11.2019

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IL RITORNO DI SAN MARTINO

La Responsabilità Medica: Riflessioni e "note" sulle 10 sentenze dell'11 novembre

Convegno organizzato e promosso da Studio Legale Locatelli, Padova, 12 dicembre 2019.

 

Conseguenze risarcitorie del difetto di consenso informato.

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28985 dell’11 novembre 2019 (rel. Olivieri)

 

La Corte di Cassazione, nella sentenza in commento, ritorna sulla tematica delle conseguenze risarcitorie del difetto di consenso informato, ribadendo il principio, ormai definitivamente acquisito nella giurisprudenza di legittimità, che la manifestazione del consenso del paziente alla prestazione sanitaria costituisce  esercizio di un autonomo diritto soggettivo all'autodeterminazione proprio della persona fisica, che, seppur connesso, deve essere tenuto distinto nettamente dal punto di vista sostanziale dal diritto alla salute, ossia dal diritto alla propria integrità fisica.

In definitiva, la Suprema Corte riconosce alla omissione informativa un’astratta capacità plurioffensiva, in quanto potenzialmente idonea a ledere distinti interessi sostanziali, rispettivamente, il diritto all’ autodeterminazione ed il diritto alla salute. Di contro il medico è tenuto a rendere edotto il paziente, indipendentemente dalla riconducibilità o meno di tale attività informativa ad un vincolo contrattuale o ad un obbligo legale. L’omissione informativa costituisce, infatti, condotta illecita, in quanto violativa di un diritto fondamentale della persona, e dunque da ritenere contra jus, indipendentemente dalla natura della responsabilità professionale medica.

I Giudici di legittimità hanno, quindi, ribadito che la violazione, da parte del medico, del dovere di informare il paziente, può causare due diversi tipi di danni:

a) un danno alla salute, quando sia ragionevole ritenere che il paziente - sul quale grava il relativo onere probatorio - se correttamente informato, avrebbe rifiutato di sottoporsi all'intervento (onde non subirne le conseguenze invalidanti);

b) un danno da lesione del diritto all'autodeterminazione, predicabile se, a causa del deficit informativo, il paziente abbia subito un pregiudizio, patrimoniale oppure non patrimoniale (ed, in tale ultimo caso, di apprezzabile gravità), diverso dalla lesione del diritto alla salute”.

Su queste basi, sono state prospettate alcune possibili situazioni conseguenti a un’omessa od insufficiente informazione:

A) omessa/insufficiente informazione in relazione ad un intervento che ha cagionato un danno alla salute a causa della condotta colposa del medico, a cui il paziente avrebbe in ogni caso scelto di sottoporsi, nelle medesime condizioni, "hic et nunc": in tal caso, il risarcimento sarà limitato al solo danno alla salute subito dal paziente, nella sua duplice componente, morale e relazionale;

B) omessa/insufficiente informazione in relazione ad un intervento che ha cagionato un danno alla salute a causa della condotta colposa del medico, a cui il paziente avrebbe scelto di non sottoporsi: in tal caso, il risarcimento sarà esteso anche al danno da lesione del diritto all'autodeterminazione del paziente;

C) omessa informazione in relazione ad un intervento che ha cagionato un danno alla salute (inteso anche nel senso di un aggravamento delle condizioni preesistenti) a causa della condotta non colposa del medico, a cui il paziente avrebbe scelto di non sottoporsi: in tal caso, il risarcimento, sarà liquidato con riferimento alla violazione del diritto alla autodeterminazione (sul piano puramente equitativo), mentre la lesione della salute - da considerarsi comunque in relazione causale con la condotta, poiché, in presenza di adeguata informazione, l'intervento non sarebbe stato eseguito - andrà valutata in relazione alla eventuale situazione "differenziale" tra il maggiore danno biologico conseguente all'intervento ed il preesistente stato patologico invalidante del soggetto;

D) omessa informazione in relazione ad un intervento che non abbia cagionato danno alla salute del paziente, cui egli avrebbe comunque scelto di sottoporsi: in tal caso, nessun risarcimento sarà dovuto;

E) Omissione/inadeguatezza diagnostica che non abbia cagionato danno alla salute del paziente, ma che gli ha tuttavia impedito di accedere a più accurati ed attendibili accertamenti: in tal caso, il danno da lesione del diritto, costituzionalmente tutelato, alla autodeterminazione sarà risarcibile qualora il paziente alleghi che, dalla omessa, inadeguata o insufficiente informazione, gli siano comunque derivate conseguenze dannose, di natura non patrimoniale, in termini di sofferenza soggettiva e contrazione della libertà di disporre di se stesso, psichicamente e fisicamente - salva possibilità di provata contestazione della controparte.

“Il risarcimento del danno da lesione del diritto di autodeterminazione che si sia verificato per le non imprevedibili conseguenze di un atto terapeutico, pur necessario ed anche se eseguito "secundum legem artis", ma tuttavia effettuato senza la preventiva informazione del paziente circa i suoi possibili effetti pregiudizievoli e dunque senza un consenso consapevolmente prestato, dovrà conseguire alla allegazione del relativo pregiudizio ad opera del paziente, riverberando il rifiuto del consenso alla pratica terapeutica sul piano della causalità giuridica ex art. 1223 c.c. e cioè della relazione tra evento lesivo del diritto alla autodeterminazione - perfezionatosi con la condotta omissiva violativa dell'obbligo informativo preventivo - e conseguenze pregiudizievoli che da quello derivano secondo un nesso di regolarità causale. Il paziente che alleghi l'altrui inadempimento sarà dunque onerato della prova del nesso causale tra inadempimento e danno, posto che: a) il fatto positivo da provare è il rifiuto che sarebbe stato opposto dal paziente al medico; b) il presupposto della domanda risarcitoria è costituito dalla scelta soggettiva del paziente, sicché la distribuzione del relativo onere va individuato in base al criterio della cd. "vicinanza della prova"; c) il discostamento della scelta del paziente dalla valutazione di necessità/opportunità dell'intervento operata dal medico costituisce eventualità non corrispondente all’ “id quod plerumque accidit". Tale prova potrà essere fornita con ogni mezzo, ivi compresi il notorio, le massime di esperienza, le presunzioni, queste ultime fondate, in un rapporto di proporzionalità diretta, sulla gravità delle condizioni di salute del paziente e sul grado di necessarietà dell'operazione, non potendosi configurare, "ipso facto", un danno risarcibile con riferimento alla sola omessa informazione, attesa l'impredicabilità di danni "in re ipsa" nell'attuale sistema della responsabilità civile”.

 

 

Danno differenziale: menomazioni concorrenti e coesistenti.

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28986 dell’11 novembre 2019 (rel. Rossetti)

 

Nella sentenza in commento la Suprema Corte ha ribadito importanti principi in tema di liquidazione del danno differenziale con particolare attenzione alla distinzione tra menomazioni concorrenti e coesistenti.

La vicenda sottoposta al vaglio della Corte prendeva le mosse dalla richiesta di risarcimento del danno subito da un soggetto, portatore di un danno biologico del 60% al momento dell’incidente stradale, il quale, in conseguenza a tale evento aveva riportato un ulteriore 6,5% di postumi permanenti, per un totale di invalidità permanente del 66,5 %.

La sentenza di primo grado, confermata poi in appello, aveva accolto la domanda attorea, sul presupposto che l’invalidità causata dall’infortunio, oggetto di causa, riguardasse una persona dalla salute già compromessa, e pertanto, il risarcimento dovuto dall’attore era stato liquidato calcolando la differenza tra il valore monetario del grado di invalidità permanente di cui era affetta la vittima prima dell’infortunio ed il grado di invalidità permanente complessivamente residuato all’infortunio.

Il percorso logico compiuto dai Giudici di legittimità trae origine dalla distinzione tra causalità materiale e causalità giuridica, in quanto la preesistenza di malattie o menomazioni in capo alla vittima del fatto illecito può astrattamente incidere tanto sul primo, quanto sul secondo dei suddetti nessi.

Spiega la Corte, infatti, che l’invalidità o la malattia pregressa infatti possono teoricamente costituire tanto una concausa di lesione (ad es., il responsabile infligge un lieve urto, altrimenti innocuo, a persona affetta da osteogenesi imperfetta o sindrome di Lobstein, provocandole gravi fratture) quanto una concausa di menomazione (ad es. il responsabile provoca l’amputazione della mano destra a chi aveva già perduto l’uso della sinistra).

Le lesioni preesistenti, si legge in Sentenza, sono dunque circostanze che pongono all’interprete un problema di causalità: materiale se rappresentano una concausa di lesione; e giuridica se rappresentano una concausa di menomazione.

Il ragionamento dei giudici di legittimità, viene, quindi riassunto nei seguenti principi di diritto:

“1) lo stato anteriore di salute della vittima di lesioni personali può concausare la lesione, oppure la menomazione che da quella derivata;

2) la concausa di lesioni è giuridicamente irrilevante;

3) la menomazione preesistente può essere concorrente o coesistente col maggior danno causato dall'illecito;

4) saranno "coesistenti" le menomazioni i cui effetti invalidanti non mutano per il fatto che si presentino sole od associate ad altre menomazioni, anche se afferenti i medesimi organi; saranno, invece, "concorrenti" le menomazioni i cui effetti invalidanti sono meno gravi se isolate, e più gravi se associate ad altre menomazioni, anche se afferenti ad organi diversi;

5) le menomazioni coesistenti sono di norma irrilevanti ai fini della liquidazione; nè può valere in ambito di responsabilità civile la regola sorta nell'ambito dell'infortunistica sul lavoro, che abbassa il risarcimento sempre e comunque per i portatori di patologie pregresse;

6) le menomazioni concorrenti vanno di norma tenute in considerazione:

a) stimando in punti percentuali l'invalidità complessiva dell'individuo (risultante, cioè, dalla menomazione preesistente più quella causata dall'illecito), e convertendola in denaro;

b) stimando in punti percentuali l'invalidità teoricamente preesistente all'illecito, e convertendola in denaro; lo stato di validità anteriore al sinistro dovrà essere però considerato pari al 100% in tutti quei casi in cui le patologie pregresse di cui il danneggiato era portatore non gli impedivano di condurre una vita normale;

c) sottraendo l'importo (b) dall'importo (a).”

 

 

L’Azione di rivalsa/regresso delle strutture nei confronti degli esercenti la professione sanitaria.

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28987 dell’11 novembre 2019 (rel. Porreca)

 

Con la sentenza in commento, la Suprema Corte prende in esame i casi di danni da "malpractice" medica nel regime anteriore alla legge n. 24 del 2017, nell'ipotesi di colpa esclusiva del medico, affermando l’impredicabilità di un diritto di rivalsa integrale della struttura nei confronti del medico, in quanto, diversamente opinando, l'assunzione del rischio d'impresa per la struttura si sostanzierebbe, in definitiva, nel solo rischio d'insolvibilità del medico così convenuto dalla stessa;

La Corte prosegue, spiegando che tale soluzione deve incontrare un limite laddove si manifesti un evidente iato tra (grave e straordinaria) "malpractice" e (fisiologica) attività economica dell'impresa, che si risolva in vera e propria interruzione del nesso causale tra condotta del debitore (in parola) e danno lamentato dal paziente.

Al di fine di ritenere superata la presunzione di divisione paritaria "pro quota" dell'obbligazione solidale evincibile, quale principio generale, dagli artt. 1298 e 2055, cod. civ., secondo i Giudici di legittimità occorre considerare il duplice titolo in ragione del quale la struttura risponde solidalmente del proprio operato, sicché sarà onere del "solvens" dimostrare non soltanto la colpa esclusiva del medico ma la derivazione causale dell'evento dannoso da una condotta del tutto dissonante rispetto al piano dell'ordinaria prestazione dei servizi di spedalità, in un'ottica di ragionevole bilanciamento del peso delle rispettive responsabilità sul piano dei rapporti interni.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte di Cassazione ha pronunciato il seguente principio di diritto:

In tema di danni da "malpractice" medica nel regime anteriore alla legge n. 24 del 2017, nell'ipotesi di colpa esclusiva del medico la responsabilità dev'essere paritariamente ripartita tra struttura e sanitario, nei conseguenti rapporti tra gli stessi, eccetto che negli eccezionali casi d'inescusabilmente grave, del tutto imprevedibile e oggettivamente improbabile devianza dal programma condiviso di tutela della salute cui la struttura risulti essersi obbligata.

 

 

Danno alla salute e personalizzazione del risarcimento del danno.

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28988 dell’11 novembre 2019 (rel. Positano)

 

Nella pronuncia in commento, viene chiarito il principio secondo cui, in caso di danno permanente alla salute, il risarcimento standard può essere aumentato solo se ci sono conseguenze dannose anomale e peculiari.

La vicenda prende le mosse dai danni subiti da un minore e dalla madre a causa di una manovra errata durante il parto. I genitori individuavano il pregiudizio nei danni patrimoniali (lucro cessante da inabilità permanente e danno emergente da perdita di possibilità attuale e futura - c.d. perdita di chance - lucro cessante da inabilità temporanea, ed emergente e per spese vive sostenute e da sostenersi) e non patrimoniali (biologico da invalidità permanente e temporanea, alla vita di relazione, alla veste estetica, morale soggettivo, esistenziale, alla vita privata, al rapporto familiare parentale, per la lesione del diritto ad una compiuta informativa e, comunque, per la lesione dei diritti personalissimi inviolabili).

I Giudici di legittimità chiariscono che la perduta possibilità di continuare a svolgere una qualsiasi attività, in conseguenza d'una lesione della salute, o costituisce una conseguenza "normale" del danno (cioè indefettibile per tutti i soggetti che abbiano patito una menomazione identica), ed allora sarà compensata con la liquidazione del danno biologico; ovvero è una conseguenza peculiare, ed allora dovrà essere risarcita, adeguatamente aumentando la stima del danno biologico (c.d. “personalizzazione").

In altri termini, ciò che rileva è che quella conseguenza sia straordinaria e non ordinaria, perché solo in tal caso essa non sarà ricompresa nel pregiudizio espresso dal grado percentuale di invalidità permanente, consentendo al giudice di procedere alla relativa personalizzazione in sede di liquidazione

In conclusione, la Suprema Corte ribadisce che soltanto in presenza di circostanze "specifiche ed eccezionali", tempestivamente allegate dal danneggiato, le quali rendano il danno concreto più grave rispetto alle conseguenze ordinariamente derivanti dai pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età, è consentito al giudice, con motivazione analitica e non stereotipata, incrementare le somme dovute a titolo risarcitorio in sede di personalizzazione della liquidazione.

 

 

Responsabilità contrattuale della struttura sanitaria verso il paziente e il danno da perdita del rapporto parentale.

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28989 dell’11 novembre 2019 (rel. Dell’Utri)

 

La pronuncia in esame approfondisce due diversi aspetti: l’uno relativo al riparto dell’onere probatorio tra azienda sanitaria e paziente, l’altro in merito al risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale.

Quanto al primo aspetto, la Corte ribadisce il principio secondo cui l'accettazione di un degente presso una struttura ospedaliera comporta l'assunzione di una prestazione strumentale e accessoria - rispetto a quella principale di somministrazione delle cure mediche, necessarie a fronteggiare la patologia del ricoverato - avente ad oggetto la salvaguardia della sua incolumità fisica e patrimoniale. Solo dopo aver provato il nesso causale tra il danno alla salute e il fatto della struttura sanitaria che aveva accettato il ricovero del paziente, incombe su detta struttura l'onere di fornire la prova della riconducibilità dell'inadempimento a una causa autonoma ad essa struttura non imputabile, ribadendo, dunque, il principio secondo cui incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l'onere di provare il nesso di causalità tra l' insorgenza di una nuova malattia e l'azione o l'omissione dei sanitari, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, spetta alla struttura dimostrare l'impossibilita della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l'inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile.

Quanto alla perdita del rapporto parentale, la Suprema Corte chiarisce che in virtù del principio di unitarietà e onnicomprensività del risarcimento del danno non patrimoniale - espresso con le Sentenze a Sezioni Unite dell’11 novembre 2008 - ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale da perdita del congiunto, l’attribuzione sia del danno morale sia del danno da perdita del rapporto parentale costituisce indebita duplicazione di risarcimento, poiché la sofferenza patita nel momento in cui la perdita è percepita (sul piano morale soggettivo), e quella che accompagna l’esistenza del soggetto che l’ha subita (sul piano dinamico-relazionale), rappresentano elementi essenziali dello stesso complesso e articolato pregiudizio, destinato ad essere risarcito, sì integralmente, ma anche unitariamente.

Allo stesso modo, continua la Corte, in virtù del principio di unitarietà e onnicomprensività del risarcimento del danno non patrimoniale, deve escludersi che al prossimo congiunto di persona deceduta in conseguenza del fatto illecito di un terzo possano essere liquidati sia il danno da perdita del rapporto parentale che il danno esistenziale, poiché il primo già comprende lo sconvolgimento dell'esistenza, che ne costituisce una componente intrinseca.

 

 

Nesso di causalità e causa ignota.

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28991 dell’11 novembre 2019 (rel. Scoditti)

 

La questione sottoposta alla Suprema Corte involge la tematica del nesso di causa nelle obbligazioni di diligenza professionale che, diversamente dalle obbligazioni di dare, implica un duplice ciclo causale: l’uno relativo all’evento dannoso, a monte, l’altro relativo all’impossibilità di adempiere, a valle.

Il nesso di causalità materiale che il creditore della prestazione professionale deve provare è quello fra intervento del sanitario e danno evento in termini di aggravamento della situazione patologica o di insorgenza di nuove patologie; il nesso eziologico che, invece, spetta al debitore di provare, dopo che il creditore abbia assolto il suo onere probatorio, è quello fra causa esterna, imprevedibile ed inevitabile alla stregua dell’ordinaria diligenza di cui all’art. 1176 comma 1 c.c. ed impossibilità sopravvenuta della prestazione di diligenza professionale (art. 1218 c.c.).

Chiariti tali principi, la Corte ha statuito che Ove sia dedotta la responsabilità contrattuale del sanitario per l'inadempimento della prestazione di diligenza professionale e la lesione del diritto alla salute è onere del danneggiato provare, anche a mezzo di presunzioni, il nesso di causalità fra l'aggravamento della situazione patologica, o l'insorgenza di nuove patologie, e la condotta del sanitario, mentre è onere della parte debitrice provare, ove il creditore abbia assolto proprio onere probatorio, che una causa imprevedibile ed inevitabile ha reso impossibile l'esatta esecuzione della prestazione.

Da ciò ne consegue che se resta ignota anche mediante l’utilizzo di presunzioni la causa dell’evento di danno, le conseguenze sfavorevoli ai fini del giudizio ricadono sul creditore della prestazione professionale, se invece resta ignota la causa di impossibilità sopravvenuta della prestazione di diligenza professionale, ovvero resta indimostrata l’imprevedibilità ed inevitabilità di tale causa, le conseguenze sfavorevoli ricadono sul debitore.

 

 

Ripartizione dell’onere probatorio nella responsabilità medica.

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28992 dell’11 novembre 2019 (rel. Scoditti)

 

La sentenza in commento ribadisce il principio di ripartizione dell’onere della prova in campo medico, confermando l’orientamento della giurisprudenza di legittimità in tema di nesso causale.

La Corte, in definitiva afferma che incombe sul creditore l'onere di provare il nesso di causalità fra la condotta del sanitario e l'evento di danno quale fatto costitutivo della domanda risarcitoria, statuendo che ove sia dedotta la responsabilità contrattuale del sanitario per l'inadempimento della prestazione di diligenza professionale e la lesione del diritto alla salute, è onere del danneggiato provare, anche a mezzo di presunzioni, il nesso di causalità fra l'aggravamento della situazione patologica, o l'insorgenza di nuove patologie, e la condotta del sanitario, mentre è onere della parte debitrice provare, ove il creditore abbia assolto proprio onere probatorio, che una causa imprevedibile ed inevitabile ha reso impossibile l'esatta esecuzione della prestazione.

Opinare diversamente e dunque negare che incomba sul paziente creditore di provare l’esistenza del nesso di causalità fra inadempimento e pregiudizio alla salute, spiega la Corte, significherebbe espungere dalla fattispecie costitutiva del diritto l’elemento della causalità materiale.

È proprio dell’obbligazione di dare lo schema classico che considera la causalità materiale assorbita nell’inadempimento, risultando quest’ultimo corrispondente alla lesione dell’interesse tutelato dal contratto e dunque al danno evento. In tale contesto, dunque, è sufficiente per il creditore limitarsi all’allegazione dell’inadempimento, non risultando un onere di specifica allegazione (e tanto meno di prova) della causalità materiale perché allegare l’inadempimento significa allegare anche il nesso di causalità e danno evento.

Nel diverso territorio del facere professionale la causalità materiale torna, invece, a confluire nella dimensione del necessario accertamento della riconducibilità dell’evento alla condotta secondo le regole generali.

 

 

Il danno non patrimoniale da perdita di chance

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28993 dell’11 novembre 2019 (rel. Valle)

 

La Corte di Cassazione, nella pronuncia in commento, chiarisce che il danno da perdita di chance si sostanzia nell'incertezza del risultato, la cui "perdita", ossia l'evento di danno, si configura come un’insuperabile incertezza, predicabile alla luce delle conoscenze scientifiche e delle metodologie di cura del tempo rapportate alle condizioni soggettive del danneggiato. Tale connotazione della chance in termini di possibilità perduta di un risultato migliore e soltanto eventuale non esclude né elide, difatti, la necessaria e preliminare indagine sulla relazione eziologica tra la condotta e l’evento dal momento che l’incertezza del risultato è destinata ad incidere non sulla analisi del nesso causale, ma sulla identificazione del danno poiché la possibilità perduta di un risultato sperato è la qualificazione/identificazione di un danno risarcibile a seguito della lesione di una situazione soggettiva rilevante e non della relazione causale tra condotta ed evento, che si presuppone risolta positivamente prima e a prescindere dall’analisi dell’evento lamentato come fonte di danno.

In definitiva, provato il nesso causale secondo le ordinarie regole civilistiche, rispetto ad un evento di danno accertato nella sua esistenza e nelle sue conseguenze, il risarcimento di quel danno sarà dovuto integralmente. Sul medesimo piano d’indagine, che si estende dal nesso al danno, ove quest’ultimo venisse morfologicamente identificato, in una dimensione di insuperabile incertezza, con una possibilità perduta, tale possibilità integra gli estremi della chance la cui risarcibilità consente di temperare equitativamente il criterio risarcitorio del cd. all or nothing, senza per questo essere destinata ad incidere sui criteri di causalità, né ad integrarne il necessario livello probatorio.

 

 

Responsabilità medica: Irretroattività delle norme di diritto sostanziale della Legge Gelli n. 24/2017 e retroattività dei criteri di liquidazione previsti dal Decreto Balduzzi.

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28990 dell’11 novembre 2019 (rel. Olivieri)

Cassazione civile, sez. III, sentenza n. 28994 dell’11 novembre 2019 (rel. Valle)

 

Con le sentenze in commento, la Corte di Cassazione ha chiarito che le norme sostanziali della decreto legge 13 settembre 2012 n. 138 e della Legge Gelli non hanno efficacia retroattiva, al contrario dei criteri di liquidazione del danno non patrimoniale, confermati anche dalla successiva legge 8.3.2017 n. 24 cd. Gelli -Bianco, applicabili retroattivamente.

E dunque, l’art. 3 comma 1 del Decreto Balduzzi, d.l. n. 158 del 2012,  e l’art. 7, comma 3, della Legge n. 24 del 2017 non possono ritenersi, in assenza di specifica disposizione transitoria, non contenuta né nella stessa legge n. 189 del 2012 o nella successiva legge n. 24 del 2017, avere efficacia retroattiva. Esse pertanto, conformemente all’art. 11 delle disp. Prel. Cod. civ. regolano unicamente fattispecie verificatesi successivamente alla loro entrata in vigore.

Al contrario invece, l’art. 3 comma 3 della legge 189/2012 (legge Balduzzi, sul punto confermata dalla legge 24/2017) è applicabile a tutti i processi in corso, anche se il danno si è verificato prima dell’entrata in vigore della Legge.

Di conseguenza i principi di diritto formulati dalla Corte sono i seguenti:

“Le norme sostanziali contenute nella L. n. 189 del 2012, al pari di quelle di cui alla L. n. 24 del 2017, non hanno portata retroattiva, e non possono applicarsi ai fatti avvenuti in epoca precedente alla loro entrata in vigore, a differenza di quelle che, richiamando gli artt. 138 e 139 codice delle assicurazioni private in punto di liquidazione del danno, sono di immediata applicazione anche ai fatti pregressi”.

(sentenza n. 28994 dell’11 novembre 2019)

 “Non intervenendo a modificare con efficacia retroattiva gli elementi costitutivi della fattispecie legale della responsabilità civile (negando od impedendo il risarcimento di conseguenze-dannose già realizzatisi), l'art. 3, comma 3, del decreto legge 13 settembre 2012 n. 138, convertito, con modificazioni, nella legge 8 novembre 2012 n. 189 (cd. legge Balduzzi che dispone l'applicazione, nelle controversie concernenti la responsabilità - contrattuale od extracontrattuale per esercizio della professione sanitaria, del criterio di liquidazione equitativa del danno non patrimoniale secondo le Tabelle elaborate in base agli artt. 138 e 139 del CAD - criteri di liquidazione del danno non patrimoniale, confermati anche dalla successiva legge 8.3.2017 n. 24 cd. Gelli -Bianco), trova diretta applicazione in tutti i casi in cui il Giudice sia chiamato a fare applicazione, in pendenza del giudizio, del criterio di liquidazione equitativa del danno non patrimoniale, con il solo limite della formazione del giudicato interno sul "quantum". Non è ostativa, infatti, la circostanza che la condotta illecita sia stata commessa, ed il danno si sia prodotto, anteriormente alla entrata in vigore della legge, o che l'azione risarcitoria sia stata promossa prima dell'entrata in vigore del predetto decreto legge; né può configurarsi una ingiustificata disparità di trattamento tra i giudizi ormai conclusi ed i giudizi pendenti, atteso che proprio e soltanto la definizione del giudizio - e la formazione del giudicato - preclude una modifica retroattiva della regola giudiziale a tutela della autonomia della funzione giudiziaria e del riparto delle attribuzioni al potere legislativo e al potere giudiziario. Neppure può ravvisarsi una lesione del legittimo affidamento in ordine alla determinazione del valore monetario del danno non patrimoniale, in quanto il potere discrezionale di liquidazione equitativa del danno, riservato al Giudice di merito, si colloca su un piano distinto e comunque al di fuori della fattispecie legale della responsabilità civile: la norma sopravvenuta non ha, infatti, modificato gli effetti giuridici che la legge preesistente ricollega alla condotta illecita, né ha inciso sulla esistenza e sulla conformazione del diritto al risarcimento del danno insorto a seguito del perfezionamento della fattispecie.

(sentenza 288990 dell’11 novembre 2019).

 

 

 

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    L'invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell'indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva.  Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.

     

    NATURA DEI DATI TRATTATI

    Trattiamo/tratteremo esclusivamente i Vostri dati anagrafici, e saranno utilizzati al solo fine di eseguire servizio o la prestazione richiesta.  Limitatamente alle informazioni rilasciate su questo sito, non saranno trattati dati personali qualificabili come “Particolari” sensibili o di natura giudiziaria. 

     

    DATI DI UTENTI MINORI DI ETÀ

    In caso di trattamento di dati di minori, occorre acquisire il consenso dai genitori o dagli esercenti la patria potestà se l'interessato ha meno di 16 anni.

     

    COOKIES

    Nessun dato personale degli utenti viene in proposito acquisito dal sito.  Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né vengono utilizzati c.d. cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti.  L'uso di c.d. cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e svaniscono con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito.  I c.d. cookies di sessione utilizzati in questo sito evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente. 

     

    FILE DI LOG E LORO CONSERVAZIONE

    I file di log saranno tracciati per motivi di sicurezza che impongono la registrazione ed il mantenimento dei file log e l'accessibilità agli stessi da parte della polizia giudiziaria nell'eventualità in cui quest'ultima ne facesse richiesta.  A tal fine i file di log degli accessi saranno mantenuti per un arco temporale non superiore a: 6 mesi/-1 anno .  Eventuali controlli degli accessi saranno effettuati in maniera graduale e nel pieno rispetto della norma, in particolare dei principi di necessità e proporzionalità.

     

    BASE GIURIDICA E FINALITÀ DEL TRATTAMENTO

    I Dati vengono da noi raccolti con la esclusiva finalità di del corretto e completo svolgimento della nostra attività commerciale nei Suoi confronti, con le finalità di seguito descritte, ovvero: 

    • erogazione di servizi basati su interfaccia web (registrazione anagrafica utenti);
    • erogazione di informazioni relative alla Sua specifica richiesta sui servizi di Studio Legale Locatelli;
    • finalità connesse agli obblighi previsti da leggi, da regolamenti, dalla normativa comunitaria e da disposizioni impartite da autorità a ciò legittimate dalla legge;
    • Il trattamento dei dati personali per le finalità dal punto a) al punto c) di cui sopra, non richiede il Suo consenso espresso (art. 24, lett. a) e b) del Codice e art. 6 lett. b) e e) del RGPD);
    • svolgimento di attività di marketing e promozionali di prodotti e servizi del Titolare, comunicazioni commerciali, sia con mezzi automatizzati senza intervento dell’operatore (es. sms, fax, mms, posta elettronica ecc.) che tradizionali (tramite telefono, posta);
    • Iscrizione alla ricezione di News Letter periodiche.

    Il trattamento dei dati personali per le finalità ai punti d) ed e) di cui sopra, richiede il suo consenso espresso (art. 23 del Codice e art. 7 del RGPD). Detto consenso riguarda sia le modalità di comunicazione automatizzate che quelle tradizionali sopra descritte.  Lei avrà sempre il diritto di opporsi in maniera agevole e gratuitamente, in tutto o anche solo in parte al trattamento dei Suoi dati per dette finalità, escludendo ad esempio le modalità automatizzate di contatto ed esprimendo la sua volontà di ricevere comunicazioni commerciali e promozionali esclusivamente attraverso modalità tradizionali di contatto.   La base Giuridica del trattamento è basata sia sul consenso dell’interessato, sia sul legittimo interesse del Titolare del Trattamento di informare gli interessati su eventi formativi in programma in base al rispettivo interesse.

     

    OBBLIGO O FACOLTÀ DI CONFERIRE I DATI E CONSEGUENZE DELL’EVENTUALE RIFIUTO

    A parte quanto specificato per i dati di navigazione, l'utente è libero di fornire i dati personali riportati nei moduli di richiesta o comunque indicati in contatti per avere informazioni circa le offerte immobiliari dalla scrivente, o per sollecitare l'iscrizione nella mailing list del sito, o l'invio di informazioni richieste.  I dati richiesti per le finalità di cui alle precedenti lettere a), b) e c) devono essere obbligatoriamente forniti per l’adempimento degli obblighi di legge e/o per la conclusione ed esecuzione del rapporto contrattuale o la fornitura dei servizi o informazioni richiesti.  Pertanto il Suo eventuale rifiuto, anche parziale, di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di instaurare e gestire il rapporto stesso e di fornire il servizio richiesto.  Il conferimento dei dati personali necessari per le finalità di cui alle precedenti lettere d) ed f) è facoltativo, pertanto il Suo eventuale rifiuto di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di porre in essere le attività ivi descritte fermo restando il rapporto in essere.

     

    DURATA DEL TRATTAMENTO E PERIODO DI CONSERVAZIONE DEI DATI PERSONALI

    I dati raccolti sono trattati per i tempi necessari agli scopi per i quali sono stati raccolti, e comunque non oltre i tempi prescritti dalle norme di legge.  I dati necessari a fini fiscali sono conservati fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta, quindi per almeno 10 anni e più se la relativa annualità non è ancora prescritta ai fini fiscali.  Alla scadenza di tale termine i dati saranno cancellati o anonimizzati, a meno che non sussistano ulteriori finalità per la conservazione degli stessi (es. obblighi di fornitura garanzia, obblighi fiscali).  I dati raccolti e trattati sulla base del consenso per finalità commerciali e di marketing saranno trattati fino a revoca dello stesso, o al termine della prestazione fornita e in mancanza di esso, saranno conservati per un periodo massimo di 2 anni dopodichè saranno distrutti o anonimizzati.

     

    MODALITÀ DEL TRATTAMENTO

    Il trattamento dei dati avviene/avverrà mediante l’utilizzo di strumenti elettronici per mezzo del ns. sistema informatico, ed in tal caso verranno registrati su supporti informatici protetti, ovvero manualmente e la documentazione cartacea relativa verrà da noi correttamente mantenuta e protetta per tutto il tempo necessario al trattamento attraverso procedure idonee a garantirne la sicurezza e la riservatezza per prevenire la perdita dei dati nel rispetto delle misure di sicurezza di cui all’art. 32 del GDPR 2016/679, da usi illeciti o non corretti ed accessi non autorizzati e potrà essere effettuato sia mediante supporti cartacei, sia attraverso l’ausilio di strumenti elettronici automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti.

     

    COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE

    I Vostri dati non verranno da noi "diffusi", con tale termine intendendosi il darne conoscenza a soggetti indeterminati in qualunque modo, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione, salvo specifico consenso concesso da parte dell’interessato con atto a parte.  I Vostri dati potranno invece essere da noi "comunicati", con tale termine intendendosi il darne conoscenza ad uno o più soggetti determinati, nei seguenti termini:

    • a soggetti incaricati all’interno della nostra Società di trattare i Vostri dati, ed in particolare agli addetti all’Ufficio amministrazione;
    • a soggetti che possono accedere ai dati in forza di disposizione di legge, di regolamento o di normativa comunitaria, nei limiti previsti da tali norme;
    • a soggetti che hanno necessità di accedere ai Vostri dati per finalità ausiliarie al rapporto che intercorre tra Voi e noi, nei limiti strettamente necessari per svolgere i compiti ausiliari loro affidati come ad esempio: gli istituti di creare, corrieri ecc.;
    • a soggetti nostri consulenti, nei limiti necessari per svolgere il loro incarico presso la nostra Società, ovvero in regime di Outsourcing, in qualità di Responsabili esterni del Trattamento previa nostra lettera di incarico che imponga il dovere di riservatezza e sicurezza nel trattamento dei Vostri dati.

     

    PLUGIN SOCIAL NETWORK

    Il presente sito incorpora anche plugin e/o bottoni per i social network, al fine di consentire una facile condivisione dei contenuti sui vostri social network preferiti.  Tali plugin sono programmati in modo da non impostare alcun cookie all'accesso della pagina, per salvaguardare la privacy degli utenti.  Eventualmente i cookie vengono impostati, se così previsto dai social network, solo quando l'utente fa effettivo e volontario uso del plugin.  Si tenga presente che se l'utente naviga essendo loggato nel social network allora ha già acconsentito all'uso dei cookie veicolati tramite questo sito al momento dell'iscrizione al social network.  La raccolta e l'uso delle informazioni ottenute a mezzo del plugin sono regolati dalle rispettive informative privacy dei social network, alle quali si prega di fare riferimento.

     

    DIRITTI DEGLI INTERESSATI

    La informiamo che nella Sua qualità di interessato, Lei ha ai sensi degli articoli da 15 a 23 del RGDP 2016/679, i diritti qui sotto elencati che potrà far valere rivolgendo apposita richiesta al Titolare del trattamento e/o al responsabile del trattamento, oltre il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo:

    • Art. 15-Diritto di accesso
    • L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle informazioni riguardanti il trattamento.
    • Art. 16 - Diritto di rettifica
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo.  Tenuto conto delle finalità del trattamento, l'interessato ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
    • Art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all’oblio)
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali.
    • Art. 18 - Diritto di limitazione del trattamento
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi: 
    • a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali; 
    • b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; 
    • c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria; 
    • d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
    • Art. 20 - Diritto alla portabilità dei dati
    • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
    • Art. 21 - Diritto di opposizione
    • L'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni.
    • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
    • L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

     

    MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

    Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

    email: info@studiolocatelli.it

    telefono +39 049 66 36 12

     

    Ultima modifica 22.06.2019

     

Privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano. Si tratta di un'informativa che è resa anche ai sensi dell'art. 13 del Regolamento Generale UE 2016/679 (di seguito “RGDP”) sulla protezione dei dati personali a coloro che interagiscono con i servizi web accessibili per via telematica dall'indirizzo: https://www.studiolegalelocatelli.net

 

L'informativa è resa solo per il sito in oggetto e non anche per altri siti web eventualmente consultati dall'utente tramite link.  L'informativa si ispira anche alla Delibera n. 13 del 1º marzo 2007 "su internet e posta elettronica" del Garante della Privacy, ed alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall'art. 29 della direttiva n. 95/46/CE , hanno adottato il 17 maggio 2001 per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dagli scopi del collegamento.  Il trattamento delle informazioni personali che La riguardano sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti.  La normativa in oggetto prevede innanzitutto che chiunque effettua trattamenti di dati personali è tenuto ad informare il soggetto interessato su quali dati vengano trattati ed a quale scopo, pertanto, secondo quanto disposto dall’art. 13 del RGDP 2016/679, Vi forniamo le seguenti informazioni:

 

ESTREMI IDENTIFICATIVI DEL TITOLARE, DEL RESPONSABILE E DEL RAPPRESENTANTE DEL TITOLARE NEL TERRITORIO DELLO STATO

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.  Le segnaliamo che il Titolare del Trattamento è Studio Legale Locatelli, con sede legale in Galleria Alcide de Gasperi 4 a Padova, e che l’elenco aggiornato dei Responsabili potrà sempre essere richiesto al Titolare del Trattamento, elettivamente domiciliato, presso la sede della scrivente, al quale dovranno essere inoltrate le comunicazioni per l’esercizio dei diritti riconosciuti all’interessato di cui degli articoli da 15 a 23 del RGDP a mezzo lettera raccomandata, PEC o posta elettronica presso la quale è anche disponibile l’elenco completo dei soggetti ai quali i dati possono essere comunicati.

 

LUOGO DI TRATTAMENTO DEI DATI

I trattamenti connessi ai servizi web di questo sito hanno luogo presso la sede legale di Studio Legale Locatelli, e sono curati solo da personale tecnico incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.  Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso.  I dati personali forniti dagli utenti che inoltrano richieste di informazioni o di iscrizione alla mailing list del sito, sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

 

TIPO DI DATI TRATTATI

Dati di navigazione

I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo sito web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell'uso dei protocolli di comunicazione di Internet.  Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare gli utenti.  In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l'orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all'ambiente informatico dell'utente.  Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull'uso del sito e per controllarne il corretto funzionamento e vengono cancellati immediatamente dopo l'elaborazione.  I dati potrebbero essere utilizzati per l'accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito: salva questa eventualità, allo stato i dati sui contatti web non persistono per più di sei mesi

Dati forniti volontariamente dall'utente

L'invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell'indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva.  Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.

 

NATURA DEI DATI TRATTATI

Trattiamo/tratteremo esclusivamente i Vostri dati anagrafici, e saranno utilizzati al solo fine di eseguire servizio o la prestazione richiesta.  Limitatamente alle informazioni rilasciate su questo sito, non saranno trattati dati personali qualificabili come “Particolari” sensibili o di natura giudiziaria. 

 

DATI DI UTENTI MINORI DI ETÀ

In caso di trattamento di dati di minori, occorre acquisire il consenso dai genitori o dagli esercenti la patria potestà se l'interessato ha meno di 16 anni.

 

COOKIES

Nessun dato personale degli utenti viene in proposito acquisito dal sito.  Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né vengono utilizzati c.d. cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti.  L'uso di c.d. cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e svaniscono con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito.  I c.d. cookies di sessione utilizzati in questo sito evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente. 

 

FILE DI LOG E LORO CONSERVAZIONE

I file di log saranno tracciati per motivi di sicurezza che impongono la registrazione ed il mantenimento dei file log e l'accessibilità agli stessi da parte della polizia giudiziaria nell'eventualità in cui quest'ultima ne facesse richiesta.  A tal fine i file di log degli accessi saranno mantenuti per un arco temporale non superiore a: 6 mesi/-1 anno .  Eventuali controlli degli accessi saranno effettuati in maniera graduale e nel pieno rispetto della norma, in particolare dei principi di necessità e proporzionalità.

 

BASE GIURIDICA E FINALITÀ DEL TRATTAMENTO

I Dati vengono da noi raccolti con la esclusiva finalità di del corretto e completo svolgimento della nostra attività commerciale nei Suoi confronti, con le finalità di seguito descritte, ovvero: 

  • erogazione di servizi basati su interfaccia web (registrazione anagrafica utenti);
  • erogazione di informazioni relative alla Sua specifica richiesta sui servizi di Studio Legale Locatelli;
  • finalità connesse agli obblighi previsti da leggi, da regolamenti, dalla normativa comunitaria e da disposizioni impartite da autorità a ciò legittimate dalla legge;
  • Il trattamento dei dati personali per le finalità dal punto a) al punto c) di cui sopra, non richiede il Suo consenso espresso (art. 24, lett. a) e b) del Codice e art. 6 lett. b) e e) del RGPD);
  • svolgimento di attività di marketing e promozionali di prodotti e servizi del Titolare, comunicazioni commerciali, sia con mezzi automatizzati senza intervento dell’operatore (es. sms, fax, mms, posta elettronica ecc.) che tradizionali (tramite telefono, posta);
  • Iscrizione alla ricezione di News Letter periodiche.

Il trattamento dei dati personali per le finalità ai punti d) ed e) di cui sopra, richiede il suo consenso espresso (art. 23 del Codice e art. 7 del RGPD). Detto consenso riguarda sia le modalità di comunicazione automatizzate che quelle tradizionali sopra descritte.  Lei avrà sempre il diritto di opporsi in maniera agevole e gratuitamente, in tutto o anche solo in parte al trattamento dei Suoi dati per dette finalità, escludendo ad esempio le modalità automatizzate di contatto ed esprimendo la sua volontà di ricevere comunicazioni commerciali e promozionali esclusivamente attraverso modalità tradizionali di contatto.   La base Giuridica del trattamento è basata sia sul consenso dell’interessato, sia sul legittimo interesse del Titolare del Trattamento di informare gli interessati su eventi formativi in programma in base al rispettivo interesse.

 

OBBLIGO O FACOLTÀ DI CONFERIRE I DATI E CONSEGUENZE DELL’EVENTUALE RIFIUTO

A parte quanto specificato per i dati di navigazione, l'utente è libero di fornire i dati personali riportati nei moduli di richiesta o comunque indicati in contatti per avere informazioni circa le offerte immobiliari dalla scrivente, o per sollecitare l'iscrizione nella mailing list del sito, o l'invio di informazioni richieste.  I dati richiesti per le finalità di cui alle precedenti lettere a), b) e c) devono essere obbligatoriamente forniti per l’adempimento degli obblighi di legge e/o per la conclusione ed esecuzione del rapporto contrattuale o la fornitura dei servizi o informazioni richiesti.  Pertanto il Suo eventuale rifiuto, anche parziale, di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di instaurare e gestire il rapporto stesso e di fornire il servizio richiesto.  Il conferimento dei dati personali necessari per le finalità di cui alle precedenti lettere d) ed f) è facoltativo, pertanto il Suo eventuale rifiuto di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di porre in essere le attività ivi descritte fermo restando il rapporto in essere.

 

DURATA DEL TRATTAMENTO E PERIODO DI CONSERVAZIONE DEI DATI PERSONALI

I dati raccolti sono trattati per i tempi necessari agli scopi per i quali sono stati raccolti, e comunque non oltre i tempi prescritti dalle norme di legge.  I dati necessari a fini fiscali sono conservati fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta, quindi per almeno 10 anni e più se la relativa annualità non è ancora prescritta ai fini fiscali.  Alla scadenza di tale termine i dati saranno cancellati o anonimizzati, a meno che non sussistano ulteriori finalità per la conservazione degli stessi (es. obblighi di fornitura garanzia, obblighi fiscali).  I dati raccolti e trattati sulla base del consenso per finalità commerciali e di marketing saranno trattati fino a revoca dello stesso, o al termine della prestazione fornita e in mancanza di esso, saranno conservati per un periodo massimo di 2 anni dopodichè saranno distrutti o anonimizzati.

 

MODALITÀ DEL TRATTAMENTO

Il trattamento dei dati avviene/avverrà mediante l’utilizzo di strumenti elettronici per mezzo del ns. sistema informatico, ed in tal caso verranno registrati su supporti informatici protetti, ovvero manualmente e la documentazione cartacea relativa verrà da noi correttamente mantenuta e protetta per tutto il tempo necessario al trattamento attraverso procedure idonee a garantirne la sicurezza e la riservatezza per prevenire la perdita dei dati nel rispetto delle misure di sicurezza di cui all’art. 32 del GDPR 2016/679, da usi illeciti o non corretti ed accessi non autorizzati e potrà essere effettuato sia mediante supporti cartacei, sia attraverso l’ausilio di strumenti elettronici automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti.

 

COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE

I Vostri dati non verranno da noi "diffusi", con tale termine intendendosi il darne conoscenza a soggetti indeterminati in qualunque modo, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione, salvo specifico consenso concesso da parte dell’interessato con atto a parte.  I Vostri dati potranno invece essere da noi "comunicati", con tale termine intendendosi il darne conoscenza ad uno o più soggetti determinati, nei seguenti termini:

  • a soggetti incaricati all’interno della nostra Società di trattare i Vostri dati, ed in particolare agli addetti all’Ufficio amministrazione;
  • a soggetti che possono accedere ai dati in forza di disposizione di legge, di regolamento o di normativa comunitaria, nei limiti previsti da tali norme;
  • a soggetti che hanno necessità di accedere ai Vostri dati per finalità ausiliarie al rapporto che intercorre tra Voi e noi, nei limiti strettamente necessari per svolgere i compiti ausiliari loro affidati come ad esempio: gli istituti di creare, corrieri ecc.;
  • a soggetti nostri consulenti, nei limiti necessari per svolgere il loro incarico presso la nostra Società, ovvero in regime di Outsourcing, in qualità di Responsabili esterni del Trattamento previa nostra lettera di incarico che imponga il dovere di riservatezza e sicurezza nel trattamento dei Vostri dati.

 

PLUGIN SOCIAL NETWORK

Il presente sito incorpora anche plugin e/o bottoni per i social network, al fine di consentire una facile condivisione dei contenuti sui vostri social network preferiti.  Tali plugin sono programmati in modo da non impostare alcun cookie all'accesso della pagina, per salvaguardare la privacy degli utenti.  Eventualmente i cookie vengono impostati, se così previsto dai social network, solo quando l'utente fa effettivo e volontario uso del plugin.  Si tenga presente che se l'utente naviga essendo loggato nel social network allora ha già acconsentito all'uso dei cookie veicolati tramite questo sito al momento dell'iscrizione al social network.  La raccolta e l'uso delle informazioni ottenute a mezzo del plugin sono regolati dalle rispettive informative privacy dei social network, alle quali si prega di fare riferimento.

 

DIRITTI DEGLI INTERESSATI

La informiamo che nella Sua qualità di interessato, Lei ha ai sensi degli articoli da 15 a 23 del RGDP 2016/679, i diritti qui sotto elencati che potrà far valere rivolgendo apposita richiesta al Titolare del trattamento e/o al responsabile del trattamento, oltre il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo:

  • Art. 15-Diritto di accesso
  • L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle informazioni riguardanti il trattamento.
  • Art. 16 - Diritto di rettifica
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo.  Tenuto conto delle finalità del trattamento, l'interessato ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
  • Art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all’oblio)
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali.
  • Art. 18 - Diritto di limitazione del trattamento
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi: 
  • a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali; 
  • b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; 
  • c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria; 
  • d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
  • Art. 20 - Diritto alla portabilità dei dati
  • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
  • Art. 21 - Diritto di opposizione
  • L'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni.
  • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
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MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

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Ultima modifica 22.06.2019

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