotato di colpa ed essendo a carico di quest’ultimo la prova del caso fortuito, potendo questo consistere anche nel fatto dello stesso danneggiato qualora esso costituisca la causa esclusiva del danno.

In generale, infatti, la condotta del danneggiato non integra il caso fortuito qualora il custode non abbia posto in essere tutte quelle attività di controllo, vigilanza, manutenzione su di esso gravanti in base a specifiche disposizioni normative e al principio del neminem laedere idonee a prevenire i danni derivanti dalla cosa.

Tuttavia, si ritiene che la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggi diversamente a seconda del grado di incidenza causale dell’evento dannoso, in applicazione, anche ufficiosa, dell’articolo 1227, comma 1, c.c.

Pertanto, si richiede una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall’articolo 2 Cost., sicché, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento di danno.

 

 

Il regolamento delle spese di accertamento tecnico preventivo

Cassazione civile, sezione II, ordinanza n. 18918 dell’11 settembre 2020

 

Nell’ordinanza in oggetto la Corte è chiamata a pronunciarsi in merito alla determinazione e attribuzione delle spese del procedimento di accertamento tecnico preventivo.

In linea generale, il regolamento delle spese di lite è ancorato alla valutazione della soccombenza, la quale, a sua volta, presuppone l’accertamento della fondatezza o meno della pretesa fatta valere dall’attore, che esula dalla funzione dell’accertamento tecnico preventivo e resta di esclusiva competenza del giudizio di merito.

Secondo la Corte, le spese dell’accertamento tecnico preventivo devono essere poste, a conclusione della procedura, a carico della parte richiedente, poiché con tale istanza non si instaura un procedimento di tipo contenzioso e, di conseguenza, non trovano applicazione gli articoli 91 e 92 c.p.c.: il carico delle spese liquidate spetta in via esclusiva alla parte ricorrente in virtù dell’onere dell’anticipazione e del principio di causalità. Tali spese saranno prese in considerazione, nel successivo giudizio di merito, ove gli esiti dell’accertamento tecnico preventivo saranno acquisiti, come spese giudiziali.

Se, invece, il giudice rigetta l’istanza per difetto dei relativi presupposti, trova applicazione la norma per cui, nei procedimenti cautelari, se l’ordinanza di rigetto è pronunciata prima dell’inizio della causa di merito, il giudice provvede definitivamente sulle spese del procedimento, secondo i criteri previsti in generale dagli articoli 91 e 92 c.p.c., a partire dal principio di soccombenza.

 

 

Il concorso di colpa del lavoratore può aver effetto esimente solo in caso di abnormità ed esorbitanza

Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 21633 dell’8 ottobre 2020

 

Nell’ordinanza in commento la Corte è chiamata a pronunciarsi in tema di responsabilità del datore di lavoro a seguito di infortunio ai danni di un proprio dipendente.

Premesso che, la responsabilità del datore di lavoro si fonda sulla violazione, tra gli altri, dell’obbligo di vigilanza a lui imposto, la Corte afferma che è principio indiscusso che il datore di lavoro sia sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente all’eventuale concorso di colpa del lavoratore, se non nei limiti in cui questa assuma i caratteri dell’abnormità ed esorbitanza, come pure dell’atipicità ed eccezionalità, così da porsi come causa esclusiva dell’evento.

 

 

Il ripensamento post delictum non è sufficiente ad escludere la punibilità

Cassazione penale, sezione IV, sentenza n. 28304 del 12 ottobre 2020

 

Nella sentenza in oggetto la Corte è chiamata a pronunciarsi in merito alla sussistenza del reato di cui all’articolo 189, comma 6, Codice della strada, secondo cui è punito chiunque, in caso di incidente con danno alle persone, non ottemperi all’obbligo di fermarsi, nel caso in cui l’imputato, dopo essersi in un primo momento allontanato dal luogo dello scontro, vi abbia fatto poi ritorno.

In linea con quanto deciso dal giudice di appello, il quale ha escluso che il ripensamento possa costituire elemento valutabile ai fini della configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, la Corte statuisce che non rileva il comportamento tenuto dall’agente post delictum, atteso che la norma di cui all’articolo 131 bis correla l’esiguità del disvalore ad una valutazione congiunta delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile, dell’entità del danno o del pericolo, da apprezzare in relazione ai soli profili di cui all’articolo 133, comma primo, c.p. e non invece con riguardo a quelli, indicativi di capacità a delinquere, di cui al secondo comma, includenti la condotta susseguente al reato.

 

 

Gli effetti protettivi verso i terzi del contratto di spedalità

Cassazione civile, sezione III, ordinanza n. 19188 del 15 settembre 2020

 

Nella pronuncia in oggetto la Corte di Cassazione affronta il tema degli effetti protettivi verso terzi del contratto di “spedalità” e della sua invocazione nell’ambito del diritto al risarcimento del danno da lesione del rapporto parentale azionato dalle figlie di una paziente.  

La Corte statuisce che la figura del contratto con effetti protettivi verso i terzi, invocata dalle ricorrenti, è utilizzata solo con riguardo al contratto della gestante con l’ospedale e, dunque, per riconoscere al padre del nascituro e a quest’ultimo l’azione da contratto in caso di inadempimento, mentre è escluso che la figura possa servire in fattispecie diverse.

La figura del contratto con effetti protettivi verso terzi è giustificata, continua la Corte, con l’argomento che il terzo ha un interesse identico a quello dello stipulante, un interesse che viene coinvolto dalla esecuzione del contratto nello stesso modo in cui è coinvolto l’interesse della parte contrattuale.

Ai fini della sua applicabilità è richiesta, pertanto, l’identità dell’interesse coinvolto, che si realizza nel contratto tra la struttura e la gestante, il cui interesse è la nascita del figlio: la donna si affida alla struttura sanitaria (o al medico) allo scopo di avere assistenza al parto. L’esecuzione del contratto, si osserva, soddisfa (o lede, in caso di inadempimento) l’interesse dell’altro genitore allo stesso modo di come soddisfa (o lede) l’interesse della gestante.

La Corte, sulla base di queste osservazioni, conclude escludendo che la figura possa essere ragionevolmente utilizzata nella fattispecie riguardante una richiesta di risarcimento del danno da lesione del rapporto parentale: qui infatti l’interesse delle figlie non è il medesimo di quello dedotto in contratto dalla madre. Quest’ultima si era affidata alla struttura per la cura della salute, e l’inadempimento della obbligazione assunta dalla struttura ha leso due beni diversi: la salute, per l’appunto, della donna (o la vita, più precisamente), ed il rapporto parentale invece quanto alle figlie.

 

 

Il riconoscimento del danno da lucida agonia

Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 21508 del 6 ottobre 2020

 

Nell’ordinanza in oggetto la Corte è chiamata a pronunciarsi in merito ai presupposti per il riconoscimento del cosiddetto danno da percezione della morte imminente.

Nella sentenza si ricorda che in caso di morte cagionata da un illecito, il pregiudizio conseguente è costituito dalla perdita della vita, bene giuridico autonomo rispetto alla salute, fruibile solo in natura dal titolare e insuscettibile di essere reintegrato per equivalente, sicché, ove il decesso si verifichi immediatamente o dopo brevissimo tempo dalle lesioni, deve escludersi la risarcibilità iure hereditatis di tale pregiudizio, in ragione – nel primo caso – dell’assenza del soggetto al quale sia collegabile la perdita del bene e nel cui patrimonio possa essere acquisito il relativo credito risarcitorio, e – nel secondo – della mancanza di utilità di uno spazio di vita brevissimo.

Nel caso in cui, invece, tra la lesione e la morte si interponga un apprezzabile lasso di tempo, tale periodo giustifica il riconoscimento, in favore del danneggiato, del cosiddetto danno biologico terminale, cioè il danno biologico stricto sensu, al quale, nell’unitarietà del genus del danno non patrimoniale, può aggiungersi un danno morale peculiare, ovvero il danno da percezione, concretizzabile sia nella sofferenza fisica, sia nella sofferenza psicologica, derivante dall’avvertita imminenza dell’exitus, se nel tempo che si dispiega tra la lesione ed il decesso la persona si trovi in una condizione di lucidità agonica, in quanto in grado di percepire la situazione e in particolare l’imminenza della morte.

In conclusione, la persona che, ferita, non muoia immediatamente, può acquistare e trasmettere agli eredi il diritto al risarcimento di due pregiudizi: il danno biologico temporaneo, che di norma sussisterà solo per sopravvivenze superiori alle 24 ore, che andrà accertato senza riguardo alla circostanza se la vittima sia rimasta cosciente; ed il danno non patrimoniale consistito nella formido mortis, che andrà accertato caso per caso e potrà sussistere solo nel caso in cui la vittima abbia avuto la consapevolezza della propria sorte e della morte imminente.

 

 

L’onere di proporre la procedura di mediazione nell’ambito del procedimento di ingiunzione

Cassazione civile, Sezioni Unite, sentenza n. 19596 del 18 settembre 2020

 

La questione sottoposta alle Sezioni Unite ha ad oggetto l’individuazione della parte – opponente o opposta – che è tenuta a promuovere la procedura di mediazione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

La necessità di una pronuncia risolutiva sul tema deriva dalla sussistenza di due tesi contrapposte, parimenti utilizzate nelle aule giudiziarie, entrambe fondate su principi costituzionali di notevole rilevanza: la prima  sostiene che, essendo l’opponente il soggetto interessato alla proposizione del giudizio di cognizione, è su di lui che deve gravare l’onere di avviare la procedura di mediazione; la seconda afferma che nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo è il convenuto opposto ad essere l’attore in senso sostanziale pertanto è su di lui che deve gravare l’onere di proposizione.

L’adesione all’una o all’altra tesi ha notevole rilevanza per gli effetti dell’improcedibilità della domanda che conseguono al mancato esperimento del procedimento di mediazione poiché, se l’onere è posto a carico dell’opponente, si determinerà l’irrevocabilità del decreto ingiuntivo; in caso contrario, l’effetto sarà quello della revoca del decreto salvo possibilità di rinnovare la domanda.

Le Sezioni Unite risolvono il contrasto sancendo che l’obbligo di esperire il procedimento di mediazione è posto dalla legge a carico di chi intende esercitare in giudizio un’azione e non c’è alcun dubbio che tale posizione sia quella dell’attore, che nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo è il creditore opposto (attore in senso sostanziale).

Secondo la Corte, le forme di accesso alla giurisdizione, condizionate al previo adempimento di oneri, sono legittime purché contenute entro certi limiti: porre l’onere della mediazione a carico dell’opponente si traduce, in caso di sua inerzia, nella irrevocabilità del decreto ingiuntivo come conseguenza del mancato esperimento di un procedimento non giurisdizionale.

Secondo la Corte, nel conflitto tra valori costituzionalmente garantiti quali il principio di efficienza e il diritto di difesa, il secondo deve necessariamente prevalere.

La sentenza quindi si conclude con l’enunciazione del seguente principio di diritto: nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi del D.lgs. n. 28 del 2010, articolo 5, comma 1bis, i cui giudizi vengano introdotti con decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo.

 

 

La tutela del cosiddetto diritto all’oblio

Cassazione civile, sezione I, sentenza n. 9147 del 19 maggio 2020

 

Nella sentenza in commento la Corte, mediante il raffronto con il diritto alla riservatezza, giunge a definire in modo chiaro il contenuto del cosiddetto diritto all’oblio, nell’ambito di una lite avente ad oggetto la questione della persistenza senza limiti di tempo nel web di informazioni relative alla persona.

Il diritto all’oblio condivide del diritto alla riservatezza la comune matrice di diritto della personalità e si sviluppa in rapporto all’esercizio del diritto di cronaca, dettato a servizio dell’interesse pubblico all’informazione, per un giudizio di bilanciamento in cui gli interessi coinvolti, di rilevanza costituzionale o convenzionale, trovano composizione, di volta in volta, in relazione al singolo caso concreto.

A differenza del diritto alla riservatezza, il diritto all’oblio non è volto a precludere la divulgazione di notizie ma ad impedire che fatti, già legittimamente pubblicati, e quindi sottratti al riserbo, possano essere rievocati nella rilevanza del tempo trascorso.

Infatti, il diritto all’oblio è la naturale conseguenza della corretta e logica applicazione dei principi generali del diritto di cronaca e se non va diffuso in origine il fatto la cui divulgazione, lesiva, non risponde ad un reale interesse pubblico, allo stesso modo non deve essere riproposta o mantenuta, a distanza di tempo dalla prima pubblicazione, una vecchia notizia che, sia pure in origine lecitamente divulgata, non sia più rispondente ad una attuale esigenza informativa.

Il cosiddetto right to be forgotten consiste nel diritto a non rimanere esposti, senza limiti di tempo, ad una rappresentazione non più attuale della propria persona, con pregiudizio alla reputazione e alla riservatezza, per la ripubblicazione a distanza di tempo di una notizia relativa a fatti commessi in passato o a vicende nelle quali si è rimasti in qualche modo coinvolti.

Dato il contrasto tra diritti costituzionalmente riconosciuti, la soluzione della lite richiede che si operi il cosiddetto bilanciamento degli interessi in gioco.

La Corte, in base a tale premessa, conclude stabilendo che quando il titolare lamenti la presenza sul web di una informazione che lo riguardi, appartenente al passato, e la sua riemersione senza limiti di tempo, il diritto all’oblio va bilanciato con l’interesse pubblico alla conoscenza del fatto, espressione del diritto di manifestazione del pensiero e quindi di cronaca e di conservazione della notizia per finalità storico-sociale e documentaristica e può trovare soddisfazione, fermo il carattere lecito della prima pubblicazione, nella deindicizzazione dell’articolo sui motori di ricerca generali.

 

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    8. Natura del conferimento dei dati e conseguenze del rifiuto di rispondere

    Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) è obbligatorio. In loro assenza, non potremo garantirle i Servizi di quanto indicato in 2.A).

    Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.B) è invece facoltativo. Può quindi decidere di non conferire alcun dato o di negare successivamente la possibilità di trattare dati già forniti: in tal caso, non potrà ricevere newsletter, comunicazioni commerciali e materiale pubblicitario e/o quant’altro inerenti ai Servizi offerti dal Titolare del trattamento.

    Continuerà comunque ad avere diritto ai Servizi di cui al punto 2.A).

    Alcuni campi di informazioni sul sito web possono essere contrassegnati con il carattere *. La compilazione di questi campi è obbligatoria quando inserisce i Suoi dati. La conseguenza di non fornire l'informazione è l’impossibilità di fruire del servizio per il quale l’informazione è richiesta.

    9. Diritti dell’interessato

    Nella Sua qualità di interessato, ha i diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento UE di seguito riportati e precisamente ha il diritto ad:

    - ottenere la conferma dell’esistenza e del trattamento di dati personali che lo riguardano nonché la loro copia scritta (elettronica) in forma chiara e comprensibile (cd. diritto di accesso);

    - ottenere le indicazioni circa la finalità del trattamento, le categorie di dati personali, i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati e, quando possibile, il periodo di conservazione;

    - ottenere la rettifica dei dati che lo riguardano (cd. diritto di rettifica)

    - ottenere la cancellazione dei dati che lo riguardano (cd. diritto all’oblio);

    - ottenere le limitazioni del trattamento (cd. diritto di limitazione di trattamento);

    - qualora i dati non siano raccolti presso l’interessato, ottenere tutte le informazioni disponibili sulla loro origine;

    - ottenere la portabilità dei dati, ossia riceverli da un titolare del trattamento in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico e trasmetterli ad altro titolare del trattamento senza impedimenti (cd. diritto alla portabilità dei dati);

    - opporsi al trattamento in qualsiasi momento ed anche nel caso di trattamento per finalità di marketing diretto (cd. diritto di opposizione);

    - opporsi ad un processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione;

    - revocare il consenso in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità del trattamento basata sul consenso prestato prima della revoca;

    - proporre reclamo a un’autorità di controllo (Garante per la Protezione dei Dati Personali).

    Potrebbero esserci condizioni o limitazioni ai diritti dell’interessato. Non è quindi certo che ad esempio si abbia il diritto di portabilità dei dati in tutti i casi - ciò dipende dalle circostanze specifiche dell'attività di elaborazione.

    10. Modalità di esercizio dei diritti

    Potrà in qualsiasi momento esercitare i diritti inviando:

    - una raccomandata a.r. alla scrivente (vedere l’indirizzo indicato nella carta intestata);

    - una e-mail all’indirizzo info@studiolocatelli.it

    11. Minori

    Quanto offerto dal Titolare del trattamento ed oggetto del rapporto con Lei in essere non prevede l’acquisizione intenzionale di informazioni personali riferite ai minori. Nel caso in cui informazioni su minori fossero involontariamente registrate, il Titolare del trattamento le cancellerà in modo tempestivo, su richiesta dell’interessato.

    12. Dati personali non ottenuti presso l’interessato

    Può capitare che la scrivente non sia il Titolare del trattamento al quale Lei ha dato i suoi dati personali, ma risulti essere co-titolare del trattamento o responsabile del trattamento in esterno e che quindi i Suoi dati siano giunti alla scrivente in seconda battuta a causa di un contratto che regola le parti. In questo caso si precisa che la scrivente farà il possibile per accertarsi che Lei sia stato informato ed abbia dato il consenso al trattamento. Può chiedere in ogni momento alla scrivente l’origine di acquisizione dei Suoi dati.

    13. Titolare, , D.P.O. (R.P.D.) e Incaricati

    Di seguito le forniamo alcune informazioni che è necessario portare alla sua conoscenza, non solo per ottemperare agli obblighi di legge, ma anche perché la trasparenza e la correttezza nei confronti del nostro personale/collaboratori è parte fondante della nostra attività.

    Titolare del trattamento. Il Titolare del Trattamento dei suoi dati personali è STUDIO LEGALE LOCATELLI per conto della quale Azienda firma il Sig. Lorenzo Locatelli, responsabile nei suoi confronti del legittimo e corretto uso dei suoi dati personali e che potrà contattare per qualsiasi informazione o richiesta ai seguenti recapiti: telefono +39 049 663612, e-mail: info@studiolocatelli.it.

    D.P.O. (Data Protection Officer) – R.P.D. (Responsabile delle Protezione dei Dati). Potrà inoltre rivolgersi al Responsabile della Protezione dei Dati per avere informazioni e inoltrare richieste circa i suoi dati o per segnalare disservizi o qualsiasi problema eventualmente riscontrato.

    Il Titolare del trattamento ha nominato Responsabile della Protezione dei Dati il Sig. Nicola Ghinello che potrà contattare ai seguenti recapiti: telefono +39 348 3165267, e-mail: nicola.ghinello@dpo-rpd.com.

    Incaricati. L’elenco aggiornato degli incaricati al trattamento è custodito presso la sede del Titolare del trattamento.

     

    Il Titolare del trattamento

    STUDIO LEGALE LOCATELLI

     

Vers. Mod.: IS02 – Anno 2019

Informativa per il trattamento dei dati personali.

Articoli 13 e 14 REGOLAMENTO EUROPEO N. 679/2016

 D.lgs. 196/2003 novellato dal D.lgs. 101/2018

Gentile Navigatore,

lo scrivente Studio Legale Locatelli, con sede in Galleria A. De Gasperi 4 – 35131 Padova (PD), C.F. LCTLNZ61M24F205O e P. IVA. 02174360285, in qualità di “Titolare del trattamento” La informa, ai sensi degli articoli 13 e 14 del Regolamento Europeo n. 679/2016 (in seguito “Regolamento UE”), che i Suoi dati saranno trattati secondo quanto di seguito indicato:

1. Oggetto del Trattamento

Il Titolare del trattamento La informa che i dati personali, identificativi (ad esempio, nome, cognome, ragione sociale, indirizzo, telefono, e-mail, riferimenti bancari e/o di pagamento, ecc.), in seguito chiamati “dati personali” o anche semplicemente “dati”, a Lei relativi, acquisiti anche verbalmente direttamente o tramite terzi potranno formare oggetto di trattamento nel pieno rispetto del Regolamento UE.

Per trattamento dei dati s’intende qualsiasi operazione o complesso di operazioni concernenti la raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, distruzione dei dati stessi.

Se nel contratto in essere con la Vostra Azienda è previsto un trattamento di dati personali che dovremo fare per ottemperare a quanto indicato nel contratto stesso, sarà Vostra cura fornirci dati personali oggetto di trattamento per i quali abbiate certamente ottenuto, in quanto Titolari del trattamento, un libero, specifico, informato e inequivocabile consenso dagli interessati.

2. Base giuridica e Finalità del trattamento

Base giuridica Regolamento UE n. 679/2016, D.lgs. n. 196/2003 novellato dal D.lgs. n. 101/2018.

Il trattamento dei Suoi dati personali, richiesti e/o forniti anche verbalmente, è basato su quanto previsto dall’art. 6 del Regolamento UE 2016/679, sul Suo consenso ovvero sul legittimo interesse dello scrivente Titolare a difendere i propri diritti in un eventuale contenzioso nonché all’esecuzione di un contratto di cui Lei è parte o all’esecuzione di misure precontrattuali (es. preparazione di un’offerta, ecc.) da Lei richieste e ha le seguenti finalità:

A) senza il Suo consenso espresso (art. 6 del Regolamento UE):

- per adempiere agli obblighi precontrattuali, contrattuali e fiscali derivanti da rapporti con Lei in essere;

- per adempiere agli obblighi previsti dalla Legge, da un regolamento, dalla normativa comunitaria o da un ordine dell’Autorità (come ad esempio in materia di antiriciclaggio);

- esercitare i diritti del Titolare del trattamento, ad esempio il diritto di difesa in giudizio;

- per la tenuta della contabilità generale;

- per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento;

- per finalità gestionali (fatturazione, eventuale gestione documentale, ecc.);

- per la gestione dei crediti;

- per analisi statistiche e di controllo qualità;

- per gestioni assicurative;

- per assistenza tecnica.

In particolare, i Suoi dati verranno trattati per finalità connesse all'attuazione dei seguenti adempimenti, relativi ad obblighi legislativi o contrattuali:

- Accesso tecnico e Funzionale al Sito nessun dato viene tenuto dopo la chiusura del Browser;

- Finalità di navigazione Evoluta o gestione dei contenuti personalizzata;

- Finalità Statistica e di Analisi della navigazione e degli utenti.

B) Solo previo Suo specifico e distinto consenso (art. 7 del Regolamento UE), per le seguenti Finalità commerciali e/o di marketing e/o di profilazione:

- invio via e-mail, posta e/o sms e/o contatti telefonici di newsletter, comunicazioni commerciali e/o materiale pubblicitario su prodotti o servizi offerti dal Titolare del trattamento e/o rilevazione del grado di soddisfazione sulla qualità di quanto effettuato su Sua richiesta;

- invio via e-mail, posta e/o sms e/o contatti telefonici di comunicazioni commerciali e/o promozionali di soggetti terzi (ad esempio, business partner).

3. Modalità di trattamento

Il trattamento dei Suoi dati personali è realizzato per mezzo delle operazioni indicate all’art. 4 n. 2) del Regolamento UE e precisamente: la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione, il blocco. Il trattamento dei dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e potrà essere effettuato con mezzi manuali, informatici e telematici, su supporti cartacei e/o digitali. Il trattamento verrà effettuato in modo da garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati stessi.

4. Tempi di conservazione dei dati e altre informazioni.

Il Titolare tratterà i dati personali per il tempo necessario per adempiere alle finalità di cui sopra e comunque per non oltre i termini di Legge dalla cessazione del rapporto per le Finalità di cui al rapporto in essere.

 

Con riferimento ai dati personali oggetto di Trattamento per Finalità di Marketing o di Trattamento per finalità di profilazione, gli stessi saranno conservati nel rispetto del principio di proporzionalità e comunque fino a che non siano state perseguite le finalità del trattamento o fino a che non intervenga la revoca del consenso specifico da parte dell’interessato.

Nello specifico il Titolare del trattamento tratterà i dati per non oltre due anni dalla raccolta dei dati per le Finalità di Marketing ed un anno per i dati raccolti per Finalità di profilazione.

Dati dei possibili candidati: i dati personali degli aspiranti candidati saranno cancellati 6 mesi dopo la conclusione del processo di selezione.

I dati personali da Lei forniti saranno trattati “in modo lecito, secondo correttezza e trasparenza” tutelando la Sua riservatezza ed i Suoi diritti.

Va precisato che in assenza di contatti significativi per un periodo di dieci anni, ovvero in caso di esercizio dei diritti previsti dal Regolamento (UE) per l’interessato (ad es. diritto a eliminazione/oblio, di limitazione) si provvederà a trasferire i dati personali in un apposito archivio digitale criptato e/o cartaceo (archivio protetto) rendendoli accessibili esclusivamente al Titolare del trattamento o saranno distrutti senza lasciare nessuna copia salvo diverse disposizioni dettate dalla Legge Vigente.

È previsto che sia effettuata una verifica periodica a cadenza annuale sui dati trattati e sulla possibilità di poterli cancellare se non più necessari per le finalità previste.

5. Accesso ai dati (categorie di destinatari a cui i dati sono possono essere comunicati)

I Suoi dati potranno essere resi accessibili per le finalità di cui ai precedenti punti 2.A) e 2.B) ai soggetti qui di seguito elencati a tal fine debitamente individuati ed istruiti:

            1) a soci, dipendenti e collaboratori del Titolare del trattamento in Italia e all’estero, nella loro qualità di incaricati e/o responsabili interni del trattamento e/o amministratori di sistema;

I Suoi dati personali potranno altresì essere comunicati ai soggetti esterni destinatari delle pratiche che La riguardano, nel compimento delle attività sopra meglio descritte, e ai soggetti esterni che interagiscono con la scrivente, sempre ed esclusivamente per attività funzionali alle finalità sopra descritte; tali categorie sono:

A. Consulenti (quali ad esempio. commercialista e/o consulente fiscale e/o consulente del lavoro) per aspetti che possono riguardarla e secondo le modalità di Legge;

B. Società operanti nel settore informatico (Data Center, Cloud Provider, società che erogano servizi informatici anche di back-up e/o di manutenzione degli apparati e dei software, anche applicativi ecc.), anche residenti all’estero, ma in ogni caso sempre stabilite e/o utilizzando apparati localizzati nell’Unione Europea, per la cura della sicurezza e della riservatezza dei dati;

C. Professionisti e/o Società operanti nel settore della sicurezza del lavoro;

D. Consulenti e Studi legali per eventuali controversie;

E. Pubbliche amministrazioni per lo svolgimento delle funzioni istituzionali, nei limiti stabiliti dalla Legge e dai regolamenti;

F. Enti di previdenza e di assistenza ed Enti certificanti;

G. Società Assicuratrici nonché liquidatori, consulenti e periti dalle stesse incaricate;

H. Consulenti aziendali.

I. Pubbliche autorità ed amministrazioni per le finalità connesse all'adempimento di obblighi legali o ai soggetti legittimati ad accedervi in forza di disposizioni di legge, regolamenti, normative comunitarie;

L. Banche, istituti finanziari o altri soggetti ai quali il trasferimento dei suddetti dati risulti necessario allo svolgimento della nostra attività in relazione all'assolvimento, da parte nostra, delle obbligazioni contrattuali assunte nei Suoi confronti.

Per brevità la lista dettagliata di tali figure è disponibile presso la nostra sede ed è a Vostra disposizione.

6. E 7. Comunicazione e trasferimento dei dati

Senza la necessità di un espresso consenso (art. 6 lett. b) e c) del Regolamento UE), il Titolare del trattamento potrà comunicare i Suoi dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) a organismi di vigilanza, autorità giudiziarie, nonché a quei soggetti ai quali la comunicazione sia obbligatoria per Legge per l’espletamento delle finalità sopra indicate.

Detti soggetti tratteranno i dati nella loro qualità di autonomi titolari del trattamento.

Durante e dopo la navigazione i suoi dati potranno essere comunicati a terzi, in particolare a:

- Google: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

- Google AdWords: Servizio pubblicitario, Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Personalizzazione dei contenuti, Ottimizzazione;

- Google Analytics: Target pubblicitario, Analitica/Misurazione, Ottimizzazione.

I Suoi dati non saranno diffusi.

I dati personali sono conservati su dispositivi ubicati preso la sede del Titolare del trattamento o presso provider, all’interno dell’Unione Europea. I dati da Lei conferiti potranno essere oggetto di trasferimento in Paesi non appartenenti all'UE in quanto ci avvaliamo di Responsabili esterni del trattamento che nell'espletamento dei loro servizi (quali fornitura della casella di posta elettronica, altri tipi di cloud o altre tipologie di servizi), possono realizzare tale trasferimento, anche per mezzo di loro sub responsabili. Per garantire la sicurezza di tali trasferimenti, ci avvaliamo solamente di soggetti che offrono le necessarie garanzie per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate affinché il trattamento effettuato rispetti quanto previsto dal Reg. UE 679/2016 (ad esempio, valutando la presenza di decisioni di adeguatezza o disciplinando il rapporto avvalendoci di clausole contrattuali standard).

Resta in ogni caso inteso che il Titolare del trattamento, ove si rendesse necessario, avrà facoltà di spostare i dati anche in paesi extra-UE.  In tal caso il Titolare assicura sin d’ora che il trasferimento dei dati extra-UE avverrà in conformità alle disposizioni di Legge applicabili, previa stipula delle clausole contrattuali standard (le clausole contrattuali standard sono disponibili al seguente link: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/international-transfers/transfer/index_en.htm) e verifiche standard previste dalla Commissione Europea (nello specifico saranno rispettate le condizioni indicate nel CAPO V del Regolamento UE).

Sia per quanto riguarda i dati presenti sui propri dispositivi, sia per eventuali dati presenti presso provider, il Titolare del trattamento ha messo in atto misure tecniche ed organizzative adeguate a garantire un idoneo livello di sicurezza, nel pieno rispetto di quanto indicato nel Regolamento UE.

 

Navigazione: i suoi dati di navigazione potranno inoltre essere trasferiti, limitatamente alle finalità sopra riportate, nei seguenti stati: - Paesi UE, - Stati Uniti.

 

Gestione dei cookie: nel caso in cui Lei abbia dubbi o preoccupazioni in merito all'utilizzo dei cookie Le è sempre possibile intervenire per impedirne l'impostazione e la lettura, ad esempio modificando le impostazioni sulla privacy all'interno del Suo browser al fine di bloccarne determinati tipi.

Poiché ciascun browser, e spesso diverse versioni dello stesso browser, differiscono anche sensibilmente le une dalle altre se preferisce agire autonomamente mediante le preferenze del Suo browser può trovare informazioni dettagliate sulla procedura necessaria nella guida del Suo browser.

8. Natura del conferimento dei dati e conseguenze del rifiuto di rispondere

Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.A) è obbligatorio. In loro assenza, non potremo garantirle i Servizi di quanto indicato in 2.A).

Il conferimento dei dati per le finalità di cui al precedente punto 2.B) è invece facoltativo. Può quindi decidere di non conferire alcun dato o di negare successivamente la possibilità di trattare dati già forniti: in tal caso, non potrà ricevere newsletter, comunicazioni commerciali e materiale pubblicitario e/o quant’altro inerenti ai Servizi offerti dal Titolare del trattamento.

Continuerà comunque ad avere diritto ai Servizi di cui al punto 2.A).

Alcuni campi di informazioni sul sito web possono essere contrassegnati con il carattere *. La compilazione di questi campi è obbligatoria quando inserisce i Suoi dati. La conseguenza di non fornire l'informazione è l’impossibilità di fruire del servizio per il quale l’informazione è richiesta.

9. Diritti dell’interessato

Nella Sua qualità di interessato, ha i diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento UE di seguito riportati e precisamente ha il diritto ad:

- ottenere la conferma dell’esistenza e del trattamento di dati personali che lo riguardano nonché la loro copia scritta (elettronica) in forma chiara e comprensibile (cd. diritto di accesso);

- ottenere le indicazioni circa la finalità del trattamento, le categorie di dati personali, i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati e, quando possibile, il periodo di conservazione;

- ottenere la rettifica dei dati che lo riguardano (cd. diritto di rettifica)

- ottenere la cancellazione dei dati che lo riguardano (cd. diritto all’oblio);

- ottenere le limitazioni del trattamento (cd. diritto di limitazione di trattamento);

- qualora i dati non siano raccolti presso l’interessato, ottenere tutte le informazioni disponibili sulla loro origine;

- ottenere la portabilità dei dati, ossia riceverli da un titolare del trattamento in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico e trasmetterli ad altro titolare del trattamento senza impedimenti (cd. diritto alla portabilità dei dati);

- opporsi al trattamento in qualsiasi momento ed anche nel caso di trattamento per finalità di marketing diretto (cd. diritto di opposizione);

- opporsi ad un processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione;

- revocare il consenso in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità del trattamento basata sul consenso prestato prima della revoca;

- proporre reclamo a un’autorità di controllo (Garante per la Protezione dei Dati Personali).

Potrebbero esserci condizioni o limitazioni ai diritti dell’interessato. Non è quindi certo che ad esempio si abbia il diritto di portabilità dei dati in tutti i casi - ciò dipende dalle circostanze specifiche dell'attività di elaborazione.

10. Modalità di esercizio dei diritti

Potrà in qualsiasi momento esercitare i diritti inviando:

- una raccomandata a.r. alla scrivente (vedere l’indirizzo indicato nella carta intestata);

- una e-mail all’indirizzo info@studiolocatelli.it

11. Minori

Quanto offerto dal Titolare del trattamento ed oggetto del rapporto con Lei in essere non prevede l’acquisizione intenzionale di informazioni personali riferite ai minori. Nel caso in cui informazioni su minori fossero involontariamente registrate, il Titolare del trattamento le cancellerà in modo tempestivo, su richiesta dell’interessato.

12. Dati personali non ottenuti presso l’interessato

Può capitare che la scrivente non sia il Titolare del trattamento al quale Lei ha dato i suoi dati personali, ma risulti essere co-titolare del trattamento o responsabile del trattamento in esterno e che quindi i Suoi dati siano giunti alla scrivente in seconda battuta a causa di un contratto che regola le parti. In questo caso si precisa che la scrivente farà il possibile per accertarsi che Lei sia stato informato ed abbia dato il consenso al trattamento. Può chiedere in ogni momento alla scrivente l’origine di acquisizione dei Suoi dati.

13. Titolare, , D.P.O. (R.P.D.) e Incaricati

Di seguito le forniamo alcune informazioni che è necessario portare alla sua conoscenza, non solo per ottemperare agli obblighi di legge, ma anche perché la trasparenza e la correttezza nei confronti del nostro personale/collaboratori è parte fondante della nostra attività.

Titolare del trattamento. Il Titolare del Trattamento dei suoi dati personali è STUDIO LEGALE LOCATELLI per conto della quale Azienda firma il Sig. Lorenzo Locatelli, responsabile nei suoi confronti del legittimo e corretto uso dei suoi dati personali e che potrà contattare per qualsiasi informazione o richiesta ai seguenti recapiti: telefono +39 049 663612, e-mail: info@studiolocatelli.it.

D.P.O. (Data Protection Officer) – R.P.D. (Responsabile delle Protezione dei Dati). Potrà inoltre rivolgersi al Responsabile della Protezione dei Dati per avere informazioni e inoltrare richieste circa i suoi dati o per segnalare disservizi o qualsiasi problema eventualmente riscontrato.

Il Titolare del trattamento ha nominato Responsabile della Protezione dei Dati il Sig. Nicola Ghinello che potrà contattare ai seguenti recapiti: telefono +39 348 3165267, e-mail: nicola.ghinello@dpo-rpd.com.

Incaricati. L’elenco aggiornato degli incaricati al trattamento è custodito presso la sede del Titolare del trattamento.

 

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