12.2018

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La notifica a mezzo p.e.c. del ricorso per Cassazione

Cassazione Civile S.U. 22438/2018

Con la sentenza in epigrafe, la Suprema Corte torna ad affrontare l’importante questione, in precedenza già esaminata dalla Corte con l’ordinanza n. 30918 del 22 dicembre 2017, relativa al profilo di procedibilità del ricorso predisposto in originale telematico (ossia in formato nativo digitale) e notificato a mezzo p.e.c., ed il suo successivo deposito in copia analogica, privo di sottoscrizione autografa dei difensori, unitamente al deposito dei messaggi di p.e.c. riguardanti la notificazione del ricorso in originale telematico e della allegata procura, in copia informatica autenticata con firma digitale, senza l’attestazione di conformità.

In passato, in particolare in occasione della summenzionata ordinanza, la declaratoria di improcedibilità del ricorso venne sorretta dall’enunciazione della massima per cui il deposito in cancelleria di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo posta elettronica certificata, con attestazione di conformità priva di sottoscrizione autografa del difensore L. n. 53 del 1994, ex art. 9, comma 1-bis e 1-ter, ne comporta l’improcedibilità rilevabile d’ufficio ai sensi dell’art. 369 c.p.c., a nulla rilevando la mancata contestazione della controparte ovvero il deposito di copia del ricorso ritualmente autenticata oltre il termine perentorio di venti giorni dall’ultima notifica, non essendo ammissibile il recupero di una condizione di procedibilità mancante al momento della scadenza del termine per il deposito del ricorso.

Successivamente le Sezioni Unite, con la sentenza n. 10266/2018, hanno ribadito la necessità di estrarre copie analogiche degli atti digitali ed attestarne la conformità in virtù del potere conferito ex art. 6, L. n. 53 del 1994, fondando la propria posizione sul fatto che il processo telematico non è stato esteso al giudizio di Cassazione.

Con la sentenza a Sezioni Unite in esame, tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto che sussistano valide ragioni per rivedere tale orientamento, prima tra tutte l’esigenza di consentire la più ampia espansione del diritto fondamentale di azione e difesa in giudizio, il cui obiettivo è garantire l’effettività della tutela giurisdizionale, come voluto dalla Costituzione e dai principi CEDU. A tal proposito viene ribadito il fondamentale principio di strumentalità delle forme degli atti processuali, secondo il quale queste forme sono prescritte non per la realizzazione di un valore in sé, ma in quanto strumento più idoneo alla realizzazione del risultato perseguito.

Proprio alla luce di tali principi la Corte ha affermato, anzitutto, il superamento della sanzione dell’improcedibilità del ricorso notificato a mezzo p.e.c. come originale telematico e depositato in copia analogica (unitamente alle copie dei messaggi di p.e.c., della relata di notificazione e della procura) priva di attestazione di conformità L. n. 53 del 1994, ex art. 9 nell’ipotesi (che ricorre nella specie) di deposito della copia notificata del ricorso da parte del controricorrente ritualmente autenticata proprio ai sensi della L. n. 53 del 1994.

Sarebbe, dunque, sovrabbondante, oltre che in contrasto con i principi del giusto processo, insistere nell’affermare l’improcedibilità del ricorso, qualora controparte si sia costituita senza ritardi e abbia esibito il documento ricevuto.

La Suprema Corte si sofferma, poi, nel sottolineare come, nel caso di originale telematico notificato a mezzo p.e.c., sia proprio la parte destinataria della notificazione nella condizione di verificare la conformità dell’originale – in suo possesso, grazie alla notifica via p.e.c., di documento contenente la medesima firma digitale – alla copia analogica depositata in cancelleria, ed eventualmente operarne il disconoscimento. Inoltre, la Corte da rilievo al presupposto della iniziale tempestività (nei venti giorni stabiliti dall’art. 369 c.p.c.) del deposito del ricorso seppure in copia informe, che come in precedenza evidenziato – ha comunque consentito alla giurisprudenza di questa Corte (per tutte le già citate Cass., S.u., n. 323/1976 e Cass. n. 17534/2008) di dichiarare, una volta acquisita certezza circa la conformità della copia all’originale, procedibile l’impugnazione nonostante l’acquisizione dell’originale oltre il termine anzidetto.

Viene, dunque, statuito che il deposito in cancelleria della copia analogica del ricorso nativo telematico, nel termine di venti giorni dall’ultima notifica a mezzo p.e.c., senza attestazione di conformità, non ne comporta l’improcedibilità sia nel caso in cui il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica di detto ricorso autenticata dal proprio difensore, sia in quello in cui, ai sensi del D.Lgs. n. 82 del 2005, art. 23, comma 2, non ne abbia disconosciuto la conformità all’originale notificatogli.

Inoltre, se il destinatario della notificazione a mezzo p.e.c. rimane solo intimato non si procederà a dichiarare il ricorso improcedibile, qualora il ricorrente depositi l’asservazione di conformità all’originale (ex art. 9 della legge n. 53 del 1994) della copia analogica depositata sino all’udienza di discussione (art. 379 c.p.c.) o all’adunanza in camera di consiglio (art. 380 bis c.p.c., art. 380 bis c.p.c., comma 1 e art. 380 ter c.p.c.).

Ancora, nel caso in cui il destinatario della notificazione a mezzo p.e.c. depositi il controricorso disconoscendo la conformità all’originale della copia analogica, il ricorso sarà comunque procedibile se il ricorrente provvede a depositare, nei termini anzidetti, l’asservazione di legge circa la conformità della copia analogica, tempestivamente depositata, all’originale notificato.

La Corte, infine, conclude ritenendo che nell’ipotesi in cui vi siano più destinatari della notificazione a mezzo p.e.c. del ricorso nativo digitale e non tutti depositino controricorso, il ricorrente – posto che il comportamento concludente ex art. 23 comma 2, c.a.d. impegna solo la parte che lo pone in essere – sarà onerato di depositare nei termini sopra precisati l’asservazione di cui alla L. n. 53 del 1994 art. 9. In difetto il ricorso sarà dichiarato improcedibile.

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La risarcibilità della mera lesione del rapporto parentale

Cassazione Civile 23469/2018

La pronuncia in esame trae origine da una richiesta di risarcimento per lesione del rapporto parentale, conseguente alle gravi lesioni riportate da un congiunto a seguito di un sinistro stradale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso nella parte in cui i ricorrenti lamentavano l’errore della Corte d’Appello nell’escludere la risarcibilità della lesione del rapporto parentale a seguito (non della morte, bensì) di gravi lesioni fisiche e psichiche del familiare.

Con la decisione che oggi affrontiamo, la Suprema Corte ricorda che il pregiudizio da perdita del rapporto parentale rappresenta un peculiare aspetto del danno non patrimoniale e consiste non già nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità, bensì nello sconvolgimento dell’esistenza, rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, nonché della sofferenza interiore derivante dal venir meno del rapporto.

Ribadendo il proprio costante orientamento in materia, la Corte rileva che si tratta di danno non patrimoniale iure proprio del congiunto il quale è ristorabile in caso non solo di perdita, come erroneamente ritenuto dalla Corte territoriale, ma anche di merda lesione del rapporto parentale.

Dopo aver riconosciuto la spettanza di tale danno, la sentenza in esame ha il pregio di voler precisare le componenti del danno, facendo ricorso e richiamando in maniera schematica i principi consolidati in tema di risarcimento.

Ripercorrendo la giurisprudenza in materia, viene innanzitutto rilevato come l’ordinamento riconosce e disciplina (soltanto) le fattispecie del danno patrimoniale (nelle due forme del danno emergente e del lucro cessante: art. 1223 c.c.) e del danno non patrimoniale, la cui natura è unitaria (rispetto a qualsiasi lesione di un interesse o valore costituzionalmente protetto e non suscettibile di valutazione economica) e onnicomprensiva (obbligo, per il giudice di merito, di tener conto, a fini risarcitori, di tutte le conseguenze … derivanti dall’evento di danno).

La Corte prosegue indicando come il Giudice di merito, nell’accertamento e quantificazione del danno, debba valutare congiuntamente l’aspetto interiore e l’aspetto dinamico-relazionale del danno sofferto, specialmente per quanto riguarda il danno alla salute, la cui misura standard del risarcimento può essere aumentata nella sua componente dinamico –relazionale, solo in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale ed eccezionali. Dunque, prosegue la Suprema Corte, costituirà duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del danno biologico (…) e del danno cd. Esistenziale, mentre non lo sarà la differente ed autonoma valutazione compiuta con riferimento alla sofferenza interiore patita dal soggetto in conseguenza della lesione del suo diritto alla salute.

Qualora poi (come nel caso posto all’attenzione della Corte, in cui si discorre della lesione del diritto, costituzionalmente tutelato, alla relazione parentale), non vi sia una lesione della salute, ogni vulnus arrecato ad un altro valore/interesse costituzionalmente tutelato andrà specularmente valutato e accertato, all’esito di compiuta istruttoria, e in assenza di qualsiasi automatismo(…) il medesimo, duplice aspetto, tanto della sofferenza morale, quanto della privazione/diminuzione/modificazione delle attività dinamico-relazionali precedentemente esplicate dal soggetto danneggiato.

In ragione di quanto esposto, la Corte di Cassazione evidenzia la fallacia del ragionamento per cui il danno sarebbe costituito, in una dimensione di impredicabile unità, “dalla sofferenza del non poter più fare”, perché la più superficiale della disamina delle conseguenze di una grave lesione di un diritto costituzionalmente tutelato, come quello alla relazione parentale, consente ictu oculi di affermare, in alcuni casi, che, nonostante la intensa sofferenza morale, questa non incida, in tutto o in parte, sulle attività dinamico-relazionali del soggetto leso.

In definitiva, con questa pronuncia, la Suprema Corte, da un lato riconosce la configurabilità di un danno risarcibile in presenza di una mera lesione del rapporto parentale, dall’altro evidenzia la necessità di accertare la ricorrenza e la misura di tale danno concretamente, nonché caso per caso, tenendo in considerazione i principi regolatori della materia.

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Omicidio colposo per violazione del Codice della Strada

Cassazione Penale 41357/2018

La Corte di Cassazione si è pronunciata su un ricorso proposto dall’imputato avverso la sentenza con cui la Corte d’appello aveva confermato la sentenza di condanna per il reato di omicidio colposo commesso con violazione delle norme in materia di circolazione stradale, per aver investito, durante una manovra di retromarcia, un’anziana signora che stava transitando sul retro del furgone da lui condotto.

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in quanto manifestamente infondato, respingendo la tesi difensiva secondo cui il conducente del mezzo non sarebbe stato tenuto ad avvalersi nella manovra dell’ausilio di un terzo a terra, poiché guidava un mezzo omologato che non imponeva tale precauzione.

La pronuncia in esame, infatti, sottolinea che costituisce principio consolidato che, in tema di colpa nella circolazione stradale, la manovra di retromarcia va eseguita con estrema cautela, lentamente e con il completo controllo dello spazio retrostante; ne consegue che il conducente, qualora si renda conto di avere alle spalle una strada che non rende percepibile l’eventuale presenza di un pedone, se non può fare a meno di effettuare la manovra, deve porsi nella condizione di controllare la strada, ricorrendo, se del caso, alla collaborazione di terzi che, da terra, lo aiutino per consentirgli di fare retromarcia senza alcun pericolo per gli altri utenti della strada.

Viene sottolineata, dunque, l’insufficienza delle circostanze che il mezzo risulti omologato, dotato di specchietti retrovisori e abilitato alla circolazione stradale, in quanto l’art. 154 C.d.S. impone, in ogni caso, al conducente che intenda fare retromarcia di assicurarsi di poter effettuare la manovra in sicurezza, senza creare intralcio o pericolo ad altri utenti.

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La procura generale alle liti e il potere di incassare e rilasciare quietanze

Cassazione 22544/2018

La vicenda, oggetto della pronuncia in esame, trae origine dalla richiesta di risarcimento proposta dal ricorrente a seguito del trattenimento illegittimo, da parte del suo avvocato, di alcune somme di sua spettanza.

Il legale, esibendo alla Cancelleria dell’ufficio esecuzioni del Tribunale una procura generale alle liti, priva, però, del potere di incassare e rilasciare quietanze, era riuscito ad ottenere diversi mandati di pagamento in relazione a delle procedure esecutive concernenti il proprio cliente, trattenendo, poi, le relative somme.

Il ricorrente, dunque, proponeva la domanda di risarcimento non solo nei confronti dell’avvocato al quale aveva conferito mandato, ma anche nei confronti del Ministero della Giustizia, per condotta omissiva e negligente dei funzionari di cancelleria che avevano rilasciato i suddetti mandati di pagamento.

Nel giudizio di seconde cure la Corte d’appello ha escluso la responsabilità del Ministero sul rilievo che dall’interpretazione della procura generale alle liti si ricaverebbe che il pagamento effettuato all’avvocato aveva effetto liberatorio ai sensi dell’art. 1188, comma I, c.c..

La Corte di Cassazione, pur riconoscendo (e sul punto la giurisprudenza è costante) che il procuratore ad litem, se non è specificamente autorizzato, non è legittimato a riscuotere le somme dovute al proprio cliente ed a liberare il debitore, ha poi rilevato che pur in difetto di una specifica autorizzazione ad operare come rappresentante del creditore, rinvenibile nella già citata procura notarile ad litem, la legittimazione del D. (l’avvocato convenuto n.d.r.) a riscuotere i crediti di F.G. (l’attore-ricorrente n.d.r.) potesse trovare titolo – come ha correttamente ritenuto la Corte perugina – nel conferimento di un autonomo potere ex art. 1188 c.c., comma 1, di ricevere la prestazione quale mero indicatario di pagamento.

Infatti, proprio il fatto che la legge distingua tra rappresentante e soggetto, anche tacitamente, indicato dal creditore implica che la designazione di tale secondo soggetto ben può avvenire, e anzi avviene, al di fuori di un rapporto di rappresentanza in senso tecnico.

Dunque, da ciò la Cassazione ne ha derivato che a prescindere dall’esistenza di un (espresso) potere di riscuotere la prestazione conseguente alla sua posizione di procuratore ad lites, l’Avv. D. potesse porsi come indicatario di pagamento, come ha ritenuto la sentenza impugnata, senza, pertanto, che il giudice di appello sia incorso in alcuna violazione e/o falsa applicazione dell’art. 84 c.p.c., comma 2,e art. 1188 c.c., comma 1.

In conclusione, nonostante la procura alle liti non conferisca all’avvocato una espressa legittimazione a riscuotere quanto dovuto al proprio cliente, non può automaticamente disconoscersi la possibilità che tale legittimazione possa trovare un altro valido titolo.

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La lettera inviata per conoscenza alla Compagnia del danneggiante vale come messa in mora

Cassazione 24548/2018

La vicenda trae origine da una richiesta di risarcimento dei danni subiti a seguito di un sinistro stradale che, in via stragiudiziale, venne rivolta all’Assicuratore del danneggiato – e solo per conoscenza alla Compagnia del danneggiante – per poi, in via giudiziale, essere proposta nei confronti del preteso responsabile e della sua Assicurazione, ex art 144 CdA. Si costituì, con atto di intervento, solo la Compagnia del danneggiato.

Il Giudice di prime cure dichiarò la domanda improponibile e il Tribunale adito in sede di gravame confermò sostanzialmente la sentenza appellata, rilevando che se il danneggiato ha optato per la procedura di cui all’art. 149 cit. nella fase stragiudiziale, egli “non può convenire che la propria compagnia assicuratrice” nella successiva fase giudiziale.

Con l’accoglimento del ricorso la Suprema Corte ha evidenziato l’errore del Giudice di merito nell’aver ritenuto che il giudizio dovesse instaurarsi esclusivamente nei confronti dell’Assicuratore del danneggiato, in quanto destinatario della richiesta di risarcimento effettuata in via stragiudiziale.

Innanzitutto, la Cassazione, richiamando la nota sentenza n. 180 del 2009 della Corte Costituzionale, sottolinea che la procedura regolata dall’art. 149 CdA non costituisce un obbligo, bensì una facoltà per la parte danneggiata, e che non rappresenta una diminuzione di tutela, ma un ulteriore rimedio a disposizione del danneggiato. Si evidenzia, così, la ratio del c.d. Codice delle Assicurazioni che, alla luce di una lettura costituzionalmente orientata, risiede sia nel prestare la garanzia di maggior tutela del danneggiato sia nell’esigenza di semplificazione delle procedure risarcitorie.

Nel caso sottoposto al vaglio della Suprema Corte, dato per pacifico che il ricorrente aveva inviato la richiesta risarcitoria alla propria assicurazione e solo per conoscenza alla Compagnia del danneggiante, il problema centrale consisteva nello stabilire – avendo a mente la ratio della legge – se, essendo stata inviata la richiesta risarcitoria alla propria società di assicurazione, e “per conoscenza”, anche all’assicurazione del danneggiante, il danneggiato possa poi promuovere il giudizio nei confronti anche di quest’ultima, ovvero sia vincolato ad agire solo nei confronti della prima, seguendo il modello delineato dall’art. 149 più volte richiamato.

La Corte di legittimità, considerando il disegno voluto dal legislatore, ha ritenuto che una lettera inviata “per conoscenza” è sufficiente a mettere in moto il meccanismo che poi consente al danneggiato di intraprendere l’azione giudiziaria contro l’una o l’altra impresa di assicurazione, e dunque, continua, chi opta per il risarcimento diretto in sede stragiudiziale, deve informare anche l’impresa debitrice con lettera raccomandata; ma se, rivelatasi infruttuosa la trattativa, la vittima decide di convenire in giudizio l’assicuratore del responsabile, quella lettera che gli era stata inviata “per conoscenza” sarà sufficiente a rendere proponibile la domanda.

Questa sentenza, che si inserisce nella questione concernente il rapporto esistente tra la fase ante causam e il successivo giudizio di merito, ha, dunque, il pregio di puntualizzare come la lettera inviata per conoscenza all’Assicuratore valga come messa in mora dello stesso.

La Corte ha concluso enunciando il principio di diritto per cui nell’assicurazione per la responsabilità civile degli autoveicoli, ove il danneggiato abbia inviato la richiesta di risarcimento dei danni alla propria impresa di assicurazioni, secondo il modello del D.Lgs. n. 209 del 2005, art. 149, e per conoscenza all’impresa di assicurazione dell’altro veicolo coinvolto, e siano decorsi i termini di cui all’art. 145 del medesimo decreto, qualora la fase stragiudiziale non si concluda con un esito positivo, il danneggiato può proporre la domanda giudiziale anche nei confronti dell’impresa assicuratrice dell’altro veicolo coinvolto.

 

 
 

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    Il presente sito incorpora anche plugin e/o bottoni per i social network, al fine di consentire una facile condivisione dei contenuti sui vostri social network preferiti.  Tali plugin sono programmati in modo da non impostare alcun cookie all'accesso della pagina, per salvaguardare la privacy degli utenti.  Eventualmente i cookie vengono impostati, se così previsto dai social network, solo quando l'utente fa effettivo e volontario uso del plugin.  Si tenga presente che se l'utente naviga essendo loggato nel social network allora ha già acconsentito all'uso dei cookie veicolati tramite questo sito al momento dell'iscrizione al social network.  La raccolta e l'uso delle informazioni ottenute a mezzo del plugin sono regolati dalle rispettive informative privacy dei social network, alle quali si prega di fare riferimento.

     

    DIRITTI DEGLI INTERESSATI

    La informiamo che nella Sua qualità di interessato, Lei ha ai sensi degli articoli da 15 a 23 del RGDP 2016/679, i diritti qui sotto elencati che potrà far valere rivolgendo apposita richiesta al Titolare del trattamento e/o al responsabile del trattamento, oltre il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo:

    • Art. 15-Diritto di accesso
    • L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle informazioni riguardanti il trattamento.
    • Art. 16 - Diritto di rettifica
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo.  Tenuto conto delle finalità del trattamento, l'interessato ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
    • Art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all’oblio)
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali.
    • Art. 18 - Diritto di limitazione del trattamento
    • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi: 
    • a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali; 
    • b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; 
    • c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria; 
    • d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
    • Art. 20 - Diritto alla portabilità dei dati
    • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
    • Art. 21 - Diritto di opposizione
    • L'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni.
    • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
    • L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

     

    MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

    Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

    email: info@studiolocatelli.it

    telefono +39 049 66 36 12

     

    Ultima modifica 22.06.2019

     

Privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano. Si tratta di un'informativa che è resa anche ai sensi dell'art. 13 del Regolamento Generale UE 2016/679 (di seguito “RGDP”) sulla protezione dei dati personali a coloro che interagiscono con i servizi web accessibili per via telematica dall'indirizzo: https://www.studiolegalelocatelli.net

 

L'informativa è resa solo per il sito in oggetto e non anche per altri siti web eventualmente consultati dall'utente tramite link.  L'informativa si ispira anche alla Delibera n. 13 del 1º marzo 2007 "su internet e posta elettronica" del Garante della Privacy, ed alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall'art. 29 della direttiva n. 95/46/CE , hanno adottato il 17 maggio 2001 per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dagli scopi del collegamento.  Il trattamento delle informazioni personali che La riguardano sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti.  La normativa in oggetto prevede innanzitutto che chiunque effettua trattamenti di dati personali è tenuto ad informare il soggetto interessato su quali dati vengano trattati ed a quale scopo, pertanto, secondo quanto disposto dall’art. 13 del RGDP 2016/679, Vi forniamo le seguenti informazioni:

 

ESTREMI IDENTIFICATIVI DEL TITOLARE, DEL RESPONSABILE E DEL RAPPRESENTANTE DEL TITOLARE NEL TERRITORIO DELLO STATO

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.  Le segnaliamo che il Titolare del Trattamento è Studio Legale Locatelli, con sede legale in Galleria Alcide de Gasperi 4 a Padova, e che l’elenco aggiornato dei Responsabili potrà sempre essere richiesto al Titolare del Trattamento, elettivamente domiciliato, presso la sede della scrivente, al quale dovranno essere inoltrate le comunicazioni per l’esercizio dei diritti riconosciuti all’interessato di cui degli articoli da 15 a 23 del RGDP a mezzo lettera raccomandata, PEC o posta elettronica presso la quale è anche disponibile l’elenco completo dei soggetti ai quali i dati possono essere comunicati.

 

LUOGO DI TRATTAMENTO DEI DATI

I trattamenti connessi ai servizi web di questo sito hanno luogo presso la sede legale di Studio Legale Locatelli, e sono curati solo da personale tecnico incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.  Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso.  I dati personali forniti dagli utenti che inoltrano richieste di informazioni o di iscrizione alla mailing list del sito, sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

 

TIPO DI DATI TRATTATI

Dati di navigazione

I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo sito web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell'uso dei protocolli di comunicazione di Internet.  Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare gli utenti.  In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l'orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all'ambiente informatico dell'utente.  Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull'uso del sito e per controllarne il corretto funzionamento e vengono cancellati immediatamente dopo l'elaborazione.  I dati potrebbero essere utilizzati per l'accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito: salva questa eventualità, allo stato i dati sui contatti web non persistono per più di sei mesi

Dati forniti volontariamente dall'utente

L'invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell'indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva.  Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.

 

NATURA DEI DATI TRATTATI

Trattiamo/tratteremo esclusivamente i Vostri dati anagrafici, e saranno utilizzati al solo fine di eseguire servizio o la prestazione richiesta.  Limitatamente alle informazioni rilasciate su questo sito, non saranno trattati dati personali qualificabili come “Particolari” sensibili o di natura giudiziaria. 

 

DATI DI UTENTI MINORI DI ETÀ

In caso di trattamento di dati di minori, occorre acquisire il consenso dai genitori o dagli esercenti la patria potestà se l'interessato ha meno di 16 anni.

 

COOKIES

Nessun dato personale degli utenti viene in proposito acquisito dal sito.  Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né vengono utilizzati c.d. cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti.  L'uso di c.d. cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e svaniscono con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito.  I c.d. cookies di sessione utilizzati in questo sito evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente. 

 

FILE DI LOG E LORO CONSERVAZIONE

I file di log saranno tracciati per motivi di sicurezza che impongono la registrazione ed il mantenimento dei file log e l'accessibilità agli stessi da parte della polizia giudiziaria nell'eventualità in cui quest'ultima ne facesse richiesta.  A tal fine i file di log degli accessi saranno mantenuti per un arco temporale non superiore a: 6 mesi/-1 anno .  Eventuali controlli degli accessi saranno effettuati in maniera graduale e nel pieno rispetto della norma, in particolare dei principi di necessità e proporzionalità.

 

BASE GIURIDICA E FINALITÀ DEL TRATTAMENTO

I Dati vengono da noi raccolti con la esclusiva finalità di del corretto e completo svolgimento della nostra attività commerciale nei Suoi confronti, con le finalità di seguito descritte, ovvero: 

  • erogazione di servizi basati su interfaccia web (registrazione anagrafica utenti);
  • erogazione di informazioni relative alla Sua specifica richiesta sui servizi di Studio Legale Locatelli;
  • finalità connesse agli obblighi previsti da leggi, da regolamenti, dalla normativa comunitaria e da disposizioni impartite da autorità a ciò legittimate dalla legge;
  • Il trattamento dei dati personali per le finalità dal punto a) al punto c) di cui sopra, non richiede il Suo consenso espresso (art. 24, lett. a) e b) del Codice e art. 6 lett. b) e e) del RGPD);
  • svolgimento di attività di marketing e promozionali di prodotti e servizi del Titolare, comunicazioni commerciali, sia con mezzi automatizzati senza intervento dell’operatore (es. sms, fax, mms, posta elettronica ecc.) che tradizionali (tramite telefono, posta);
  • Iscrizione alla ricezione di News Letter periodiche.

Il trattamento dei dati personali per le finalità ai punti d) ed e) di cui sopra, richiede il suo consenso espresso (art. 23 del Codice e art. 7 del RGPD). Detto consenso riguarda sia le modalità di comunicazione automatizzate che quelle tradizionali sopra descritte.  Lei avrà sempre il diritto di opporsi in maniera agevole e gratuitamente, in tutto o anche solo in parte al trattamento dei Suoi dati per dette finalità, escludendo ad esempio le modalità automatizzate di contatto ed esprimendo la sua volontà di ricevere comunicazioni commerciali e promozionali esclusivamente attraverso modalità tradizionali di contatto.   La base Giuridica del trattamento è basata sia sul consenso dell’interessato, sia sul legittimo interesse del Titolare del Trattamento di informare gli interessati su eventi formativi in programma in base al rispettivo interesse.

 

OBBLIGO O FACOLTÀ DI CONFERIRE I DATI E CONSEGUENZE DELL’EVENTUALE RIFIUTO

A parte quanto specificato per i dati di navigazione, l'utente è libero di fornire i dati personali riportati nei moduli di richiesta o comunque indicati in contatti per avere informazioni circa le offerte immobiliari dalla scrivente, o per sollecitare l'iscrizione nella mailing list del sito, o l'invio di informazioni richieste.  I dati richiesti per le finalità di cui alle precedenti lettere a), b) e c) devono essere obbligatoriamente forniti per l’adempimento degli obblighi di legge e/o per la conclusione ed esecuzione del rapporto contrattuale o la fornitura dei servizi o informazioni richiesti.  Pertanto il Suo eventuale rifiuto, anche parziale, di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di instaurare e gestire il rapporto stesso e di fornire il servizio richiesto.  Il conferimento dei dati personali necessari per le finalità di cui alle precedenti lettere d) ed f) è facoltativo, pertanto il Suo eventuale rifiuto di fornire tali dati comporterebbe l’impossibilità di porre in essere le attività ivi descritte fermo restando il rapporto in essere.

 

DURATA DEL TRATTAMENTO E PERIODO DI CONSERVAZIONE DEI DATI PERSONALI

I dati raccolti sono trattati per i tempi necessari agli scopi per i quali sono stati raccolti, e comunque non oltre i tempi prescritti dalle norme di legge.  I dati necessari a fini fiscali sono conservati fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta, quindi per almeno 10 anni e più se la relativa annualità non è ancora prescritta ai fini fiscali.  Alla scadenza di tale termine i dati saranno cancellati o anonimizzati, a meno che non sussistano ulteriori finalità per la conservazione degli stessi (es. obblighi di fornitura garanzia, obblighi fiscali).  I dati raccolti e trattati sulla base del consenso per finalità commerciali e di marketing saranno trattati fino a revoca dello stesso, o al termine della prestazione fornita e in mancanza di esso, saranno conservati per un periodo massimo di 2 anni dopodichè saranno distrutti o anonimizzati.

 

MODALITÀ DEL TRATTAMENTO

Il trattamento dei dati avviene/avverrà mediante l’utilizzo di strumenti elettronici per mezzo del ns. sistema informatico, ed in tal caso verranno registrati su supporti informatici protetti, ovvero manualmente e la documentazione cartacea relativa verrà da noi correttamente mantenuta e protetta per tutto il tempo necessario al trattamento attraverso procedure idonee a garantirne la sicurezza e la riservatezza per prevenire la perdita dei dati nel rispetto delle misure di sicurezza di cui all’art. 32 del GDPR 2016/679, da usi illeciti o non corretti ed accessi non autorizzati e potrà essere effettuato sia mediante supporti cartacei, sia attraverso l’ausilio di strumenti elettronici automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti.

 

COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE

I Vostri dati non verranno da noi "diffusi", con tale termine intendendosi il darne conoscenza a soggetti indeterminati in qualunque modo, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione, salvo specifico consenso concesso da parte dell’interessato con atto a parte.  I Vostri dati potranno invece essere da noi "comunicati", con tale termine intendendosi il darne conoscenza ad uno o più soggetti determinati, nei seguenti termini:

  • a soggetti incaricati all’interno della nostra Società di trattare i Vostri dati, ed in particolare agli addetti all’Ufficio amministrazione;
  • a soggetti che possono accedere ai dati in forza di disposizione di legge, di regolamento o di normativa comunitaria, nei limiti previsti da tali norme;
  • a soggetti che hanno necessità di accedere ai Vostri dati per finalità ausiliarie al rapporto che intercorre tra Voi e noi, nei limiti strettamente necessari per svolgere i compiti ausiliari loro affidati come ad esempio: gli istituti di creare, corrieri ecc.;
  • a soggetti nostri consulenti, nei limiti necessari per svolgere il loro incarico presso la nostra Società, ovvero in regime di Outsourcing, in qualità di Responsabili esterni del Trattamento previa nostra lettera di incarico che imponga il dovere di riservatezza e sicurezza nel trattamento dei Vostri dati.

 

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DIRITTI DEGLI INTERESSATI

La informiamo che nella Sua qualità di interessato, Lei ha ai sensi degli articoli da 15 a 23 del RGDP 2016/679, i diritti qui sotto elencati che potrà far valere rivolgendo apposita richiesta al Titolare del trattamento e/o al responsabile del trattamento, oltre il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo:

  • Art. 15-Diritto di accesso
  • L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle informazioni riguardanti il trattamento.
  • Art. 16 - Diritto di rettifica
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo.  Tenuto conto delle finalità del trattamento, l'interessato ha il diritto di ottenere l'integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.
  • Art. 17 - Diritto alla cancellazione (diritto all’oblio)
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali.
  • Art. 18 - Diritto di limitazione del trattamento
  • L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi: 
  • a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali; 
  • b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo; 
  • c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria; 
  • d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
  • Art. 20 - Diritto alla portabilità dei dati
  • L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti.  Nell'esercitare i propri diritti relativamente alla portabilità dei dati a norma del paragrafo 1, l'interessato ha il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un titolare del trattamento all'altro, se tecnicamente fattibile.
  • Art. 21 - Diritto di opposizione
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  • Art. 22 - Diritto di non essere sottoposto a processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione
  • L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

 

MODALITÀ DI ESERCIZIO DEI DIRITTI

Potrà in qualsiasi momento esercitare i suoi diritti o revocare il consenso inviando una comunicazione agli indirizzi e con le modalità indicate in calce:

email: info@studiolocatelli.it

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Ultima modifica 22.06.2019

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